Matteo Salvini taglia i parlamentari in due ore e Mattarella si arrabbia

Roma. A Roma, specie al Quirinale, sono molto arrabbiati per essere stati presi in contropiede dalle parole di Matteo Salvini in parlamento. “Approviamo il taglio dei parlamentari, ma dopo si va immediatamente al voto”

Con queste parole Salvini ha risposto a Di Maio che aveva, a sua volta, risposto al meme della Lega sulla proposta di taglio dei parlamentari. “Per tagliare il numero dei parlamentari a noi bastano due ore” aveva detto il vice premier 5 stelle. Il cerino acceso è rimasto così in mano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che deve decidere quando e se sciogliere le camere e che rischia di essere il capro espiatorio di una situazione esplosiva.

Lo scambio equo fra le 2 forze politiche è “noi votiamo il taglio immediato dei parlamentari in meno di 2 ore e voi votate per le elezioni a ottobre”. D’altra parte, la lega ha votato a favore della diminuzione del numero dei parlamentari altre 3 volte. Se non si fosse in un ambito di scontro politico durante una crisi di governo si parlerebbe di accordo sulle posizioni pratiche, invece che di scambio politico fra oppositori.

La scelta del metodo di ricatto politico nei confronti della Lega non ha funzionato

Chi sta conducendo i giochi e i tentativi di accordo fra Pd e 5 stelle ha sottovalutato notevolmente Matteo Salvini e la Lega per la seconda volta in pochi giorni. Il sospetti vanno naturalmente verso Matteo Renzi . Ha spesso dimostrato una grande arroganza nei confronti dei leghisti. Un sospetto che però non tiene conto della poca conoscenza della lega Nord e dei suoi 30 anni di storia dimostrata dal misterioso negoziatore.

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Infatti era impossibile sostenere che i leghisti non avrebbero votato il taglio dei parlamentari. La lega è un movimento fondato alle origini sulla voglia di indipendenza delle nazioni del Nord e tuttora forte sostenitore e applicatore del principio “Putost che gnet, l’è mej putost” (piuttosto che niente, è meglio piuttosto). Il taglio di 354 parlamentari per chi, in origine, avrebbe voluto eliminarli tutti, rappresenta il “putost”.

I 5 stelle, il voto e Rosseau

Questo “misterioso” negoziatore ha proposto al movimento 5stelle di mascherare la naturale paura del ritorno alle urne con la richiesta del taglio dei parlamentari da fare in un anno. Un anno per riportare i 5 stelle ai livelli di voti accettabili. Una proposta offensiva per chi ha fatto del voto e della democrazia diretta la ragione di esistenza e che ha inventato la piattaforma Rosseau. Però in questo caso la tentazione di accettare c’è stata. Eccome se c’è stata. I 5 stelle sembrano prontissimi ad accettare il compromesso con il partito democratico.

20 agosto, giorno della resa dei “Conte”

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Il 20 agosto è l’ultimo giorno. Il premier ha deciso di dare le dimissioni solo dopo aver portato in parlamento le sue comunicazioni. Dopo la diffusione via social del filmato in cui si vede il premier Conte prendere accordi con il premier tedesco Angela Merkel in tema di sbarchi di clandestini, Conte è un grande altro “sospettato” di “inciuci” con Matteo Renzi. Le sue dimissioni da premier erano attese per il mercoledì della settimana scorsa. Invece ha deciso che deciderà il 20 agosto, dopo le comunicazioni in parlamento.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 3124 Articoli
Giornalista Milanese e Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni ho collaborato conTvci, una delle prime televisioni private e così sono anche parte della storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di RPL e scrivo su alcune testate, qua e là.

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