Giorgio De Chirico a Milano, 50 anni dopo

Milano. Presentata a Palazzo Reale la mostra dedicata al maestro pittore Giorgio de Chirico. L’antologia pittorica curata dal prof. Luca Massimo Barbero verrà ospitata dal 25 Settembre 2019 al 19 Gennaio 2020 nelle sale del palazzo milanese esattamente 50 anni dopo la prima edizione.

La mostra: de Chirico

La possibilità di approfondire la conoscenza dell’opera del pittore è data dalla fondazione Giorgio e Isa de Chirico, presidente prof. avv. Paolo Picozza, con il patrocinio del Comune di Milano e dalle case editrici Electa e Marsilio. La selezione delle opere esposte ricopre tutto il periodo di attività del maestro, e sono state prestate dal Metropolitan Museum of Art di New York, dalla Tate Modern Gallery di Londra, il Puškin Museum di Mosca, The Menil Collection di Houston, da collezioni private, dalla Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Orari:
Lun: 14:30 – 19:30
Mar: 09:30 – 19:30
Mer: 09:30 – 19:30
Gio: 09:30 – 22:30
Ven: 09:30 – 19:30
Sab: 09:30 – 22:30
Dom: 09:30 – 19:30

Arianna abbandonata

1931-Bagnante-al-sole-Arainna-addormentata Giorgio De Chirico a Milano, 50 anni dopo Eventi Storia e Cultura

L’iconografia sensuale e mediterranea della Bagnante al sole del 1930 rappresenta un significativo passaggio del lungo e fecondo iter artistico di Giorgio de Chirico. L’opera comparve alla personale milanese dell’artista nel 1931 con il titolo di Arianna abbandonata, chiara eco del suo amore sempre vivo verso il mondo classico; l’artista espose molti nudi realizzati in quegli anni. Nelle fattezze di Arianna si può forse riconoscere il ritratto della seconda moglie di de Chirico, Isabella Far, modella prediletta per molte tele di quegli anni.

Nato da una famiglia italiana a Volos in Grecia, dove inizia la sua formazione, Giorgio de Chirico, insieme al fratello Andrea (più giovane di 3 anni e anch’egli artista con lo pseudonimo di Alberto Savinio), e alla madre si trasferisce a Monaco di Baviera nel 1906. Il maestro inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti, mostrandosi affascinato dalle opere di soggetto mitologico di Böcklin e Klinger.

Parigi, 1911 – 1931: pittura metafisica

1930-Ettore-Andromeca Giorgio De Chirico a Milano, 50 anni dopo Eventi Storia e Cultura

Nel 1911 si trasferisce a Parigi passando per Torino, città che lo colpirà per la monumentalità rigorosa dei suoi edifici nella calda luce estiva e di cui manterrà memoria nei primi dipinti metafisici. Inizia ad esporre nel 1912 al Salon d’Automne di Parigi; arruolatosi, viene inviato a Ferrara, altra città-simbolo della prima fase metafisica e qui incontra Filippo de Pisis e Carlo Carrà: scaturisce il periodo definito della «Pittura metafisica», che presupponeva la messa a nudo del lato più profondo e insolito di oggetti, monumenti, figure accostati a creare rapporti sorprendenti.

Ritorna a Parigi nel 1925 e si ferma fino al 1931. Dopo la guerra, si stabilisce a Roma dove collabora con la rivista Valori Plastici. Suggerisce il ritorno al mestiere e alla pittura antica. In contatto con i surrealisti, elabora temi che poi amplificherà nella sua successiva produzione: manichini, trofei, reperti archeologici, cavalli sulla spiaggia, mobili nella valle, paesaggi nella stanza, secondo un orientamento in parte condiviso con il fratello Andrea.

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Le Muse Inquietanti – Giorgio de Chirico

All’inizio degli anni Trenta, de Chirico si allontana dal genere “fantastico”, come lui stesso lo definirà, proponendo nudi e nature morte di gusto verista e tornando a sperimentare la natura e il museo. Si colloca in questo contesto la riscoperta del “naturalismo borghese” di Auguste Renoir, apprezzato fin dal 1920, anno in cui de Chirico aveva dedicato un lungo intervento critico al maestro francese sulle pagine della rivista «Il Convegno». Riaccostandosi alla prima maniera di Renoir, de Chirico ne ripropone, anche nei titoli, i soggetti di donne al bagno dai volumi pieni e sensuali, costruiti con una materia pittorica soffice e colori soffusi.

Pier da Milano
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Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt. Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro. Seneca

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