Turisti nel nostro territorio. A Magenta nei luoghi dell’accoglienza

A spasso con il Centro didattico di Valentina Milanta e con Marcello Mazzoleni per conoscere i luoghi e le persone che hanno dato accoglienza nei secoli a Magenta. L’iniziativa di “Turisti nel nostro territorio” si è svolta nella serata di giovedì 23 maggio 2019, con partenza da piazza Mercato e in collaborazione con Avas e con la Comunità pastorale “Santa Gianna Beretta Molla e San Paolo VI”. L’evento è stato pensato in occasione del 25° anno di apertura della “Casa di accoglienza Maria Rosa Oldani” magentina sita in via per Pontevecchio. 《Le visite hanno lo scopo di far conoscere la storia di Magenta e dei suoi personaggi – spiega Mazzoleni – non solo in occasione della passeggiata. Per chi partecipa alle serate, è bello anche ritornare su questi luoghi e farli conoscere ad altri》.

La “Scuola dei poveri”

La prima tappa si é svolta in fondo a via Manzoni, nella piazzetta che si trova nella rientranza a lato dell’istituto delle suore Canossiane. Qui si trovava un convento francescano. Ora non vi è più traccia, anche se le attuali abitazioni mostrano ancora lo stile dell’allora chiesa. Marcello Mazzoleni ha così spiegato che qui sorgeva la “Scuola dei poveri”. Nel 1491, Rizzardo De Medici lasciava alla Scuola dei poveri una vigna in prato Loredo a Magenta di 12 pertiche con legati di messa a favore dei Frati minori del convento di Abbiategrasso e dei Frati di Santa Maria Nuova di Magenta. Non era una scuola ma un istituto che offriva sostegno economico ai bisognosi.

I Somaschi 

Il percorso di quasi 4 km è  proseguito  nella chiesa di San Girolamo Emiliani dove, negli anni Sessanta del secolo scorso, i padri Somaschi hanno creato la prima esperienza di accoglienza a Magenta per chi migrava dal Sud Italia e per i bisognosi. Dall’allora liceo che fu usato come spazio per l’accoglienza, l’evoluzione è stata quella della Vincenziana.

Refettorio e Avas

La passeggiata si è conclusa con la visita al refettorio di “Non di solo pane” aperto nel 2016 che danno un pasto caldo a single o  famiglie italiane e straniere in difficoltà. È poi ancora alla “Casa di accoglienza” dove sarà  esposta la mostra iconografica sulla storia della struttura e dell’opera dei volontari Avas.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 116 Articoli
Giornalista

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