Le sfortunate mogli di un duca acciaccato e paranoico

Il paranoico, obeso e acciaccato Filippo Maria, l’ultimo dei Visconti che fu duca di Milano, si sposò due volte. Non ebbe però figli da nessuna delle due mogli. Non che gli importasse molto, giacché, come scrive l’antico storico Bernardino Corio, avrebbe preferito “volentieri che dopo la sua morte ogni cosa rovinasse”. Da egoista qual era, infatti, avrebbe voluto che l’intero mondo crollasse con lui. Una figlia, però, che lui non dubitò mai essere sua, l’ebbe con l’amante Agnese del Maino. Si chiamava Bianca Maria. Forse Agnese era la dama di compagnia della sventurata prima moglie del duca, Beatrice Lascaris di Tenda.

Beatrice, vittima di uno spirito sospettoso

Beatrice era la vedova di Facino Cane, un capitano di ventura che era riuscito a sottrarre parecchi beni ai Visconti. Costui, infatti, aveva saputo ben approfittare dell’incapacità dimostrata dal precedente duca. Per rientrare in possesso dei beni sottratti da Facino Cane, alla sua morte Filippo Maria ne sposò la vedova Beatrice. Lui aveva venti anni e Beatrice circa quaranta. In principio Beatrice era molto affettuosa con Filippo Maria. Forse si immedesimava più nella parte di mamma che di moglie. Filippo Maria, però, non si fidava di nessuno, traumatizzato com’era dal fatto che suo fratello aveva avvelenato la loro stessa madre. Schiavo di uno spirito sospettoso, Filippo Maria era ossessionato dall’idea di tenere tutto e tutti sotto controllo.

Grazie a Beatrice, l’intero potere era tornato nelle mani dei Visconti; ma Filippo Maria non si faceva scrupolo dal ricompensarla estromettendola dal governo. Infine denunciò una tresca amorosa di Beatrice con il paggio di corte, alla quale si aggiunse il sospetto di cospirazione politica. Così, i due furono imprigionati, sottoposti a tortura e condannati a morte. Filippo Maria, nel frattempo, si godeva indisturbato la sua relazione adulterina con l’amante Agnese del Maino.

Maria di Savoia, vittima dell’indifferenza

Il secondo matrimonio di Filippo Maria con la giovane Maria di Savoia non andò molto meglio. Il duca lo riteneva solo una grande seccatura politica. Riuscì persino a trovare una scusa per non presentarsi al proprio matrimonio. Mandò un certo Gaspare Visconti a rappresentarlo. Fin dall’inizio, dunque, il matrimonio non lasciava presagire nulla di buono. In quanto alla giovane sposa, si può immaginare come affrontò l’evento che avrebbe dovuto essere il giorno più bello della sua vita. Soprattutto perché sapeva bene che fine aveva fatto la moglie che l’aveva preceduta.

Il secondo matrimonio del duca di Milano proseguì com’era cominciato: nella completa apatia. La sposina, ancora con l’abito nuziale addosso, fu relegata presso uno dei tanti castelli di proprietà del duca senza neppure essere degnata di uno sguardo.  E lì rimase. Non ci risulta che il matrimonio sia stato consumato.

Agnese del Maino amante segregata

Filippo Maria aveva trentasei anni quando sposò la diciassettenne Maria di Savoia. Le parti si erano in pratica capovolte; ma se Beatrice era troppo vecchia, Maria era troppo giovane. Meglio l’amante Agnese del Maino. Per mantenere un minimo di decoro, però, almeno per i primi giorni, Filippo Maria dovette tenere la sua amante e la figlia segregate, lontane sia da lui sia dalla giovane moglie Maria di Savoia che continuava a sostare tutta sola.

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Essere ignorata dal marito fu per Maria di Savoia una vera fortuna. Il paranoico Filippo Maria, infatti, non meditò mai di farle ruzzolare la testa sui piedi o di avvelenarla. Riuscì persino a sopravvivere a Filippo Maria!  E, nonostante le sollecitazioni ricevute, non risulta che il padre della sposa abbia mai versato la dote pattuita.

Tratto dal libro “Messer Cicco milanese eccellentissimo” di Michela Pugliese. Sito https://gocciadinchiostro.wordpress.com/
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/323108/messer-cicco-milanese-eccellentissimo/