Lo strano caso dei documenti fantasma della scuola più bella di Milano

Esiste a Milano, una scuola elementare pubblica con una storia molto particolare. E’ la scuola Rinnovata Pizzigoni.

Rinnovata-18 Lo strano caso dei documenti fantasma della scuola più bella di Milano Prima Pagina Storia e Cultura

La scuola a metodo differenziato Rinnovata Pizzigoni, a prima vista potrebbe sembrare una scuola privata, dato che al suo interno vi si trovano serre, recinti con animali anche di grosse dimensioni come asini e capre, per non parlare del fatto che qui si segue un metodo sostanzialmente diverso di insegnamento, ovvero, tutto ruota attorno alle attività agricole che gli scolari svolgono, il che è già notevole se teniamo conto del fatto che ci troviamo in un’area altamente urbanizzata di questa città. Non a caso, l’inno canoro di questo istituto recita “Alla scuola Rinnovata, la più bella di Milano…”.

Il Metodo Pizzigoni e la storia della Rinnovata

Questa scuola deve il proprio nome alla sua fondatrice. Giuseppina Pizzigoni, nel lontano 1911 ideò un metodo rivoluzionario, che prevedeva l’uso di attività agricole per insegnare materie come l’italiano, la matematica, la geometria e tutte quelle discipline che senza un lato pratico risultavano noiose e puramente nozionistiche.
A quei tempi quest’area di Milano era ancora periferia, c’erano cascine, terreni coltivati e allevamenti di animali da cortile, fu perciò la città a crescere attorno al complesso scolastico che, dal 1927 Giuseppina Pizzigoni potè gestire per mettere in pratica tale metodo.

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Se un tempo, contare i semi di mais, o definire l’area di una sezione dell’orto botanico per calcolare quante piante potevano crescervi, era un’attività legata al quotidiano lavoro dei campi, con il tempo la società cambiò, e queste attività, pur non cambiando, assunsero un diverso ruolo, ovvero, insegnare ai piccoli milanesi come rapportarsi ad una natura che per molti di loro sarebbe altrimenti accessibile solo attraverso documentari e solo in pochissimi casi esperienza vissuta.

Fino a qui la didattica, ma la storia?

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Già, abbiamo parlato del metodo, della scuola, ma il titolo di questo articolo parla di ben altro, infatti, oltre all’indubbio valore didattico, questa scuola ha in se un tesoro nascosto, quasi segreto. Questo tesoro è composto dalla moltitudine di documenti raccolti negli anni, come i registri di classe, le lettere di richiesta di ammissione, i rapporti con le istituzioni intrapresi, man mano che mutavano i tempi, veicolando di fatto la scuola dagli anni ‘20, attraverso un secolo, passando quasi indenne attraverso i periodi più cupi della seconda guerra mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Documenti di inestimabile valore storico

Tra questi documenti censiti nel 2013, ci sono veri e propri spaccati di vita quotidiana, come ad esempio i temi degli alunni, che mettono in risalto come il linguaggio sia cambiato in un secolo così importante, che ci ha veicolati dall’ancora intensivo uso dei cavalli come mezzo di trasporto, fino al camminare sulla Luna.
Ma tra questi documenti si possono trovare anche vere e proprie testimonianze, come ad esempio la firma nel registro degli ospiti di colei che fu la compagna “segreta” di Benito Mussolini, Margherita Sarfatti, anche redattrice de “l’Avanti!” e del quotidiano “il popolo d’italia” fondato dall’allora socialista Mussolini.

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A lei si deve il successo della biografia che in Italia prese il nome “Dux” tradotta in moltissime lingue e che vendette all’epoca in italia oltre un milione di copie. Venne poi allontanata dallo stesso Mussolini nel ‘36, nel ‘28 furono divulgate le leggi razziali. La Sarfatti essendo di origine ebraica, fu interdetta da qualsiasi palazzo istituzionale.
Questa è solo una delle tantissime storie che i documenti dell’archivio della Rinnovata Pizzigoni possono testimoniare, ma purtroppo, c’è sempre un risvolto negativo.

Alcuni documenti sono stati purtroppo prelevati senza nessuna autorizzazione

Non si sa come, non si sa perché, ma alcune persone, forse non comprendendo appieno il danno materiale che stavano per compiere, hanno prelevato documenti di vario tipo dall’archivio, prima che questi fossero censiti e catalogati. Di fatto, questi documenti sono “fantasmi” non si sa dove sono, chi ne è in possesso e quale è il loro contenuto, e questo, crea delle lacune nella ricostruzione della storia di questa magnifica scuola. Qualche giorno fa, però un faldone è stato recapitato alla portineria della scuola in forma anonima, all’interno, vi erano importantissimi documenti riguardanti l’istituto Rinnovata Pizzigoni.

Tra questi, i diari di direzione compilati dalla stessa Giuseppina Pizzigoni, dal 1926 al 1928, una relazione del 1918, temi scritti dalle insegnanti e valutati dalla stessa Pizzigoni, corrispondenza varia tra gli anni ‘20 e ‘30 e tantissimi altri documenti.

Un gesto eroico

Il gesto di restituzione ha un valore morale e civile che rivaluta di gran lunga la reputazione morale di chi ha sottratto tali documenti, infatti, il prendere un qualcosa per un atto istintivo, magari di sfida o per pura curiosità, è relativamente semplice, ma restituire alla scuola e a tutta la comunità questi importantissimi documenti è invece, sicuramente un atto molto più difficile da compiere, atto che richiede un coraggio non da poco, e di sicuro avrà dato a chi lo ha compiuto, un sollievo inimmaginabile, oltre a ad un senso di ritrovato orgoglio.

È possibile che altri documenti “fantasma” possano essere ancora in possesso di qualcuno, non importa chi sia, non importa il perché è in possesso di tali documenti, e sicuramente nessuna indagine sarà mai svolta per rintracciare chi restituisce tali documenti, anzi, anche se lo farà in forma anonima, avrà sempre la gratitudine di tutti coloro che per questa scuola hanno dato e stanno dando, dalla sua fondazione ad oggi, tutta la propria dedizione.

Tramite questo materiale diadattico, documentariale e fotografico, sarà possibile grazie all’Opera Pizzigoni ricostruire e studiare con cura il metodo Pizzigoni, il progetto infatti è stato finanziato con il controbuto della Regione Lombardia in base all’Avviso Unico 2018 – ambito valorizzazione di biblioteche e archivi storici (legge regionale n. 25/2016).

Per contattare l’Archivio:
Cell.: 370 309 8734
info@operapizzigoni.it
http://www.operapizzigoni.it

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