A Ossona Sant’Antonio tutto Bene

Tutto bene al falò di Sant’Antonio di Ossona. Anzi, ai due falò, perchè come ogni anno uno si è svolto in piazza Litta e l’altro in oratorio. Più piccolo quello della piazza, organizzato dalla proloco. Più grande e con la giobia in cima quello organizzato in oratorio.

Nessuno li ha però spenti. E’ stato un bene perchè il fumo e le monachine sono andate su belle dritte verso il cielo, preannunciando un anno, il 2019, fortunato e generoso per gli agricoltori e gli allevatori. Speriamo lo sia anche negli altri settori. il 17 gennaio è il giorno dedicato a Sant’Antonio, d è anche l’ultimo giorno utile , tradizionalmente, per uccidere il maiale, fare i salami e porre a conservare la carne della preziosa bestia.

Perchè si festeggia a Sant’Antonio

Al giorno d’oggi non siamo più abituati a mantenere queste date. I frigoriferi e la produzione alimentare industriale ci ha liberato dal dovere di seguire un calendario molto preciso. Delle tradizioni ci sono rimaste le feste e i simboli, ma si rischia di dimenticarne i significati. Un tempo il 17 gennaio era un giorno frenetico.

Si andava di casa in casa, di cortile in cortile ad aiutarsi fra contadini per finire ogni cosa in tempo. uccidere i maiali, prepararne le carni, insaccare i salami. E poi raccogliere le ultime sterpaglie ripulire le stalle e i pollai. E infine, alla sera, il falò, in cui si bruciava tutto ciò che rimaneva da questa ultima faticosa giornata e non serviva più. Si arrostivano costine, si mangiava ciò che era rimasto dallo scorso anno, si facevano le cicciole, qualche dolce e qualche bicchiere di vino da dividere con gli amici, in cui affogare la stanchezza accumulata durante la giornata.

Oggi non facciamo più così tanta fatica e il salame lo compriamo al supermercato, però per fortuna il falò di sant’Antonio e la sua festa sono rimasti.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 2500 Articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera.

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