Clochard morto a Milano, vittima del freddo

Ieri il primo clochard morto per il freddo a Milano. Una volta erano persone che vivevano all’addiaccio per scelta. Oggi no.

Tanti sono clandestini che vivono di spaccio e di furti bivaccano fra i rifugi del comune e le stazioni ferroviarie e della metropolitana. Altri sono persone povere, che si sono trovate all’improvviso senza nulla e senza assistenza. Questi non vanno nei rifugi perchè sono monopolizzati dai clandestini extraconunitari, spesso prepotenti e violenti e che rubano le poche cose che hanno. Preferiscono le sale d’aspetto di stazioni e ospedali, nonostante  il freddo intenso aumenti di giorno in giorno.

Fra loro ci sono italiani e stranieri e capita che muoiano, non per le liti ma per il freddo. La prima vittima di questo inverno, verosimilmente del freddo, è stata un uomo algerino di 52 anni che è stato trovato ieri notte in fin di vita all’interno della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Porta Genova a Milano. Un altro clochard ha chiamato i soccorsi quando si è accorto che il vicino, nel suo giaciglio di fortuna, non dava segni di vita.

Giunti sul posto i soccoritori lo hanno trovato ancora in vita e lo hanno portato in codice rosso all’ospedale San Paolo, nella cui sala di aspetto è stato però constatato il decesso. Non è stato possibile rianimarlo.

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In settimana il comune di Milano aveva diramato un annuncio con l’indicazione di un numero di telefono. I posti letto al caldo vuoti e destinati ai clochard sono ancora molti, dicono dal Comune, ma a quanto pare i clochard preferiscono correre il rischio di morire di freddo piuttosto di andarci.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 3299 Articoli
Giornalista Milanese e Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni ho collaborato conTvci, una delle prime televisioni private e così sono anche parte della storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di RPL e scrivo su alcune testate, qua e là.

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