Un corso di autodifesa per le donne. Eccone i motivi

Ossona  – Secondo voi, cosa rende appetibile ai ladri e ai delinquenti un centro medio piccolo della periferia rispetto alla grande città? Si tratta della proprio della stessa cosa che lo rende appetibile per le persone oneste: la tranquillità. Come difendere quindi la nostra tranquillità ed evitare che ladri e delinquenti si sentano tranquilli? Imparando a difenderci. Ecco perchè ci si può iscrivere al corso di autodifesa per la donna organizzato dalla Guardia Nazionale a Ossona e che inizia l’11 settembre.

Come tutte le onlus di volontari la Guardia Nazionale risponde a delle necessità della comunità. A dei bisogni che sono difficili da soddisfare senza persone che se ne facciano carico, facendo un sacrificio in termini di tempo libero ceh si mette a disposizione del prossimo. Fra le priorità dei nostri tempi c’è sicuramente il rendere difficile la vita a chi decide di sopraffare il prossimo, imponendo un modo di vivere in cui il violento, il più forte, ha ragione del più debole. Il primo passo, quindi è quello di rendere le persone meno deboli, più consapevoli. e aumentando la capacità di autodifesa.

Noi donne. Prenderci la parità anche in caso di svantaggio fisico

Non nascondiamoci dietro ad un dito. Parlando in generale, statisticamente un uomo possiede più forza di una donna e in caso di uno scontro diretto ci rimette sempre il più debole. Se si considera poi la velocità dello scippatore nel video, diventa più difficile. Se poi si aggiunge l’educazione civica, quella che abbiamo coltivato per decenni, che ci impedisce di attaccare fisicamente il prossimo, per antipatico che sia, in caso di rapine, borseggi, scippi o approcci violenti il nostro svantaggio aumenta. Anche a causa della insicurezza con cui reagiamo. Spesso capita di non riuscire neppure a reagire, come nel caso del video. Ci capita di non accorgerci di essere delle prede, di non vedere quello che capita intorno a noi. Se può far piacere saperlo, capita anche agli uomini, ma non è una consolazione. E’ solo un problema in più.

Purtroppo viviamo in un mondo dove quello che non capita a me, può capitare alla mia vicina. Ogni giorno ci sono aggressioni e furti e sapersi difendere, sentirsi sicure della propria capacità, è già una reazione, anche quando non si è fatto nulla.  Più donne, più persone, sono in grado difendersi in modo efficace, capendo anche quando è il caso di fuggire, più difficile sarà la vita di chi utilizza il male per sopraffare il prossimo. Imparare a non guardare da un’altra parte, ma sapere anche aiutare chi ci passa accanto è un modo per evitare che si ripetano storie come quella nel video, che forse è caduta troppo presto nel dimenticatoio

Fino a qualche mese fa ci dicevano che l’immigrazione clandestina era inarrestabile. Abbiamo visto in queste settimane che non è vero. E’ stata fermata. Ci dicono anche che dovremmo abituarci all’idea che non è possibile tornare a vivere come vivevano i nostri nonni, senza chiudere mai la porta di casa.  Io sono convinta del contrario. Sono convinta che chi fa il ladro, lo fa perchè è più facile del lavoro. Se si rende il furto e la rapina più difficili e faticosi del lavoro onesto, ladri e  assassini o se ne vanno o cambiano mestiere. Se ci sono in giro meno vittime predestinate, è ovvio che fare il ladro, e il rapinatore, diventa più difficile e pericoloso.

Il volantino con orari e condizioni

Il corso è composto da 24 lezioni durante le quali saranno approfondite tecniche di  evasione, e antiaggressione e antistupro tenute da istruttori che arrivano dall’esercito e dalle forze dell’ordine. Sarà presso la palestra comunale di Via Pertini, ogni martedì e venerdì alle 20.30. E’ comprensivo di assicurazione, di una tuta da ginnastica, di una maglietta e pantaloncini, di esame finale e di diploma.corsoautodifesasettembre-3-2-224x300 Un corso di autodifesa per le donne. Eccone i motivi Piazza Litta Prima Pagina

 

 

 

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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