Ultras napoletani arrestati per rapine di Rolex. I particolari

Un vero indotto, come quello del calcio, si cela dietro le circa 150 rapine di Rolex che sono avvenute negli ultimi otto anni a Milano, compiute da napoletani, di solito residenti nel quartiere Sanità, che venivano in trasferta in città per alcuni giorni della settimana esclusivamente per compiere rapine ai danni di proprietari di orologi Rolex, utilizzando degli scooter. Erano supportati da un organizzazione logistica con base in una officina in piazza Corvetto, scoperta circa tre anni fa. Alla fine dell’operazione sono state arrestate circa 40 persone. Oltre alla logistica in città l’organizzazione comprendeva anche la produzione di scatole e di certificati di autenticità, il mixaggio degli elementi degli orologi rubati, e la rivendita al 30% circa del valore dell’ orologio acquistato onestamente. Se la piazza delle rapine era Milano, il post produzione e la commercializzazione dei Rolex avveniva, e probabilmente avviene ancora, a Napoli.

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Ciro Torino trasfertista incallito. Rapinava a Milano mentre era agli arresti domiciliari a Napoli

I particolari degli ultimi due episodi di rapinatori di Rolex in trasferta da Napoli li hanno raccontati ieri mattina in questura il capo della squadra mobile della polizia di Stato di Milano Lorenzo Bucossi e il funzionario Luca Izzo.  Si tratta di due operazioni separate, durante le quali sono state arrestate 5 persone. 3 di queste, Ciro Torino, di 47 anni, Raffaele Zerlinga, di 40 e Mario Perlucci di 34 anni, sono stati arrestate a Napoli. A loro si addebitano almeno 9 rapine avvenute in città fra il 2016 e il 2017, utilizzando il trucco dello specchietto.

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Uno dei rapinatori urta l’auto della vittima designata, facendo ripiegare su sè stesso, chiudendolo, lo specchietto. Quando l’automobilista sporge il braccio per rimetterlo a posto un complice lo aggredisce, fermandogli con violenza il braccio e strappando via il Rolex dal polso. Quindi rimonta sullo scooter e si danno alla fuga nel traffico. I 3 sono stati identificati dopo che è stato scoperto il garagista che offriva il supporto logistico alle rapine. Sui tre scooter che erano lasciati nella sua officina in attesa delle trasferte erano montate delle ricetrasmittenti.  L’organizzatore delle rapine e dell’ “indotto” era Ciro Torino, che avrebbe dovuto trovarsi a Napoli. Dopo essere stato condannato per altri reati simili era infatti in una comunità, agli arresti domiciliari. Una comunità con dei responsabili molto distratti, dato che la condanna non gli ha impedito di essere presente e di aver partecipato personalmente ad almeno 2 rapine a Milano. 

Gli ultras del Napoli e delle rapine dei Rolex

Il secondo caso di rapinatori seriali di Rolex riguarda 2 rapinatori che hanno ereditato il modus operandi della batteria del Corvetto. Carmine Tolomelli, di 37 anni e Raffaele Damino di 38, sono stati sorpresi in fragranza di reato e arrestati a Rozzano lo scorso 31 ottobre. Anche loro abitano al quartiere Sanità di Napoli e venivano a Milano a effettuare rapine. Approfittavano dell’occasione delle trasferte anche per seguire la loro squadra del Cuore, il Napoli. Secondo il racconto di Izzo e Bucossi la loro cattura è dovuta ad un iniziale colpo di fortuna. Un agente della squadra mobile stava percorrendo in scooter una delle strade della zona di Via Foppa quando ha incrociato Carmine Tominelli. Lo aveva già arrestato nel 2014, sempre per rapine di Rolex e, nonostante avesse il casco da motociclista, lo ha riconosciuto. 

Ultras metodoci

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Da quell’episodio sono iniziate delle lunghe indagini, con l’esame di numerose telecamere, che sono servite per rintracciare la vespa bianca vista dal poliziotto. Dopo appostamenti, intercettazioni di telefoni cellulari, analisi e investigazioni, la polizia di Stato individua un appartamento, a Rozzano, che è in uso alla coppia trasferista. Le rapine avvenivano sempre nei primi giorni della settimana e in orari ben precisi. Al mattino fra le 9 e le 11 e al pomeriggio fra le 16 e le 19. Mai durante le partite del Napoli.

Finalmente lo scorso 31 ottobre la polizia riesce a cogliere i rapinatori sul fatto e ad assistere ad una delle rapine in scooter. Però, i due, esperti e veloci come faine in un pollaio, riescono a  sfuggire. L’inseguimento in mezzo al traffico milanese è difficoltoso e fallisce. Poco male, i rapinatori non sono stati persi d’occhio mentre recuperavano la loro auto, parcheggiata nella zona di via Foppa, e utilizzata anche per cambiarsi d’abito. Un’altra pattuglia della polizia li aspettava al varco, all’ appartamento di Rozzano, dove sono stati catturati e dove sono stati recuperati i rolex appena rubati.

T’aggio fottuto: non sono un Rolex

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Culture digitali

Ora, se il quartiere Sanità non ne produce altri nuovi, si può dire che i rapinatori napoletani di Rolex milanesi e i loro complici dell’indotto siano stati arrestati e censiti tutti. La filiera dovrebbe essersi fermata. Per prudenza, però, è meglio che i milanesi imparino a portare il Rolex al polso sinistro, e sistemino lo specchietto dell’auto con la mano destra. Nel caso vi siano altre comunità di recupero per rapinatori distratte, si potrebbe anche suggerire una vendetta in stile milanese. Un braccialetto da portare sul polso destro, vistoso e firmato ma in plastica ottonata, con incisa la scritta: “T’aggio fottuto. Non sono un Rolex”.

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