Grimoldi il Brianzolo e Marcato il Padovano

Dopo avervi, nei miei precedenti articoli da Pontida, raccontato dei Giovani Padani e di Autonomia con il Consiglieri Lombardi, e avervi parlato di Piemonte con Riccardo Molinari ,in questo articolo vi racconto qualcosa di due personaggi tra loro molto diversi ma che, allo stesso tempo, sono due facce della stessa Lega: Paolo Grimoldi e Roberto Marcato.

Paolo GrimoldiPaolo Grimoldi, brianzolo, segretario Nazionale della “Potentissima Lega Lombarda”, come a lui piace chiamarla, da quasi due anni. Deputato alla Camera, carattere “asciutto”, tipico dei Lombardi e dei brianzoli, di poche parole, talvolta per chi non lo conosce, non risulta molto simpatico, ma è ciò che appare, perché quando “non veste i panni del segretario della Lega Lombarda”, e si ritrova con amici e militanti, credetemi, il Paolo vi può stupire. Probabilmente la “corazza” che si è costruito dipende dal ruolo che riveste e dalle molteplici difficoltà che sta incontrando in questi anni per tenere unità, e non perdere nessuno, come spesso lui dice, della lega Lombarda e dei suoi militanti, perché come sostiene sempre il Paolo, solo tutti insieme siamo una forza.

Roberto Marcato, Assessore regionale del Veneto, esponente di spicco della Liga Veneta, con Luca Zaia, il più amato, non solo dai Veneti ma dai tanti leghisti. Carattere aperto, sempre pronto alla battuta, diretto, uno che ti mette subito a tuo agio, che ti incanta con il suo “intercalare” l’italiano con il dialetto della provincia Padovana, che riaccendono in me la nostalgia di quei luoghi, che il mio 50% di sangue Veneto non può non ascoltare.
Ebbene seppur diversi ed incontrati separatamente alla mia domanda la stessa per entrambi ovvero , dopo il 22 ottobre, con la vittoria del si cosa chiederete tra le 22 deleghe, prima di tutte,

cons, Roberto MarcatoEbbene entrambi mi hanno risposto: Più sicurezza, più regole, città più sicure, più risorse per le forze dell’ordine, certezza della pena, e soprattutto sempre dalla parte di chi si difende, sempre con la nostra gente.
E non poteva che essere così, diversi, per carattere, fisicamente, ma in entrambi ho riconosciuto la stessa voglia di continuare a lottare insieme a Matteo Salvini,per la Lombardia, per il Veneto e per l’Italia sempre con la lega nel cuore.