Discarica Casorezzo. A che gioco gioca città metropolitana?

Casorezzo – Lunedì 19 settembre il sindaco Pierluca Oldani ha fatto il punto della situazione con i cittadini di Casorezzo sullo stato dei ricorsi al Tar contro città metropolitana in merito al rilascio della Via alla discarica nella ex cava di Casorezzo. Notizie discordanti.

La serata si è volta con una certa tensione. La discussione non si è riferita tanto alla Solter e al suo progetto di discarica, quanto ai rapporti dei comitati dei cittadini con Città Metropolitana, sia con i tecnici sia con i politici. La situazione è un po’ complicata, e vale la pena di chiarirla con calma. Il centro della discussione è stato il ricorso al Tar presentato dal Comitato Salviamo il paesaggio, la cui referente a Casorezzo è Giuliana Cislaghi. La posizione dei comitati di cittadini è quella di appoggiare qualunque iniziativa che dia un apporto alla battaglia contro il progetto Solter. Quindi hanno appoggiato anche il ricorso al Tar promosso da Salviamo il Paesaggio che comprendeva anche una richiesta di una sospensiva dell’attività di discarica.

La riunione con l’assessore Mezzi di città metropolitana

C’è stata una riunione  in città metropolitana in cui l’assessore Mezzi ha partecipato solo inizialmente. Per ragioni personali ha poi delegato i tecnici. Questa riunione era destinata esclusivamente all’associazione Salviamo il paesaggio e ai 18 cittadini di Casorezzo e Busto Garolfo. Se ne era parlato nell’articolo Pietro Mezzi. Solter, città metropolitana cambia clima. A Casorezzo Milena Bertani ha fatto notare che l’assessore Mezzi si è preso l’impegno, davanti a tutta la cittadinanza e davanti ai sindaci, di cercare una soluzione positiva alla vicenda.  In questa riunione è stato concluso un accordo  fra città metropolitana e salviamo il paesaggio. Salviamo il paesaggio ha ritirato la richiesta di sospensiva di una discarica in essere e in cambio città metropolitana ha utilizzato delle procedure che hanno portato a differire di qualche giorno la Riunione del Tribunale amministrativo.

Una discarica appena chiusa

Si, proprio così. C’è una discarica attiva in loco, la cui autorizzazione è scaduta il 22 dicembre 2016. Durante la riunione in Città metropolitana la richiesta di sospensiva è stata ritirata. Questo atto ha fatto salire molto la tensione. Non tanto per la scelta in sè, ma perchè Salviamo il paesaggio ha dato la netta sensazione di voler trattare con città metropolitana qualcosa che non è trattabile. In ogni caso, non compete loro trattare sull’autorizzazione  alla discarica Solter . Il timore è che si possa pensare ad una concessione di “mettere qualcosa nella discarica” in cambio di un rimpicciolimento del progetto Ateg 11. Durante la riunione di Casorezzo, i rappresentanti di Salviamo il paesaggio sono tornati sui loro passi.

Hanno assicurato che non intendono trattare su nulla. Che non esistono spazi di trattativa con Città Metropolitana. E’ saltato fuori il verbale di una riunione del parco del Roccolo del 2008, in cui Giuliana Cislaghi (allora nel direttivo del parco dl Roccolo) commentava una proposta di ripristino della ditta cave di Casorezzo con un riempimento di rocce e terra di scavo. Una fatto relativo a proposte dell’azienda quasi dieci anni fa. Vista l’attuale situazione, si sono alimentate le insicurezze nei confronti di Salviamo il paesaggio da parte degli altri Comitati.

Un grave problema istituzionale di città metropolitana

L’assessore Mezzi ha ereditato una situazione difficile. 52 comuni, la maggioranza dei quali a guida di centro sinistra, e il parco del Roccolo hanno fatto ricorso al Tar contro Città Metropolitana, che è a guida centro sinistra. Il motivo è la concessione del permesso Via alla Solter. Uno dei motivi più forti dei ricorsi è la mancata  considerazione di un motivo escludente il permesso. Cioè Città metropolitana si rifiuta di prendere atto che non c’è la distanza minima consentita con altre discariche. E’ forse la prima volta che un’alleanza di enti pubblici ricorrono contro la decisione di un altro ente pubblico. L’assessore Mezzi (Sel) potrebbe applicare il ritiro della Via (Valutazione ambientale strategica) in autotutela dell’ente Città Metropolitana. Questo suggerimento è venuto da Milena Bertani, presente alla serata.

Mezzi e i suoi tecnici, invece, pare abbiano scelto la via  di porre in essere delle trattative per degli accordi, tra Comune e Solter. Per come sono poste le cose attualmente, quella di Mezzi sempre un tentativo di soluzione completamente campato per aria. Il No alla discarica da parte dei due Comuni interessati e da parte del Parco del Roccolo è sostenuta anche dalla Regione Lombardia. Il sindaco di Casorezzo, Pierluca Oldani, si è detto molto arrabbiato ” sto tagliando i servizi ai cittadini per pagare gli avvocati. Questo solo perchè Città metropolitana non fa il suo dovere” ha detto, riferendosi alla mancata presa in considerazione del “motivo escludente al permesso.”

La risoluzione del Parlamento Lombardo

Lo scorso 2 dicembre il Parlamento della Lombardia ha approvato una risoluzione. Ufficializza il No alla discarica fra Casorezzo e Busto Garolfo. Promossa dal vicepresidente Fabrizio Cecchetti, è una decisione condivisa da tutte le forze politiche presenti in regione. PD compreso. La Risoluzione contiene tutte le motivazioni per cui la discarica non si deve fare.  Fra queste motivazioni ce ne una, quella della distanza minima (50 metri) fra una discarica e l’altra, che è escludente per legge per le autorizzazioni. La risoluzione è stata inviata alla città metropolitana. Quindi ora L’assessore è posto fra due fuochi istituzionali. Ai 52 Comuni ( di centro sinistra) è ufficialmente aggiunta anche la Lombardia, in tutto il suo arco costituzionale.  Cosa farà ora, la città metropolitana? Ma soprattutto, a che gioco gioca? l’assessore Mezzi dirà Si alla discarica nonostante abbia tutti contro?

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2349 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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