Risottata contro la discarica. Però se vince il Si…

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Casorezzo – La lotta contro la discarica procede. Domenica 11 dicembre è stata organizzata una risottata a sostegno dei ricorsi contro la decisione della città metropolitana. Se però al referendum costituzionale vince il Si, si aprirà un’altra ridda di difficoltà. Ecco i motivi e gli antefatti.

risotto-324x197 Risottata contro la discarica. Però se vince il Si... Piazza Litta Prima Pagina   Riprende la lotta per impedire la trasformazione della cava di ghiaia fra Casorezzo e Busto Garolfo in una discarica di pattumiera. Pause della lotta non ce ne sono state, in realtà. I ricorsi al Tar prevedono pesanti spese legali. Per aiutare economicamente gli enti che si sono costituiti in giudizio contro l’autorizzazione di città metropolitana alla discarica è stata organizzata una risottata. Riso giallo, alla milanese, cucinato in piazza e distribuito ai presenti in cambio di un’offerta in denaro, anche piccola. Il denaro raccolto in questo modo sarà destinato al sostegno delle spese dei comuni di Busto Garolfo e di Casorezzo, oltre che il parco de Roccolo, le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini.

Le ecoballe napoletane della Vibeco

Fra i problemi nella lotta alla discarica ci sarà anche quello innescato dal referendum costituzionale. Infatti,  la regione Lombardia si è schierata contro la discarica, avvalendosi delle sue competenze e di politiche ambientali. Queste competenze riguardano anche il rifiuto di trasferire in Lombardia i rifiuti provenienti da altre regioni e destinati alle discariche. Le politiche ambientali di regione lombardia sono tutte contro le aperture di nuove discariche, preferendo il riciclo e l’incenerizione del rifiuto secco.

Con la vittoria del Si, invece, queste competenze ritornerebbero allo stato italiano. Già altre volte, lo stato italiano ha permesso di smaltire in Lombardia i problemi del sud. I rapporti tra Vibeco e Solter sono chiari da tempo. Fra i codici di rifiuti autorizzati da città metropolitana per la discarica Ateg11 ci sono anche quelli che definiscono le ecoballe campane. Se cambia l’organo decisionale, da Regione Lombardia a Stato Italiano, cambieranno anche i problemi  da risolvere. Non è sifficile capire che non saranno favorevoli a Casorezzo

Risoluzione in Commissione Ambiente e Territorio

Il 24 novembre, la Commissione Territorio del consiglio di Regione Lombardia ha approvato  una risoluzione sulla cava. Il voto favorevole è stato all’unanimità. Fabrizio Cecchetti e Roberto Anelli (sempre Lega Nord) sono i presentatori della risoluzione. Fabrizio Cecchetti è uno dei politici che più si è speso a difesa dell’ambente, del parco del Roccolo. Sempre a fianco dei cittadini di Casorezzo e Busto Garolfo. “Il Consiglio regionale della Lombardia si schiera con i sindaci e con il territorio. Dice no alla discarica di Casorezzo”. Aveva commentato il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) in quella occasione.  Nel documento sono state inserite tutte le criticità rilevate dal Parco, dai comitati e dei comuni della zona in merito alla realizzazione della discarica nel parco del Roccolo. Inoltre contiene un invito alla giunta regionale a mettere in campo misure e iniziative per monitorare la correttezza delle procedure.

Ora arriverà in consiglio regionale

“Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto in Commissione Ambiente perché vuol dire che tutte le forze politiche hanno compreso la gravità della situazione. Il Consiglio regionale vuole tutelare i cittadini e l’ambiente e scongiurare lo sversamento di tonnellate di rifiuti in un’area verde importantissima per il territorio: il Parco del Roccolo va infatti protetto e non certo sfruttato come discarica. Questo documento inoltre dà ulteriore forza al ricorso presentato dagli enti locali e dai comitati su cui sono riposte tutte le speranze per bloccare definitivamente il progetto.” Dopo l’ok della commissione Ambiente e Territorio, la risoluzione verrà discussa presto in consiglio regionale.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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