Deoleo chiude Carapelli. 98 a casa. Cecchetti: “Inaccettabile”

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Inveruno – Nuovo atto della crisi della Carapelli Deoleo. La multinazionale spagnola ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento di Inveruno. Perdono il lavoro 98 dipendenti su 136. Fabrizio Cecchetti: “la Regione farà di tutto per tutelarli”

carapelli-324x194 Deoleo chiude Carapelli. 98 a casa. Cecchetti: "Inaccettabile" Piazza Litta Prima Pagina Era una delle nostre eccellenze. La Carapelli appartiene ormai da qualche anno, come la Bertolli e la Sasso, alla multinazionale spagnola Deoleo. Aveva comprato le quote societarie dalla Unilever. Altre volte, negli ultimi anni si sono affrontati i problemi creati dai ridimensionamenti imposti dall’azienda. Inizialmente vi era stato un ampliamento aziendale. Poi la sorpresa della vendita nonostante la costruzione di un nuovo capannone. Era il 2012  quando dalle pagine di Cronaca Ossona ci si domandava se gli spagnoli avrebbero chiuso lo stabilimento.  In quei momenti erano a rischio solo 12 dipendenti. Oggi gli esuberi conteggiati sono 98 su 136 e quello che nel 2012 era un sospetto è diventato una realtà. Lo hanno reso pubblico oggi, protestando, da una parte i sindacati Fai, Flai e Uila, e dall’altra il vicepresidente del consiglio di regione Lombardia, Fabrizio Cecchetti.

Notizia comunicata dalla Deoleo a Roma, al posto dei progetti della nuova gestione aziendale

Secondo quanto si apprende dai sindacati, il consiglio di amministrazione della Deoleo ha comunicato di voler chiudere lo stabilimento Carapelli di Inveruno lo scorso 28 ottobre a Roma. Proprio durante la riunione con le segreterie nazionali dei sindacati. Nell’incontro si discuteva l’andamento del gruppo del Deoleo in seguito al cambiamento del vertici aziendali. Fra altre notizie è stata anche annunciata la chiusura dello stabilimento e la messa in mobilità per 98 dipendenti.

“I sindacati ritengono dunque inaccettabili tanto le modalità con cui è stata data la notizia, quanto le richieste avanzate dal gruppo. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di cattiva gestione delle relazioni sindacali da parte della direzione aziendale Deoleo. Con la chiusura dello stabilimento di Inveruno si rischierebbero drammatiche ricadute non solo per l’occupazione, ma anche per il territorio e per la produzione. La decisione di Deoleo infatti, rappresenta un colpo durissimo per i lavoratori del settore agroalimentare italiano e l’ennesimo pezzo di produzione di olio che rischiamo di perdere.” hanno detto in un comunicato stampa i sindacati.

Regione Lombardia non starà a guardare

Ben più dura e anche meno diplomatica la presa di posizione dalla regione Lombardia. “I nostri lavoratori non sono numeri, la Regione farà di tutto per tutelarli!” ha detto Fabrizio Cecchetti quando ha saputo al notizia. “Siamo di fronte all’ennesimo caso di prepotenza da parte di una grande multinazionale che prima acquista marchi storici del nostro Paese. Poi chiude i battenti portando la produzione in altri stati e trattando i nostri cittadini come numeri. Tutto ciò non si può accettare”. Ha scritto in una nota che ha immediatamente diramato ai giornali. Si dice certo che Regione Lombardia “non starà certo a guardare. Farà tutto ciò che è di propria competenza per evitare la perdita di posti di lavoro essenziali per tutta l’area dell’Alto Milanese”.

La Deoleo farà marcia indietro? Lo sperano tutti

Tutti però si auspicano che l’azienda trovi lo spazio per fare una marcia indietro. Se lo augurano sia i tre sindacati presenti in azienda, Fai, Flai e Uila, sia lo stesso Cecchetti. Da parte sua, il vicepresidente Cecchetti ha chiesto al presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale, Pietro Foroni, di calendarizzare un’audizione dei rappresentanti sindacali e dei rappresentanti dell’azienda. Lo scopo è facilitare l’apertura di un tavolo di trattative. Anche Arifl, l’agenzia regionale per il lavoro, sarà parte attiva nell’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda al fine di poter individuare gli strumenti più idonei a salvaguardare l’occupazione.

Culture digitali

Anche i sindacati “auspicano che l’azienda torni indietro sulle scelte intraprese e sappia costruire un percorso volto a mantenere l’occupazione e la produzione del sito di Inveruno”. Intanto però annunciano che inizieranno una lotta sindacale. “Nel corso dei prossimi giorni, Fai Flai e Uila intraprenderanno iniziative di mobilitazione e di coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali al fine preservare il sito produttivo e il perimetro occupazionale dello stabilimento di Inveruno e scongiurare l’ipotesi prospettata dalla direzione aziendale Deoleo”.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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