Tangenti ferrovie. Nessun dirigente FNM fra gli arrestati

ferrovie nord tangenti

Milano – 14 arresti per tangenti nell’ambito della gestione dei subappalti dei cantieri delle ferrovie. Si sparge la voce che c’è anche un dirigente FNM. Il presidente di Ferrovienord Andrea Gibelli smentisce. Si tratta solo di un impiegato di una delle società coinvolto nell’inchiesta per fatti personali, non legati all’azienda.

ferrovia-324x218 Tangenti ferrovie. Nessun dirigente FNM fra gli arrestati Piazza Litta Prima Pagina   La notizia si è sparsa già da ieri. 14 arresti e diversi avvisi di garanzia spiccati dalla magistratura nell’ambito dell’indagine per il reato, fra gli altri, di “commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione di subappalti di opere pubbliche realizzate in Lombardia”. Arresti ed indagini sono stati eseguiti dalla DIA (direzione investigativa antimafia) perchè si parla di una commistione fra imprenditori bergamaschi e calabresi. I calabresi sarebbero vicini alla ‘ndrangheta.

In serata si era sparsa la notizia che fra gli arrestati ci fosse anche un dirigente di FNM. Andrea Gibelli, presidente di Ferrovienord ha immediatamente smentito.“Nessuna società del Gruppo FNM è coinvolta nell’ indagine della Procura di Milano. Un dipendente di una delle società del Gruppo è interessato dall’indagine a titolo personale. Non si tratta di un dirigente”. E’ quanto dichiara il presidente di FNM SpA Andrea Gibelli.

Uno degli arrestati è il figlio di un ex dirigente FNM in pensione

La confusione si sarebbe generata perchè fra gli arrestati, ora agli arresti domiciliari, c’è Davide Lonardoni, 45 anni. Si occupava di sicurezza nei cantieri per la Nord_Ing, una delle società del gruppo Ferrovie Nord Milano. Davide Londardoni è figlio di Dario Lonardoni, ex dirigente in pensione di FNM. L’uomo aveva cominciato a lavorare per Ferrovie Nord Milano nel 1967. Ha concluso la sua carriera lavorativa come dirigente nel 2012, dopo la trasformazione societaria in Ferrovienord e Trenord, avvenuta nel 2006. Attualmente, il padre di Davide Lonardoni, Dario, è assessore ai lavori pubblici nel comune di Saronno. E’ stato eletto come candidato sindaco di una lista civica poi accorpatisi, al ballottaggio, con la Lega Nord. I collegamenti fra due Lonardoni sono quindi solo familiari.

Commistioni fra aziende bergamasche e ‘ndrangheta

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Le indagini della Procura di Milano si sono svolte su alcune aziende calabresi in odore di ‘ndrangheta. Anche delle aziende bergamasche sono state coinvolte nel sistema di subappalti con cadenza biennale di certi cantieri relativi alle ferrovie. I subappalti sarebbero stati ottenuti con il pagamento di mazzette ai dirigenti e responsabili delle società subappaltatrici. Tra i reati contestati ci sono l’ “utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti”, “indebite compensazioni”, “truffa ai danni dello Stato”, “bancarotta fraudolenta”, “intestazione fittizia di beni e complessi societari” e la “illecita concorrenza realizzata attraverso minaccia e violenza”. Un quadro davvero preoccupante.

Non è difficile capire cosa deve essere successo. E’ molto frequente, troppo, che aziende lontane dal luogo di esecuzione dei lavori vincano le gare d’appalto. Poi subappaltano i lavori ad aziende lombarde. Spesso le aziende locali hanno il know how per eseguire i lavori ma non la forza finanziaria per partecipare ai grandi appalti. Le aziende lombarde stentano a sopravvivere e la ndrangheta  ha messo in vendita i subappalti vinti delle aziende che le sono vicine. E’ certo che la ndrangheta ha forza finanziaria. Le arriva dal traffico di droga e da quello delle armi.

Ai lombardi richiesto eroismo ma senza sostegno da parte dello stato italiano, anzi

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La ndrangheta ha scoperto come approfittarsi della situazione economica lombarda aggiungendo minacce e violenze per obbligare chi non vuol cedere. Opprime chi ha ancora la forza di essere eroico. Ai lombardi troppo spesso lo Stato italiano chiede l’eroismo e in cambio aiuta chi vuole metterli in ginocchio.  Le troppe tasse, le gravi difficoltà, il problema legato al residuo fiscale, hanno contribuito a creare questa situazione. Ciò, infatti, avviene con la complicità ideologica di chi ha impedito la possibilità di aiutare le aziende con sede e know how lombardo a partecipare ai grandi appalti.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 2458 Articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera.

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