Outlet dell’elettronica nuovo tra Ossona e Casorezzo

Ossona –  Pare che un nuovo outlet dell’elettronica sia nato a Ossona. Si trova prova di fianco alla croce di Xanabò, sulla tangenzialina che dalla rotonda del Bertola porta a Casorezzo.

pattume-324x243 Outlet dell'elettronica nuovo tra Ossona e Casorezzo ambiente Prima Pagina Chi è passato sulla tangenziale di Ossona da lunedì mattina avrà potuto osservare che alla rotonda all’incrocio con via Gorizia qualcuno aveva depositato diversi scatoloni contenenti materiale di elettronica. Alcuni di questi materiali li ha anche sparsi in lungo e in largo sul terreno, proprio a fianco della croce di San Nabore, che segna i pressi del luogo in sorgeva l’antica chiesa omonima.  Lì vicino sotto al guardrail ha depositato uno scatolone con i pezzi più pregiati. pezzi di schede madri, parti di stampanti qualche scatoletta di toner, altro materiale elettronico e pezzi di computer.
Ma cosa avete capito? Non è mica una nuova discarica abusiva. Non è qualcuno che invece di andare in discarica ha preferito buttare lì i resti delle sue dotazioni informatiche.

Un nuovo outlet, non una discarica

Si tratta invece di una nuova forma di outlet campagnolo. Si posizionano gli scatoloni e poi le persone vanno a prendere ciò che serve. Lasciano a loro volta qualcosa che può servire a qualche altro. Non conosco, però, il motivo per cui utilizzino i campi che confinano con il parco del Roccolo al posto della piazzola ecologica. Quello che so è che, alla Croce di Xanabò, un tempo c’erano degli splendidi campi. Il grano cresceva fino a diventare di un bel giallo maturo. Si stagliava contro il cielo azzurro con un contrasto netto. Lì, a fianco della Croce di San Nabore, chiamata Xanabò, c’era una capanna di legno costruita intorno ad un vecchio albero.

La capanna di Xanabò

pattume3-324x215 Outlet dell'elettronica nuovo tra Ossona e Casorezzo ambiente Prima Pagina La capanna era sulla riva del canale di irrigazione. I pensionati di Ossona, al pomeriggio, andavano alla capanna a giocare a carte. All’interno c’erano delle panche ricavate dai tronchi e un grande tavolo, sempre di legno. La si raggiungeva camminando fra i boschi e i sentieri fra i campi. Si passava a fianco della casetta in Canadà, una bella tenuta con tanto terreno in cui vivevano tanti animali. In estate, la capanna era la meta preferita per le mamme con i bambini. Il fosso di irrigazione secondario non era pericoloso e si poteva camminare nell’acqua fresca. Era bello fare merenda lì, sotto la croce quando c’era il sole. O nella capanna, quando pioveva. Oggi invece, purtroppo, è diventata una discarica a cielo aperto causata dalla inciviltà di persone che si credono più furbe degli altri perchè non fanno qualche centinaio di metri in più per raggiungere la piazzola ecologica.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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