Torna la questua e c’è chi si fa delle domande

Ossona – Torna la Questua. Due casi inquietanti, negli ultimi due giorni, ci pongono dei problemi di coscienza ma anche delle domande che non possono rimanere senza risposta.

sancristoforo-1-324x272 Torna la questua e c'è chi si fa delle domande Piazza Litta Prima Pagina   Il primo caso riguarda un uomo, descritto come il solito “zingaro” di via 24 maggio, che si aggira fra le case della via Baracca e nei dintorni portandosi dietro la bambina più grande, circa 5 anni, a suonare i campanelli per chiedere insistentemente 20 Euro. In alcuni casi, è stato riferito, si è spinto fino a promettere di restituirli. In genere però racconta che la bambina deve esser operata e premette che non accetta cibo, solo soldi. Dato che l’uomo è conosciuto per le tante storie di cui è stato protagonista a Ossona, è abbastanza improbabile che si aspetti davvero che qualcuno gli dia 20 euro, anche se usa la bambina per tentare di muovere a pietà la gente. Non può essere così sprovveduto e non può davvero pensare che i suoi vicini di casa, che ne sopportano le performance ormai da anni, siano così sprovveduti.

Ma quella bimba andrà a scuola?

Il motivo per cui sta girando facendo la questua potrebbe essere diverso. Lascio alla vostra immaginazione il resto. Gli orari in cui si aggira, oltretutto, sono quelli in cui la bambina dovrebbe essere all’asilo. Dalle ultime notizie che avevo avuto risultava iscritta con il fratellino e la retta e la mensa erano a carico del Comune. Pare, invece, che sia lei sia il suo fratellino non frequentino la scuola Bosi da mesi. L’anno prossimo la bambina andrà in prima elementare. Come se la caveranno con l’obbligo scolastico? Chiederanno un permesso speciale di assenza per farla andare in giro a chiedere l’elemosina? Il sarcasmo nasconde la mia rabbia. Veder crescere sotto gli occhi i problemi di domani e sapere che stanno rovinando una vita (anzi due, c’è anche il fratellino) senza che nessuno intervenga e la risolva una volta per tutte, mi fa incazzare come una jena.

Braccia rubate all’agricoltura

Il secondo caso riguarda un uomo di colore che questa mattina, di mercoledì, è stato notato fuori dalla Chiesa di San Cristoforo, sempre a Ossona, appoggiato al muro, con un cappellino buttato a terra, dando la precisa impressione di essere un cerca di elemosina. L’aspetto non era certo quello di un disperato e debilitato profugo. Anzi, lo si potrebbe definire, alla vista, delle forti braccia rubate all’agricoltura. Oppure, il corpo solido di un buon soldato nato per combattere. Insomma, la differenza con il cliché dell’africano che scappa dalla guerra e della fame perché non sa cosa fare era visibile e indiscutibile. Al mercoledì a Messa non ci sono mai più di una ventina di pensionate, spesso vedove e che nel momento della Messa lasciano la casa incustodita. Al massimo, pensando che tutte e venti si privino degli spiccioli,a fine Messa potrebbe raccogliere una decina di euro. “Ci vive una giornata”, mi direte. “E’ vero. Anche se nel suo paese avrebbe guadagnato il doppio facendo l’agricoltore, qua può mangiare un giorno, con quelle monetine.” Il problema è che non si è fermato fino alla fine della Messa, ma è andato via da quella postazione una decina di minuti prima che le fedeli uscissero dalla Chiesa, non prendendo così neppure quei 10 euro. Cosa stava facendo, lì fuori, allora?

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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