Conifa World Cup. Fuori i Rom, dentro la Padania

Conifa World Cup – Gli ultimi preparativi per i mondiali di calcio delle Nazioni senza stato. Purtroppo la selezione del popolo Romani non potrà partecipare. Ripescata la Padania all’ultimo secondo.

logo-abcasia Conifa World Cup. Fuori i Rom, dentro la Padania Prima Pagina Sport   ConIFA, la confederazione calcistica indipendente, comunica ufficialmente che, in data 4 maggio 2016, la Federazione calcistica Popolo Romani rende nota la propria indisponibilità a prendere parte agli ormai imminenti Campionati del Mondo ConIFA ABCASIA 2016 per inaspettate problematiche organizzative. In sostituzione della Selezione coordinata dal Presidente del Brera Calcio, Alessandro Aleotti, subentra tramite regolare ripescaggio la Federazione calcistica padana. Questo è il comunicato diramato in questi giorni dalla federazione calcistica che raccoglie le squadre di calcio delle nazioni che rivendicano il diritto all’esistenza nonostante non abbiano ancora una loro propria organizzazione statale.
Quella del torneo di calcio della Coppa del Mondo delle nazioni senza stato, oggi chiamato Conifa World Cup,  è una storia a colpi di scena. Si tratta di un campionato di calcio idealmente e politicamente importantissimo, che rappresenta uno dei più grandi ideali sociali e politici: il diritto delle nazioni all’esistenza e al rispetto.

Non è geografia alternativa, ma è conoscenza e cultura, apertura mentale, coscienza di sè. Si gioca sin dalla seconda metà degli anni 90 e la Padania vi è stata ammessa dal 1998, due anni dopo la dichiarazione di indipendenza avvenuta a Venezia il 15 settembre 1996. Una data che rimarrà sempre nei cuori di chi ha iniziato quel giorno il percorso verso l’indipendenza di un nuovo Stato, dai principi e dai valori estremamente moderni e liberali, in Padania. Anche il popolo Romani, per intenderci, i rom, gli zingari, hanno una loro loro squadra che ha diritto a partecipare a questo campionato.
Il popolo romani, da questo punto di vista è forse il più rappresentativo. Mentre le altre squadre sono di nazioni senza stato che rivendicano comunque il diritto all’ organizzazione amministrativa autonoma e che hanno comunque un territorio di riferimento in cui vorrebbero organizzare il loro Stato, il popolo romani è solo il popolo romani. In effetti al loro interno hanno una specie di organizzazione amministrativa, con dei capi, re e regine e leggi scritte e non scritte, ma non hanno un territorio loro. Gli zingari sono nomadi ( perlomeno idealmente).

Dovete concedermi che il gioco del calcio, con queste premesse, diventa affascinante. Si parla di integrazione, magari a livello ancora germale, ma quella vera, fatta di rispetto e di pari dignità.  I rappresentanti popolo Romani questa volta non sono riusciti ad organizzarsi per partecipare. Andare fino in Abcasia è costoso, e non è facile trovare giocatori di calcio rom disponibili e all’altezza di una Coppa del mondo. La loro rinuncia al campionato permette la partecipazione della Padania che aveva anch’essa problemi di organizzazione. Non stiamo parlando del grande indotto che gira introno alle grandi società quotate in borsa, ma dell’incontro di popoli e di patrie che si misurano con le regole del pallone. Pochi soldi, ma tanta passione e tanto amore. Per il calcio e per la propria gente. Per questo è necessario ringraziare il popolo Romani e lo fa anche il direttore Europeo del Conifa. Alberto Rischio, persona non solo coraggiosa, ma con degli ideali così alti da toccare il cielo.

Alberto Rischio, direttore Europeo Conifa

“Nel corso del Border mondiale, organizzato nella giornata di mercoledì, risulta problematico (per CONIFA) apprendere ed accettare la cancellazione della federazione Romani dalla competizione. A causa di queste circostanze, il Presidente Blind ha espresso formalmente domanda al Segretario Duerkop a proposito delle federazioni ripescabili pronte a partire per l’Abcasia. Come prima squadra in lizza ha figurato la Transnistria, seguita dalla Padania: dopo aver contattato la Transnistria e ricevuto una risposta, dove si richiedeva almeno dieci giorni per decidere da parte di Tiraspol, la Padania ha dunque rilasciato la proposta maggiormente idonea. Noi, in ogni caso, non nascondiamo che disporre della Padania (al mondiale, per storia e per tradizione) è importante per l’organizzazione. Siamo felici per questa sorpresa che, tutto sommato, è correlata ad una già “scontata” partecipazione, dopo che proprio quest’ultima ha vinto l’EURO 2015 in Alta Ungheria. Auguro buona fortuna a Casa Padania, guidata dal Presidente Fabio Cerini e capace di sistemare in tempi brevi le proprie problematiche, oltre ad apportare grinta all’intero staff.”

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2355 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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