25 aprile. Festa di liberazione o San Marco

Milano – 25 aprile, la sinistra riscrive la storia. Il ricordo del sindaco nel libro “Marco Formentini” di Beppe Benvenuto e Vito Oliva, Gli Specchi di Marsilio, 1993.

25 aprile milano formentiniIl 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale dà l’ordine di insurrezione generale e assume i pieni poteri civili e militari; vengono creati i tribunali di guerra per la gestione dei reati militari, stabilita la pena di morte per i gerarchi del fascismo e istituti i consigli di gestione delle aziende. A Milano ha inizio lo sciopero generale e le fabbriche vengono occupate; la guardia di finanza, in nome del CLN, prende possesso della prefettura che rappresentava l’organo di governo sul territorio; il 30 aprile di quell’anno gli alleati (termine con il quale storicamente si intendono Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Unione Sovietica e Cina) entrano in una città oramai liberata dal fascismo.

La Sinistra si prende il 25 aprile

Col tempo, l’anniversario della Liberazione del fascismo diventa l’occasione per le forze di sinistra, ancora presenti in Italia, di appropriarsi di un momento storico che invece dovrebbe appartenere all’intero Paese. Emblematica fu la celebrazione di Milano del 1994, dove si svolse un’imponente manifestazione cui aderirono centinaia di migliaia di cittadini; fu presente anche Umberto Bossi, ai tempi leader della Lega Nord che era il partito maggiormente rappresentativo della politica milanese in quanto governava la città e, da poche settimane, maggioranza relativa nel governo nazionale; tuttavia alcuni manifestanti fischiarono Bossi minacciandolo con cori preoccupanti “Farai la fine di Mussolini”. Bossi non diede peso, riconoscendo però che si trattava di “una manifestazione organizzata dagli altri”. Quel giorno, la sinistra si prese il 25 aprile, scippandolo alla storia d’Italia e avocando a sé la liberazione, con la forza e la violenza.

Il sindaco. ” Ebbi paura dei partigiani”

Significativo il ricordo del 25 aprile del primo sindaco leghista di Milano (dal 1993 al 1997), nel libro “Marco Formentini” (Beppe Benvenuto e Vito Oliva, Gli Specchi di Marsilio, 1993): “Verso la fine del ’44 c’è stato un momento – racconta l’ex borgomastro – in cui mi resi conto che da parte dei comunisti c’era un disegno preciso di
eliminazione non solo dei fascisti ma di chi un domani avrebbe potuto essere avversario politico. Chi, magari avvocato o medico, si sospettava che domani potesse essere avversario del regime comunista, veniva se possibile eliminato. Il 6 aprile ci fu un raduno partigiano nel nostro paese (nella Lunigiana, provincia di Massa Carrara, distante pochi chilometri da La Spezia di cui Formentini era originario) e io non ho mai temuto per la mia vita e per quella dei miei cari come quel giorno”.

Roberto Colombo
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Opinionista.