Referendum trivelle. Iniziative del week end

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Referendum Trivelle – Il prossimo Week End, sabato 9 e domenica 10 aprile, la Lega Nord ha organizzato una gazebata generale, dedicata al Referendum Trivelle, per invitare a votare, per incontrare i cittadini e ascoltare le loro opinioni. I gazebo della Lega Nord a Ossona e a Casorezzo saranno domenica 10 aprile, dalle 9.00 alle 12,30 in piazza Litta a Ossona e in piazza San Giorgio a Casorezzo. Nelle piazze anche il movimento 5 stelle e altri movimenti e comitati. A Magenta sabato 9 alle 21, un incontro pubblico dell’associazione Ri Parco Bene Comune.

trivelle Referendum trivelle. Iniziative del week end Politica Prima Pagina   Questa volta la Lega Nord non sarà sola nelle piazze con i gazebo. In tutti i paesi dell’altomilanese, il prossimo week end sarà dedicato al tentativo di spiegare a più persone possibile, da tanti punti di vista diversi, l’importanza del referendum trivelle. Nelle ultime settimane i cittadini hanno avuto la possibilità di avere tutte informazioni che servono per giudicare se andare o non andare a votare per il referendum e, se si decide di recarsi ai seggi, di scegliere consapevolmente per il Si o per il No. A Magenta, in casa Giacobbe, sabato 9 vi sarà un incontro pubblico, organizzato dall’associazione Ri Parco Bene Comune dal titolo ” perchè partecipare, perchè votare Si” sul tema del referendum.
La Lega Nord è favorevole alle politiche che incentivano le energie alternative, pulite e le proposte della “green economy” e ha deciso di appoggiare il Si al referendum trivelle, con delle motivazioni concrete da proporre alla riflessione dei propri elettori. Questa serie di motivazioni sono raccolte in alcuni volantini il cui contenuto è pubblicato nell’articolo Referendum Trivelle. Il Si della Lega Nord. Tra le forze politiche, i favorevoli al referendum sono il Movimento 5 stelle e molti comitati civici. Il Pd e parte della sinistra sono contrari e puntano a far fallire il referendum trivelle per non raggiungimento del quorum minimo ( il 50% degli aventi diritto al voto).

Non si deve dimenticare, però, che i promotori del referendum trivelle sono i Consigli regionali di 9 regioni, fra cui il Veneto e la Liguria, oltre a Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Calabria, Campania e Molise. Il referendum è il risultato di una collaborazione fra la regioni che hanno uno sbocco al mare,  cui probabilmente si aggreggheranno, al voto per il Si, anche le altre regioni. Le forze politiche ne sono entrate poco, o perlomeno, hanno trovato l’accordo a livello regionale.
Il referendum trivelle rappresenta così anche in un interessante scontro istituzionale fra due tipi di poteri, quello dell’alleanza dei consigli regionali e quello statale, che va al di là del parere delle forze politiche e diventa quasi una prova di forza: se le regioni riuscissero a raggiungere il quorum dei votanti, l’importanza delle istituzioni regionali aumenterebbe molto anche contro altre imposizioni del governo centrale. Si tratta quindi di un primo effetto della cultura federalista sparsa negli anni in cui la Lega Nord era al governo dell’ Italia?

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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