Trenord S6 è un gioco d’azzardo, non la metro leggera

Altomilanese – I treni della linea suburbana S6 di Trenord Novara – Pioltello Limito che dovrebbero servire da metropolitana leggera nell’altomilanese, insieme all’S5 che percorre la linea Verese – Treviglio, non sono mai in orario. No, non si limitano al ritardo. Passano random e l’ora di arrivo serve solo ad identificare il treno, ammesso che passi. Servirsi dell’ S6 è una scommessa, con il rischio di diventare ludopatici o perlomeno idrofobi. Una situazione inaccettabile. Non dico di essere precisi come in Svizzera, ma senza offendere nessuno, almeno un po’ meno mediterranei! Questa è la Lombardia, cazzo!

trenord Trenord S6 è un gioco d'azzardo, non la metro leggera Piazza Litta Prima Pagina   Mi è capitato di dover prendere l’ S6 una volta la settimana per 3 settimane, dalla Stazione di Vittuone, ed è stato un incubo. In tre mercoledì il treno delle 16.12 non è passato. In un caso ho anche rinunciato e sono tornata a prendere l’automobile per raggiungere la stazione della metropolitana di Milano in macchina. Ho chiesto agli altri passeggeri se ero particolarmente sfortunata e il mercoledì fosse il giorno nero per i treni. “No, è così tutti i giorni” mi hanno risposto dandomi il benvenuto nel triste mondo dei pendolari: gente che si alza la mattina alle 5 per avere la probabilità di vedere un treno giungere in stazione prima delle 7 e percorrere quella trentina scarsa di chilometri che li separa dalla stazione della metropolitana di Milano ed arrivare, quindi, in orario o quasi, al lavoro.
Se si scommette che un treno dell’S6 di Trenord, della Linea Novara – Pioltello Limito passi in orario, lo danno 20 a 1. Ci si diventa ricchi. Però non si vince mai e quella rara volta in cui il treno passa nell’orario stabilito e si crede di aver vinto, in realtà si perde la scommessa perchè si tratta del treno precedente che, casualmente, è riuscito ad essere in stazione all’ora in cui avrebbe dovuto esserci il treno scelto.

Il mercoledì peggiore, quello in cui mi sono profondamente vergognata delle ferrovie italiane, è stato mercoledì 23 marzo. Arrivata alla stazione di Vittuone (Mi) per le 16 e 35 per prendere il treno delle 16.42, ho scoperto che il treno delle 16.12 per Pioltello Limito, che va cioè verso Milano, non era passato. Non avevano avvisato, e quindi i passeggeri lo aspettavano ancora. “Prima o poi passa” mi ha detto un rassegnato signore che percorre la tratta tutti i giorni. “Non è un problema, alle 16.42 dovrebbe passarne un altro”. Alle 16 48 si sente per la prima volta un annuncio che ha a che fare con i treni. “Il treno S6 da Novara per Pioltello Limito delle 17 12 viaggia con 10 minuti di ritardo.” 17.12? E i due treni precedenti che fine hanno fatto? Abbiamo un triangolo delle Bermuda fra Novara e Vittuone in cui i treni spariscono insieme ai passeggeri? Gli alieni rapiscono abitualmente i treni dell’ S6  di Trenord?
Alle 17.05, mentre mi ponevo queste domande, naturalmente incavolata dato che avevo un appuntamento in piazza Castello a Milano alle 18, ecco un nuovo annuncio: “Il treno S6 da Novara per Pioltello Limito delle 17 12 viaggia con 20 minuti di ritardo.” Non ce l’ho fatta più. Mi sono sentita presa per i fondelli in modo indecoroso. Sono uscita dalla stazione e sono andata a riprendere l’automobile, con cui, in circa 20 minuti, sono arrivata al parcheggio della stazione della metropolitana di Molino Dorino, ho preso la metropolitana che non ha orari, ma passa ogni 5 minuti, e in meno di 15 minuti ero in piazza Cairoli. Ho limitato il mio ritardo all’appuntamento a soli 5 minuti. Mi è rimasta la curiosità di sapere quando e se il treno delle 17.12 è arrivato, ma è materia di scommessa e io non gioco mai, o quasi.

Con l’argomento “scommesse” si arriva ad un altro problema: quello del biglietto del treno. Infatti la regola vuole che si compri il biglietto del treno e lo si timbri in stazione, prima della partenza. Mia figlia invece mi aveva raccomandato, ” Non timbrare il biglietto. Fallo solo appena sei salita sul treno, a penna.” Il motivo della raccomandazione l’ho capito solo dopo la seconda disavventura. Il biglietto è a tempo. Se lo annulli e il treno non passa, il tempo passa lo stesso e, quando sali su un treno, se riesci, rischi di viaggiare con un biglietto scaduto. Per i pendolari con abbonamento ci sono una serie di bonus, nel caso in cui il treno sia in ritardo, ma chi si trova a fare il pendolare per pochi giorni e compra i biglietti per le corse singole rischia anche di prendere una multa.
Inoltre c’è il  rischio ludopatia: tra le banchine del treno, tra i passeggeri si sentono serpeggiare le scommesse e quel biglietto bianco assomiglia molto alla ricevuta del Lotto. Se lo timbri e poi aspetti il treno, puoi assaporare tutta l’emozione del rischio, l’adrenalina dell’imprevisto, la sfida al destino che ti spinge a comprare un altro biglietto, timbrarlo, e a riprovare l’emozione, una, due, tre,  tante volte di seguito fino sbattere via tutto lo stipendio (con quello che costano i biglietti di Trenord si fa anche alla svelta). Finito il tempo, scaduto il biglietto, hai perso 3 euro e 50 cent. Poi c’è quella volta che il treno passa in tempo e ti puoi godere il premio: una gita fino a Milano e puoi persino riprovare l’emozione con il ritorno.
In effetti, quelli che alla mattina affollano in stazione non sono lavoratori pendolari, ma accaniti scommettitori che non sanno smettere di giocare d’azzardo.

Ora  che ho raccontato la mia allucinante esperienza, mi scuso con i componenti del comitato pendolari S6 perchè non ho dato abbastanza risonanza alle loro lamentele. Ciò che raccontavano mi sembrava esagerato fino a che non lo ho provato di persona, sulla mia pelle. Invece spero, anzi sono certa, che l’assessore ai trasporti della regione Lombardia, Sorte, legga questo articolo e decida di fare un giro, rigorosamente a sorpresa e in incognito, sull’S6, in un giorno normale, magari anche non di mercoledì pomeriggio, e che, capito il problema, provi a risolverlo. Non si chiede che l’ S6  spacchi il minuto come un treno svizzero, ma che perlomeno non faccia finta di passare e se il treno non c’è, che dichiarino solo le corse che ci sono davvero. Siamo in Lombardia, cazzo!, mica a ….

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2355 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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