Sfida delle Mamme. Come pubblicare foto in modo sicuro

sfida delle mamme, polizia postale

Facebook – Come pubblicare su Facebook le foto dei bambini in modo sicuro? La catena della sfida delle mamme più felici, che si taggano fra loro su Facebook con le foto dei bambini, partecipando ad una gara, ha sconvolto il social. Molti, fra cui la polizia postale, parlano di gravi rischi nel pubblicare le foto dei propri figli su Facebook, come quello di esporli ai predatori sessuali pedofili, e altri pensano che siano tutte cavolate. Dov’è la verità? Come al solito, è nel mezzo e nel buonsenso.

poliziapostale Sfida delle Mamme. Come pubblicare foto in modo sicuro Piazza Litta Prima Pagina   “Sono stata nominata dalla mia amica per mettere 3 foto che mi mostrano felice di essere una mamma. Nomino a mio turno 10 mamme che trovo fantastiche per la sfida delle mamme e anche loro devono mettere 3 foto. Copia e incolla il testo e nomina anche tu 10 super mamme!! Forza mamme!! A mia volta nomino… ” Questo è il testo della catena che è velocemente diventata virale fra le mamme che frequentano Facebook e che ha suscitato scalpore. Perchè? Perchè le mamme pubblicano sul web le foto dei loro figli. C’è chi lo fa con “spudoratezza”, orgogliosa oltremisura di come è venuto il “proprio prodotto”, c’è chi se ne scandalizza e criminalizza chi mette le foto e chi invece sta nel giusto mezzo, cioè limitando la privacy di Facebook delle foto ad amici sicuri (si può fare per ogni singola foto pubblicata, anche partecipando alle catene), o pubblicando foto in cui i bambini sono di spalle o con il viso in qualche modo nascosto, in modo che non siano riconoscibili, oppure pubblicando foto vecchie, di quando erano piccoli, una volta che sono passati tre o quattro anni, non sono più riconoscibili. Il pericolo, infatti, è che qualche malintenzionato veda le foto, e conoscendo il nome del bambino e quello di almeno uno dei suoi genitori, possa rintracciarlo e trarre in inganno chi se ne sa occupando. Questo può essere un pericolo reale, scongiurato dalle tre metodologie di pubblicazione che ho suggerito. Io ho partecipato, come mamma iperorgogliosa, alla sfida fra super mamme, ma ho preferito la terza soluzione. Ho pubblicato le foto dei miei bambini quando erano molto piccoli e poi quella di quando si sono laureati. Dubito fortemente dell’esistenza di pedofili che prediligono neolaureandi in lingue e in biologia.

Il mio, comunque, è un caso limite di mamma che non riesce a smettere nonostante i pargoli si avvicinino ai 30 anni. Per le mamme con figli piccoli il rischio c’è e non vale la pena di correrlo. Il problema però non è internet, sono come al solito le persone e il buon senso, e anche l’istinto materno e paterno. Nonostante possa essere vero, come dicono, che la metà delle foto che si trovano sui siti pedopornografici siano fotografie prese da Facebook o da altri social di condivisione di fotografie, non si tratta di foto normali, con i bambini che si comportano da bambini, ma sono quelle che per un motivo o per l’altro possono, viste da menti malate, indurre a pensieri malati. Quindi il richiamo al buon senso è più che d’obbligo. Se le mamme, o i papà, vogliono pubblicare su Facebook le foto dei bambini piccoli, devono valutarle bene alla luce di ogni possibilità e devono fidarsi del loro istinto nel valutare a chi permettere di vederle.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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