Macchiavellico genio attacca Radio Padania libera e sbaglia la data

Milano – Negli ultimi due giorni su Facebook sta diventando virale un articolo de La Stampa che parla di una imminente chiusura di Radio Padania Libera. Peccato che si tratti di un articolo dell’anno scorso, datato 10 gennaio 2015. E’ una di quelle volte in cui il gufaggio ottiene l’effetto contrario. Ad un anno dall’articolo, Radio Padania Libera è viva e vegeta, e prepara il suo rilancio.

lastampasocial Macchiavellico genio attacca Radio Padania libera e sbaglia la data Piazza Litta Prima Pagina   Sotto elezioni c’è sempre qualcuno che si lancia in operazioni di sputtanamento senza senso e, molte volte, chi compie queste operazioni è preso da una tale frenesia, è così felice di aver trovato qualcosa con cui attaccare l’avversario, che non si accorge di piccoli particolari che distruggono il suo piano, facendolo passare dal ruolo di macchiavellico stratega politico e genio del male a quello di scemo del villaggio nel giro di pochi secondi.
Si tratta del classico caso in cui si applica il detto che il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
Sui social media, specialmente Facebook, in questi ultimi 4 giorni, alcuni emuli di Macchiavelli hanno linkato,sparso, spammato, taggato e fatto diventare virale un articolo de La stampa di Torino, in cui si diceva che Matteo Salvini stava per chiudere radio Padania. L’attacco al segretario federale della Lega nord era palese,  ma degli ascoltatori di radio Padania mi hanno chiesto, come lo hanno chiesto ad altro speaker di Radio Padania, se era vero che la radio chiudeva. In un primo momento erano molto preoccupati, poi, quando si è fatto notare che l’articolo era del 10 gennaio 2015 cioè dello scorso anno, si è passati alle risate.
” Ma cosa ha linkato quel coglione!!” è stata la frase che ha risuonato più spesso riferita a chi ha condiviso l’articolo de La Stampa.

Ci sono stati anche altri tipi di parolacce, ben più forti, che però non riporto. Di certo si può dire che miglior trovata non si poteva trovare.  Se non fosse palese che chi lo ha diffuso, con un gran impegno, non si era accorto (o sperava che nessuno si accorgesse) della data dell’articolo, si potrebbe pensare che lo abbiano diffuso da radio Padania per sottolineare la gran gufata. Tutti quelli che davano RPL per morta,  lo scorso anno, oggi avranno una gran piva.
Chi ci spera ancora adesso avrà bisogno di un bel tapiro d’oro.
In ogni caso, il problema economico c’è e nessuno lo ha mai nascosto. Con il taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria tenere in piedi una radio che si basa sull’FM è difficilissimo, i ripetitori consumano molta corrente elettrica e le bollette della luce vanno pagate.  Ed è per questo che quest’anno si è iniziato a organizzare eventi per Radio Padania e si è creato con molto successo il programma dei 4 tipi diversi abbonamenti a Radio Padania: ne avevam già parlato lo corso ottobre nell’articolo Radio Padania e gli abbonamenti Ruspa, Venezia, Pontida e Monviso.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

1 Commento

  1. Gli idioti sono duri a morire, peccato x loro che non sono immuni, Caronte li sta aspettando al varco. Le carogne puzzano e a lungo andare diventano vermi.

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