Ancora Villa Bosi. Interrogazione di Sergio Garavaglia

Ossona – Il consigliere di opposizione Sergio Garavaglia ha inviato al consiglio comunale alcune interrogazione sui lavori del 2009 in Villa Bosi.  Si chiede conto di un accesso agli atti che non è stato soddisfatto e che riguarda le ordinanze di abbattimento emesse nel 2009. Il comune non consegna gli atti, nemmeno ai consiglieri comunali.

sergio garavalgia villa bosiLa storia ormai è lontana nel tempo, risale al 2009, ma è attualissima e ha dei risvolti particolarmente curiosi. Le interrogazioni presentate dal capogruppo di opposizione in Consiglio Comunale di Siamo Ossona, Sergio Garavaglia, riguardano l’ ormai famoso sopralluogo dell’intendenza delle belle arti in Villa Bosi (di cui sono stata testimone diretta quando ero consigliere comunale). In quel momento erano presenti io, il cons. Sergio Garavaglia, l’allora presidente della proloco Morus Nigra Lanfranco Garavaglia, e il delegato dell’ospedale maggiore. Era presente anche il defunto geometra Cattaneo, come privato.
Mi prendo un momento per raccontare la scenetta che si svolse sotto i miei occhi. L’inviato dell’intendenza delle Belle Arti era entrato nell’ex deposito delle carrozze e il geometra Cattaneo gli faceva da cicerone spiegandogli cosa era successo negli anni settanta e come la proloco avesse ristrutturato completamente la rimessa delle carrozze trasformandola in un salone per le feste, quella dove oggi si può mangiare al coperto durante la festa di San Bartolomeo.  L’intendente era in mezzo, in silenzio, che si guardava intorno. Vicino a lui il geom. Cattaneo che illustrava le bellezze della villa. Da un lato Sergio Garavaglia e dall’altro Lanfranco Garavaglia. Lanfranco lanciava parolacce a mezza voce verso Sergio, che non rispondeva e non lo guardava. Quella litania fece da sottofondo a tutto il sopralluogo, e  continuò fino a che l’intendente non tornò in Comune per parlare con il sindaco, con i tecnici e con il presidente della proloco, Lanfranco Garavaglia.

Durante il sopralluogo l’intendente non aveva detto molto, ma aveva dato l’idea di aver apprezzato lo sforzo fatto dalla proloco nel restaurare la rimessa, ed aveva un tono gentile quando aveva detto che la pista da ballo in cemento e il palco andavano tolti e resi mobili e quando aveva chiesto di cambiare la porta a vetri con una in legno. Non chiesi di partecipare all’incontro con l’amministrazione comunale, che avvenne in seguito a quel sopralluogo. La lega Nord era all’opposizione e la responsabilità era della lista Incontro: se la dovevano “smazzare” loro. A quell’ incontro seguirono alcune ordinanze da parte dei tecnici comunali e una denuncia dovuta alla procura, di cui, però, non si sa più nulla dal 2011.
Di fatto, si trattava di una cosa da poco. Anche se ha il brutto nome di abuso edilizio, si poteva sanare in molti modi diversi e poco costosi. Si poteva togliere la pista di cemento e preparare una pedana mobile in legno. Per il palco, invece, si poteva rimontare su una pedana con delle ruote. Oppure poteva succedere che per qualche accordo e qualche piega di legge le opere fossero sanate. Il resto erano solo documenti di carta che andavano semplicemente prodotti e depositati. La proloco non ha mai avuto problemi a trovare le cose più incredibili: era riuscita persino a farsi regalare dei gabinetti dal cantiere della Tav, allacciandoli forse alle fogne (non chiedetemi di più! I bagni sono lì, in villa Bosi. Non mi sono mai sembrati gabinetti chimici, ma magari lo sono). Ha di sicuro trovato anche chi li ha aiutati gratuitamente con le pratiche amministrative per sistemare questa faccenda.

Nel tempo, ci sono state interrogazioni di SiAmo Ossona, e le seguenti rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale: si pensava che bastasse. Inoltre, sembrava che i vincoli storico e testamentario (deve essere usata per i bambini o per attività a favore delle fragilità sociali)  su villa Bosi fossero stati tolti e, in quel caso, palco e pedana in cemento, non erano più considerabili abusi ai danni di bene culturale protetto, ma diventavano addirittura migliorie dell’affittuario.
Insomma, anche vedendo che pista da ballo e palco erano rimasti al loro posto, non c’erano motivi per sospettare che amministrazione comunale e proloco non avessero fatto le dovute pratiche per sistemare la documentazione legale, in modo da non aver guai in seguito.
E allora, come mai oggi sono così reticenti nel consegnare i documenti richiesti dalle opposizioni? Come mai si deve aver paura di parlare di villa Bosi? Vale la pena di seguire la storia come uno dei più strani casi ossonesi e da Cronaca Ossona lo faremo.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2350 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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