Contro la discarica con Sant’Antonio. Il falò di Bus Picuil e Casorezzo

Casorezzo – Uno dei falò di sant’Antonio di Casorezzo sarà nel prato di fronte alla cava che si teme possa essere trasformato in discarica, sulla via per Busto Garolfo, e sarà preceduto da un corteo che partirà da piazza San Giorgio alle ore 18. Poi, sul prato, salamelle e vin brulè per tutti.

falocasorezzo Contro la discarica con Sant'Antonio. Il falò di Bus Picuil e Casorezzo Eventi Prima Pagina   Anche a Casorezzo il rito del falò di Sant’Antonio sarà degnamente celebrato. Uno dei falò preparati in paese è quello organizzato da diverse associazioni cittadine e dal comitato antidiscarica di Casorezzo e di Busto Garolfo. Il falò gode del patrocinio dei due comuni e di tante associazioni, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno visto che si tratta di un falò sacro rituale, che viene preparato, come potrete vedere questa notte, in ogni Comune, sia che l’amministrazione comunale e voglia sia che non lo voglia. Quindi, come dappertutto, un falò sarà quello grande, che vedrà la partecipazione delle istituzioni, della banda e delle associazioni più coccolate, ma questo non impedirà ad altri gruppi, anche informali, di preparare e di accendere il loro falò rituale. La cosa importante è di seguire le indicazioni della Regione per evitare di inquinare e di rovinare il terreno. Bruciare, quindi, solo legna pulita, asciutta, non trattata con vernici o altri prodotti, non aggiungere plastica o gomme, fare attenzione alle case vicine. A proposito: nel caso di case vicine, aprite le finestre, meglio ancora smontarle, perché il calore di un falò può essere tale da far scoppiare i vetri.
Il falò ufficiale di Casorezzo sarà preceduto da un corteo che, partendo da piazza San Gorgio si allungherà fino alla via per Busto Garolfo procedendo lungo la pista ciclabile. I partecipanti sono stati invitati a portare con sé per illuminare il cammino, delle torce a batteria. Sul posto, alla casetta del presidio antidiscaica è stato allestito il falò, con tutti crismi e controlli, e saranno servite salamelle, regine della festa di Sant’Antonio, che non per niente vien sempre raffigurato con attorno dei porcellini e indicato , in tutte le lingue lombarde come Sant’Antoni di purscell, sant’Antoni ad gugin, di lugin e in tutti gli altri modi in cui è chiamato il maiale, animale totem delle popolazioni lombarde. Il vino, altro cibo particolarmente importante per celebrare la festa scorrerà a fiumi, sia nella forma normale sia in quella del vin brulè, caldo e profumato con frutta e spezie aromatiche. Sul sito del comune di Casorezzo non c’è nessun tipo di ordinanza in merito al falò. Vale queindi la legge di salvaguardia dei falò rituali emanata dalla regione Lombardia.

Non tutti sono però d’accordo con il falò di Sant’Antonio di Casorezzo e il comitato antidiscarica è stato criticato da chi, dando pochissima importanza alla storia e alle tradizioni millenarie, oltre che alla profonda spiritualità lombarda, che si esprime anche attraverso questi riti di passaggio, ha scritto su facebook le sue rimostranze. “Si sta facendo di tutto per non far costruire una discarica a poche centinaia di metri dai centri urbani, che inquinerebbe la falda acquifera, e non solo, e poi facciamo il falò, che continua a bruciare per diversi giorni e che rende l’aria irrespirabile, inquinando ulteriormente l’atmosfera. Non è un tantino incoerente?” la riposta del Comitato è stata però molto civile e coerente. “mi spiace quanto scrivi perché la pigna è stata preparata con la dovuta cura e verificando attentamente quanto è stato apportato ed in presenza di funzionari della protezione civile … escludo assolutamente che vi fosse materiale plastico o altro” e poi ha continuato: “ogni contributo è apprezzato anche se probabilmente la vediamo in modo diverso. Il falò sarebbe stato fatto come da tradizione comunque altrove a Casorezzo . Lo usiamo come pretesto per ricordare la questione … Mi sembra alla fine un ottimo compromesso!”

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2365 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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