Quel brutto pasticciaccio della proloco Morus Nigra in Villa Bosi

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Ossona –  Guai a chi ci tocca la proloco Morus Nigra , perchè organizza la festa d’agosto, perchè mette il cappello a tutte le feste e le iniziative, perchè apre la villa e organizza (in parte) la sagra di San Bartolomeo. Bellissima associazione, utilissima, ma non senza pecche.

lanfranco-324x304 Quel brutto pasticciaccio della proloco Morus Nigra in Villa Bosi Magazine Strani Casi   Certi suoi aderenti, infatti, si sentono intoccabili, giocano troppo a fare l’eminenza grigia dell’amministrazione, si sentono investiti di poteri immensi e esprimono posizioni pubbliche che nemmeno Mussolini, in piena dittatura, avrebbe mai osato esprimere pubblicamente. Oggi, dopo i mercatini di Natale e prima che l’Avvento mi obblighi a diventare più buona, è il giorno giusto per fare le pulci alla proloco, a Lanfranco Garavaglia, al contratto tra ospedale Maggiore (proprietario dell’immobile) e Amministrazione comunale per Villa Bosi e ai loro rapporti con Sergio Garavaglia.
Della proloco Morus Nigra e dei suoi fin troppo stretti rapporti con l’amministrazione comunale di Ossona avevamo già parlato in altre occasioni. Gli articoli che la riguardano sono sul nostro blog, nel caso siate curiosi di conoscere gli antefatti.

Villa Bosi

Il punto del contendere, in questo momento, è villa Bosi, che ormai da una decina d’anni è affittata, in parte, dall’Ospedale Maggiore al comune di Ossona e da questo concessa, poi, in sub-uso e con una convenzione che ha sempre suscitato perplessità, alla proloco Morus Nigra.
Poco prima delle elezioni del 2009, la rimessa delle carrozze è stata ristrutturata ed è stata costruita una piattaforma in cemento con il palco, per ballare e fare concerti. Per questi lavori in solitario “fai da te” c’era stata una denuncia alle belle Arti.

Ero presente anche io (ero consigliere comunale) quando il rappresentante dell’intendenza delle Belle Arti, insieme ad un rappresentante dell’ospedale Maggiore, fecero il sopralluogo.
In Villa Bosi fu notato più di un abuso edilizio: il più grosso dei quali, quello davvero enorme, riguardava i lavori di ristrutturazione della villa negli anni ’70. La sparizione della cappella e la costruzione di una orripilante torre di cemento per l’ascensore fecero passare il palco e la pista da ballo in cementino come un’inezia.

Le menate di Ossona

Non so quali furono poi gli accordi presi dopo quella visita. Sono state decisioni prese in stanze dei bottoni in cui non avevo (e non ho) accesso. Però, la scorsa settimana, sul settimanale Altomilanese diretto, ora, da Attilio Mattioni,  (fratello dell’Ersilio) sono apparse le dichiarazioni di Lanfranco Garavaglia. Probabilmente, si era dimenticato di non essere più, formalmente, il presidente della proloco Morus Nigra. L’ex presidente si è lanciato in un attacco diretto verso il Consigliere comunale dell’opposizione (e suo parente) Sergio Garavaglia.

Nell’articolo Lanfranco Garavaglia ha dichiarato. “Se mai ci sono stati problemi con la proloco, questi li ha creati sempre e solo Sergio Garavaglia. Abbiamo tutti i permessi del caso. La questione delle demolizioni è stata risolta molti anni fa, sia con la procura che con l’ospedale Maggiore. E’ tutto in regola. Garavaglia è pure stato allontanato più volte dalla proloco. Non è il benvenuto qui. Parla a sproposito di cose che non conosce. Non abbiamo e non vogliamo avere nulla a che fare con lui.”

Ma chi è il presidente della Proloco?

Culture digitali

Fantastico. Lanfranco Garavaglia, se ha davvero pronunciato le parole scritte dal giornalista, non si è dimenticato solo di non essere più il presidente della proloco Morus Nigra, ma ha anche reso palese il segreto di pulcinella, cioè che decide più lui del cognato sindaco, e che può persino decidere se un consigliere comunale può o non può espletare il suo diritto di controllo della gestione della cosa pubblica. Nemmeno Mussolini, in pubblico, durante il ventennio, aveva mai osato dichiarare tanto contro un oppositore politico legittimo.

E’ vero che Mussolini fece fucilare per tradimento il genero, Galeazzo Ciano, perchè aveva osato votargli contro. Perlomeno, però, ai giornali, aveva dichiarato che gli era dispiaciuto per la figlia. La colpa del consigliere Garavaglia è quella di avere evitato di essere presente al consiglio comunale in cui si ridiscuteva il contratto di affitto con l’ospedale Maggiore. E di aver presentato delle interrogazioni sull’abbattimento delle opere costruite in villa Bosi. Opere che erano state ordinate dall’ufficio tecnico alla proloco, già qualche anno fa.

Parentele strette…

Dopo le elezioni del 2014, la stretta parentela fra l’ex presidente della Proloco Morus Nigra  Lanfranco Garavaglia e il sindaco Marino Venegoni (sono cognati) rese palesemente inopportuno che villa Bosi fosse gestita “in famiglia”.  La presidenza passò formalmente all’architetto Elvis Pastori. Le malelingue del paese, quelle cui non bisogna credere mai, che hanno occhi e orecchie dappertutto, persino dove nessuno può immaginare, dicevano che questo incarico era stato dato all’architetto Pastori in cambio della promessa di non presentare una sua lista nelle elezioni del 2014. Il volontariato sociale, nella vicenda, c’entrerebbe molto poco.

Pettegolezzi…

D’altra parte è storia vecchia. Uno dei primi articoli di Cronaca Ossona parlava appunto di certi Avvistamenti di Ufo  e di frisbee volanti. Intendendo i pettegolezzi,  di cui non si trova mai la lingua colpevole. Uno di questi frisbee cattivissimi e di dominio pubblico, parla della casetta del custode di villa Bosi. Fungerebbe sia da sede della proloco sia studio professionale secondario del novello presidente.
In questa situazione, a Ossona c’è anche il consigliere Comunale Gilberto Rossi di Cambiamo Ossona. Attacca cartelli e striscioni con scritto “Lombardia pulita”, fa lunghissime e ridicole manifestazioni sull’antifascismo, per non parlare della carovane antimafia. Poi, però, in consiglio comunale ringrazia, chiude occhi e naso, abbassa qualcos’altro e sostiene che a Ossona “non succede mai niente”.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 2553 Articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera.