Processano gli indipendentisti del Veneto per terrorismo

il ritonro del leone, veneto indipendnete

Brescia- I 50 indipendentisti veneti, i serenissimi, che l’anno scorso furono arrestati con una azione dei Ros, mentre stavano organizzando le commemorazioni per San Marco, che si festeggia il 25 aprile, e per ricordare l’azione dei Serenissimi di 20 anni fa, sono stati rinviati a giudizio per eversione e terrorismo. Si sono concluse ora infatti le indagini preliminari e la fase di acquisizione delle prove. L’unico terrore che hanno provocato, però, è quello che prende lo Stato italiano, quando qualcuno parla di indipendenza del Veneto. Nonostante i guai del momento particolare e nonostante i 50 serenissimi non siano tutti riconducibili al leghismo, la Lega Nord – Liga Veneta prende le loro difese.

La Liga Veneta – Lega Nord sui Serenissimi

il-ritornodel-leone Processano gli indipendentisti del Veneto per terrorismo Piazza Litta (Ossona) Prima Pagina   Un comunicato stampa di due Senatori veneti della Lega Nord, Erika Stefani e Paolo Tosato, ha infatti raggiunto ieri le redazioni dei giornali. Il commento dei due senatori è chiarissimo sin dal titolo. “Serenissimi. Lega, la giustizia si concentri sui veri terroristi. Non si processino le idee.” Erika Stefani e Paolo Tosato continuano poi, entrando nel merito dei fatti. “Il rinvio a giudizio dei 50 serenissimi per eversione e terrorismo è un clamoroso errore della giustizia. Non si possono processare le idee, non si può incarcerare e far subire una lunga traversia giudiziaria a della brava gente. Queste persone non hanno commesso nessun reato, condividevano l’amore per la propria terra e un sentimento politico nobile come il desiderio di indipendenza. Tempo e risorse della magistratura si concentrino sui problemi veri di questo paese non sui serenissimi, loro non hanno fatto niente di male”.
E un bel problema in questo paese chiedere alla giustizia di occuparsi di problemi veri, quando si tratta di indipendentismo e della voglia di autogoverno dei Veneti.  Per lo stato italiano, e quindi per i giudici che ne sono l’emanazione diretta, l’indipendentismo e l’autogoverno dei Veneti, ma anche quello dei Lombardi, è un problema più grave del terrorismo islamico che potrebbe annidarsi fra i clandestini che entrano in italia con i barconi. Gli indipendentisti Veneti minacciano direttamente il loro posto di lavoro. I terroristi islamici, invece, no.

Il referendum del Veneto Secessionista

I giornali del Veneto hanno pubblicato la notizia facendo presente che la procura di Brescia, che si è occupata delle indagini, mercoledì 14 ottobre ha concluso le indagini che avevano portato, il 2 aprile 2014, a 24 arresti e 30 perquisizioni. Nelle intenzioni dei pubblici ministeri sembrerebbe esserci l’intenzione di accusare i 50 indagati di atti di terrorismo, per aver trasformato una ruspa in un tanko simile, per le forme, a quello dei Serenissimi del 1996, ma più grande, e di progettare di portarlo alle celebrazioni della festa patronale di San Marco, a Venezia. Fra i 50 indagati, 18 sono anche accusati di aver costituito L’Alleanza, cioè un patto fra appartenenti a diverse realtà politiche del Veneto, ed alcune della Lombardia, che aveva il proposito del compimento di “atti di violenza quali l’occupazione militare di piazza San Marco a Venezia” con lo scopo di “costringere i legittimi poteri pubblici ad acconsentire alla indipendenza del Veneto”. Considerando che in Veneto governa la Lega Nord, con Luca Zaia, e che l’indipendentismo in Veneto è un tema assolutamente trasversale, direi che i Serenissimi avevano buon gioco. Infatti, il 19 giugno 2014, pochi mesi dopo gli arresti, il consiglio regionale del Veneto ha deliberato, con il voto favorevole di 30 consiglieri regionali, la legge 16/2014  che indice il referendum sull’indipendenza del Veneto con un quesito molto semplice: ” Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? SI o NO?”
Eppure,  i 50 indipendentisti in quel momento erano già stati arrestati, indagati e trattenuti in carcere senza processo. Come spesso accade lo Stato italiano si è reso abbastanza ridicolo e intende continuare su questa via. Difatti, nonostante tutto, nonostante l’abbandono del segretario nazionale della Liga Veneta Flavio Tosi, nonostante le mille difficoltà, proprio sulla scia del referendum per l’indipendenza Luca Zaia, nel 2015 è stato rieletto quale Presidente del Consiglio Veneto.

Le pene e le prove: ecco le armi

Purtroppo però, pare che i giudici di Brescia intendano vendicarsi su chi gli è capitato fra le mani. Gli indipendentisti rischiano condanne che vanno dai 15 ai 5 anni e il costo degli avvocati , a loro carico anche se dovessero vincere, è altissimo.
Tra le prove portate a sostegno della tesi dell’accusa c’è anche il secondo tanko, cioè la ruspa camuffata, e anche delle armi, fra le quali è stato catalogato anche un Tablet Clementoni, un giocattolo appartenente al più piccolo dei figli di Erika Pizzo, una delle pericolosissime mamme indipendentiste venete, che ha passato settimane in prigione, e un costume di carnevale da tartaruga ninja, taglia 8 anni. Nel primo caso, il Tablet Clementoni è stato considerato dai Pm un oggetto che può elaborare formule chimiche in grado di creare esplosivi (azz… e lo diamo in mano ai bambini), nel caso del costume di carnevale da tartaruga ninja invece, è stato dimostrato che il bambino aveva 6 anni e il costume era invece taglia 8 anni, il che permetteva ad un adulto di indossarlo e mascherarsi per non farsi riconoscere.  Per piacere, smettete di ridere. E’ una cosa seria. Una madre di famiglia rischia la condanna a 15 anni di prigione, di non veder crescere i suoi figli, e sta affrontando un processo in cui le diranno che è una terrorista.

Il messaggio di Lucio Chiavegato, uno degli accusati

Culture digitali

Lucio Chiavegato, l’uomo che è diventato il simbolo della rivolta veneta del 2014, come lo fu Gilberto Buson nel 1996, per aver subito una lunghissima quanto ingiusta carcerazione preventiva, ha commentato su Facebook la decisione dei giudici. Non mi permetto di toccare il suo post. Ve lo pubblico così com’è, espressione di un coraggio e di una determinazione che solo chi sa di essere nel giusto possiede. “Ebbene malgrado i giudizi delle alte sfere della in-giustizia idagliana, qualcuno cerca una verità processuale lontana dai fatti. Una inchiesta patriottica tricolorita che serva ad innalzare lo spirito di servi di romaladrona! E allora andiamo a processo, sereni e con tanta voglia di sentire questa ennesima sceneggiata italica. Avanti con la persecuzione dei Veneti (venetisti dighelo a to pare e to mare). Avanti con le inchieste tricolorite. Avanti a schiacciare la voglia di libertà di un Popolo. Mafiacapitale? Tangenti? Mose? Expo? Giubileo? Nooo, li è solo sistema meid in idagli, lì va tutto bene! Guai che la magistratura si occupi di queste sciocchezze ! Mi raccomando colpire duro chi alza la testa. Grazie idaglia, grazie ancora per stare vicino a noi. WSM ”
Per i non veneti, chiarisco che WSM significa W San Marco, ed è utilizzato come acronimo del saluto degli indipendentisti Veneti, così come gli indipendentisti Insubri (milanesi, varesini, brianzoli, vercellesi, pavesi, ecc.) utilizzano IALB, In Alt La Bissa, cioè “alza bene lo stendardo con il biscione”.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 2598 Articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera.