La Terrina di campagna

Per questa ricetta ho preso spunto dal libro “Il paté” di Fiorenzo Vigano, ma è stata rimaneggiata da me. Ecco a voi la Terrina di campagna.Ingredienti, dosi per 10 persone: carne di maiale grassa gr. 500; carne di vitello magra gr. 400; fegato di maiale gr. 200; pancetta stesa gr. 300; 15 bacche di pepe nero – 10 bacche di ginepro – uno spicchio d’aglio senza anima – vino bianco secco – Cognac o Brandy – sale – songino per servire.

alcune terrinePer cuocere serve uno stampo da plumcake o una terrina di terracotta. Passare al tritacarne, al disco più grosso, la carne di maiale, la carne di vitello e il fegato raccogliendo il ricavato in una ciotola; tagliare a dadini la pancetta e aggiungerla alle carni. Schiacciare con il batticarne o nel mortaio le bacche di ginepro e i grani di pepe, unirli all’impasto e mettervi pure l’aglio tritato finissimo. Bagnare il composto con circa mezzo bicchiere di vino e un bicchierino di Cognac, salare a piacere, mescolare bene, coprire la ciotola e far riposare per circa 3 ore. Scaldare il forno a 160°.

Versare il composto nello stampo prescelto premendo bene le carni così da non lasciare vuoti, mettere lo stampo in una pirofila o teglia contenente acqua bollente che arrivi a metà stampo, poi passare in forno caldo per circa un’ora e tre quarti. Levare lo stampo dal forno e farlo raffreddare senza toccarlo. Il composto di carni si sarà un po’ ristretto rilasciando del liquido che va lasciato. Quando la terrina è fredda coprire la superficie con della carta da forno piegata più volte, mettere sopra un peso e tenere al freddo per almeno 24 ore. Le carni si compatteranno e la terrina sarà più facile da tagliare. Un’ora prima di servirla toglierla dal frigorifero e tenerla al fresco. Sformarla su un piatto da portata coperto di foglie di insalata (songino) e servirla con fette di pane casereccio leggermente abbrustolite.

Daniela Mari Griner
Chi sono Daniela Mari Griner 57 articoli
Daniela Mari Griner è nata a Milano ma vive da sempre a Casorezzo. Si è sempre interessata di cucina, milanese e lombarda in particolare, grazie alle nonne, al nonno materno e ai genitori, mamma cuoca sopraffina e papà ottimo assaggiatore. Finito il liceo classico e iniziata l’Università, abbandona questa per dedicarsi alla sua passione, la cucina appunto, e ha la grande fortuna di venire assunta come redattrice nella più prestigiosa rivista di cucina “La Cucina Italiana”, allora sotto la guida delle mitiche sorelle Gosetti. Qui partecipa alla stesura delle ricette, sia innovative sia tradizionali, alla ricerca delle radici delle stesse e sviluppa la sua conoscenza della cucina di Milano e del territorio circostante, conoscenza e ricerca che proseguono anche dopo aver lasciato la rivista e che continuano nel tempo sino ai giorni nostri