Galantino ( Cei ) contro la Lega Nord: vincerà Matteo Salvini?

Dallo scorso venerdì 7 agosto la Lega Nord di Matteo Salvini e i vertici del Vaticano e della Cei hanno iniziato una polemica a proposito dei clandestini. Tutto è iniziato con le parole di Papa Francesco che ha definito un conflitto e una guerra non accogliere i clandestini. Non si è atteso molto e Matteo Salvini ha replicato alle parole del Papa dicendo che “Respingere i clandestini è un dovere”. Galantino, Vescovo segretario della Conferenza episcopale, la Cei, accenna a speculazioni per raccogliere voti. Salvini risponde ancora, su Facebook, con la chiarezza e la sintesi che lo contraddistinguono. “Chi difende questa invasione clandestina che sta rovinando l’Italia, o non capisce o ci guadagna. Voi che ne dite?” La parola va quindi alla gente. Vien quasi spontaneo chiedersi se anche questa volta la Chiesa riuscirà a darla a bere agli italiani. Secondo me, stavolta non ce la fa. Ecco il perchè:

Matteo Salvini su facebok: polemica con Nunzio GalatinoCome tanti altri leghisti cristiani non mi spavento per le polemiche che il mio Movimento innesca con il Vaticano. Sono rapporti di forza, che hanno poco a che vedere con la fede cristiana. Il Vaticano si è sempre appoggiato al potere costituito, da cui dipende economicamente, ed è sempre corso in suo soccorso quando vacilla. Se il Vaticano attacca la Lega Nord è perchè il governo italiano rischia di cadere e quindi cerca di coalizzare i cristiani intorno al soggetto politico erogante.
Oggi, però, la gente la prende in modo diverso rispetto al tempo in cui la chiesa era intoccabile: sarà perchè in qualche modo la concomitanza di papa Benedetto, anti islamista, e papa Francesco, estremo buonista, ha scosso molte certezze anche in tema di religione (quale sarà il papa vero?), sarà perchè la confusione fra i termini della polemica è molta (sono clandestini, non profughi) sono in tanti a dare poco credito alle parole del Vaticano. Usando un eufemismo, ci si può chiedere, retoricamente, quale sia il conflitto irrisolto di papa Francesco. Sostenere una teoria falsa dopo la dimostrazione della sua falsità, sia nel caso in cui si sostiene che la terra sia piatta sia in quello in cui si sostiene che i clandestini che ci stanno invadendo scappano dalle guerre e che bisogna accoglierli, espone al giudizio popolare: fino a che non ci sono le prove ci si può anche credere, ma poi conta l’evidenza dei fatti. Possibile che in Vaticano non se ne accorgano?

L’entrata in gioco di Matteo Salvini è sembrata quindi più che giusta e coerente. Ha detto una cosa chiara, vera e sacrosanta, condivisibilissima. Per un sindaco, che ha il dovere di amministrare il patrimonio pubblico a nome della popolazione cui questo appartiene, e non quello di fare il buonista con i soldi degli altri, respingere i clandestini è un dovere sacrosanto e incontestabile. Chi potrebbe dire il contrario?
Avevo dimenticato la Cei, cioè la Conferenza Episcopale Italiana, questa volta nei panni di monsignor Nunzio Galantino. Il prelato ha sostenuto, utilizzando lo stile politico vaticano, quindi rigorosamente senza fare nomi, ma facendo modo che l’attacco sia chiaro a tutti, che “Si può speculare come in Mafia capitale guadagnando soldi, ma si specula anche quando si acquisiscono o acquistano consensi sulla base di realtà e drammi che invece andrebbero guardati con grande realismo e con un poco più di attenzione e di cuore”. Se monsignor Nunzio Galatino pensa davvero quanto dice, cioè che per raccogliere consenso popolare basta parlare contro l’immigrazione clandestina, vuole dire che è la gente stessa che ha deciso di dare il suo consenso a chi intende fermarla e di non darlo a chi la sostiene. E se ci sono tante organizzazioni e parrocchie che prendono soldi dallo Stato (cui quei soldi non appartengono) per accudire i clandestini che monsignor Galantino si ostina a chiamare profughi, vuol dire che non c’è gente che lo fa gratis, come volontario, ma che se ne occupano solo coloro che ci sbarcano il lunario. In due giorni, tutti hanno capito che per il Vaticano, ancora una volta, è una questione di soldi, e non di cuore, ed è questo il motivo per cui, forse per la prima volta nella sua storia millenaria, il Vaticano perderà la partita. (Foto: screenshot Facebook)

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2277 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

2 Commenti

  1. il prete chiamato nunzio galatino!! si dovrebbe vergognare per lo schifo che a detto!!! ma io proporrei per lui !!!! un paio di anni in africa!! da coloro che anno bisogno del suo verbo!!!di questo passo e con questo papa, o paura che la chiesa del vaticano avra’ vita breve!!!—- seminari vuoti!! conventi vuoti!! chiese deserte!!! — ma loro pensano ai soldi!!!e che gesu’ disse che era lo sterco degli uomini!!! grazie salvini per tutte le persone oneste !!!! in italia. w l’italia

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