10 domande: onorevole Kyenge, ci risponde?

10 domande: onorevole Kyenge, ci risponde? fonte, collage da Libero e da Metro)Sembra sparita eppure sono certo esista ancora: Cecile Kyengè, l’ex ministro all’integrazione nel governo guidato dal premier Enrico Letta (espressione del Pd, poi giubilato dal suo compagno di partito Matteo Renzi con l’hashtag #enricostaisereno ). Asserisco di essere certo della sua esistenza (e ci mancherebbe! la salute si augura a tutti, sì) perchè la vedo presente nell’elenco degli italiani (lei è originaria del Congo) al Parlamento Europeo. Credo che la Kyengè non sia un personaggio politico da dimenticare perchè, nel suo piccolo e nella sua modestia, è stato un ministro (molto discusso) che ha fatto la storia in quanto raffigurazione emblematica del futuro dell’Italia: inizialmente gli stranieri sono disponibili a tutto, poi finisce che saranno loro a comandare e girare in auto blu; ma gli extracomunitari non erano venuti a svolgere i lavori che gli italiani non vogliono più fare? Approfittando del fatto che ora, al Parlamento Europeo, avrà più tempo (non si ricorda neppure un suo intervento nè tantomeno una proposta degna di nota) vorrei che l’onorevole Cecile Kyengè leggesse e magari rispondesse a queste domande su altrettanti temi legati alla materia di propria competenza; credo che come ex-ministro (mai dimenticato) all’integrazione potrà fornire qualche opinione sensata e chiarire alcuni aspetti legati al tema dell’immigrazione:

1) Signor ministro, come è diventata cittadina italiana?

Alcuni dicono che ha legalizzato una posizione irregolare, altri che è entrata con permesso di studio ottenuto tramite un’associazione cattolica, altri ancora che ha ottenuto la cittadinanza con matrimonio… vuole fare chiarezza, onorevole Kyengè?

2)  Integrare stranieri con italiani:

Soprattutto nelle città, molti stranieri conducono un atteggiamento inspiegabile e non condivisibile: sputano per terra sovente;  soprattutto i cinesi non parlano tra loro ma gridano anche a tarda notte, disturbando la quiete pubblica del paese che gentilmente li ospita; solitamente gli stranieri non pagano il biglietto per usufruire dei servizi di trasporto: cosa ha fatto, nel suo mandato ministeriale, perintegrare gli stranieri e modificare questi atteggiamenti (non sputare / parlare normalmente / pagare il biglietto)?

3) Integrare italiani con stranieri:

Fino al 2002 i contributi versati in Italia venivano rimborsati agli stranieri in caso di rimpatrio, poi la Legge Bossi-Fini ha cambiato questo aspettato normativo; che ne direbbe di estendere questa possibilità anche alle cosiddette “donne silenti”, cioè quelle che hanno versato contributi Inps ma non hanno maturato le condizioni per percepire una prestazione previdenziale? Non le sembra che si sia verificato un caso di disparità?

4) Regolarizzazioni fasulle:

Il 30 novembre 2010, sul quotidiano freepress milanese City, l’argentino Marcelo Galati denunciava che i contributi previdenziali per la sanatoria venivano pagati non dai datori di lavoro, come voleva la Legge, ma dagli immigrati stessi. Di più: denunciava che gli immigrati hanno pagato “non solo i contributi, ma persino i datori di lavoro” per farsi regolarizzare. E’ a conoscenza di questi fenomeni? Che controlli ha intenzione di attuare per verificare le regolarizzazioni avvenute in quegli anni e per evitare che ciò si ripeta?

5) Matrimoni d’interesse:

Cosa pensa del fenomeno, relativamente diffuso, di giovani e avvenenti straniere che sposano anziani italiani, di cui magari facevano la badante? Crede siano matrimoni d’amore o d’interesse, per avere cittadinanza ed eredità? Non le sembra che così venga snaturato il concetto di “matrimonio” come lo intende la Chiesa cattolica?

 6) Case popolari agli stranieri:

fino al 1992 le case popolari sono state costruite con i soldi dei lavoratori tramite il fondo Gescal (acronimo di GEStione CAse Lavoratori), alimentato da ritenute effettuate sulle buste paga dei dipendenti nella misura dell’1% circa. Se guardiamo adesso a chi vengono assegnate le case popolari, ci accorgiamo che vanno soprattutto a stranieri venuti da fuori: secondo Lei i lavoratori hanno fatto un uso proficuo delle loro tasse

7) Lavoro nero:

molti stranieri lavorano in nero o con contratti diversi rispetto alle mansioni effettuate: che misure ha intrapreso, nel suo mandato ministeriale, per arginare questo diffuso fenomeno, che danneggia il lavoro regolare?

8) Venditori abusivi:

Molti stranieri vendono abusivamente oggetti di varia natura in luoghi trafficati delle città, come metropolitane e centri urbani: che misure ha intrapreso, nel suo mandato ministeriale, per arginare questo diffuso fenomeno di abusivismo che danneggia il commercio italiano regolare? Non le sembra una palese disparità di trattamento che vengano emesse multe per un bar che non fa lo scontrino al caffè mentre si tollerano venditori abusivi che il registratore di cassa neppure ce l’hanno?

9) Contanti cinesi:

è risaputo, non sono in grado di dire se però sia anche vero, che gli immigrati cinesi quando acquistano immobili o attività commerciali pagano in contanti: come fanno ad avere tutta questa disponibilità economica? Quali controlli ha intrapreso, nel suo mandato ministeriale, per verificare la tracciabilità di questo denaro, come viene fatto con i controlli sui conti correnti degli italiani?

 10) Cure mediche gratis:

In Italia lo straniero che arriva, anche illegalmente, ha diritto alle cure gratuite per qualsiasi malattia. Succede così anche in Congo, suo paese natìo? Che iniziative ha intrapreso, nel suo mandato ministeriale, al fine di garantire agli italiani il diritto alla reciprocità, e cioè di essere curati gratis quando hanno bisogno di cure mediche e si trovano all’estero?
Attendo, fiducioso, le risposte dell’onorevole Kyengè: se però non dirà nulla, non l’accuserò di razzismo.

Roberto Colombo
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Opinionista.