Flavio Tosi lascia la Lega Nord e Matteo Salvini ne prende atto

Flavio Tosi lascia la Lega Nord e Matteo Salini ne prende attoIeri sera, poco dopo l’intervista di Flavio Tosi a 8 e 1/2 condotta da Lilli Gruber, Matteo Salvini su Facebook ha dichiarato di prendere atto che Flavio Tosi è decaduto da militante della Lega Nord e che le liste per le elezioni saranno approvate dal commissario Giampaolo Dozzo, che è un militante veneto. In pieno rispetto, quindi, dell’autonomia della nazione Veneto. La decisione di affidare la supervisione delle liste elettorali a Giampaolo Dozzo era già stata presa nelle scorse settimane. Prima Giampaolo Dozzo era un mediatore, più che un commissario. Oggi, invece, è a tutti gli effetti il commissario della Liga Veneta.

Dall’esterno, e anche dall’interno, è molto difficile comprendere il comportamento di Flavio Tosi. Alcuni leghisti avevano la speranza che il tira e molla fra Flavio Tosi, Luca Zaia e Matteo Salvini fosse un gioco delle parti per far uscire allo scoperto quel genere di alleati pronti a cambiar bandiera al primo muover di foglia, e eliminarli dalle selezioni. Una speranza che sapevano molto labile perchè nella Lega Nord c’è la coscienza che l’organizzazione di siparietti non è nello stile politico di Matteo Salvini.

Tanti segni annunciavano lo scontro

Da molto tempo Flavio Tosi sembrava tirare una corda invisibile nella ricerca di uno scontro diretto con gli altri vertici della Lega Nord. Indossare la fascia tricolore in Veneto quando gli altri sindaci preferiscono restare senza o indossare la fascia di san Marco ne erano il segno lampante. Non bisogna dimenticare infatti che il desiderio d’indipendenza del Veneto è trasversale rispetto alla Lega Nord e tocca punte di quasi il 60% della popolazione, coinvolgendo anche sindaci di Forza italia, di altri partiti del centro destra e di esponenti del movimento 5 stelle. Poi ci sono state le foto con l’ex ministro Kyenge, le prese di posizione contro la linea politica anti euro, e tutta una serie di provocazioni, inutili, nei confronti della linea politica scelta della Lega Nord.

Le elezioni in Veneto

Nelle ultime settimane il tema della discussione interna erano le elezioni del Veneto. Flavio Tosi non metteva in discussione il suo sostegno alla naturale riconferma di Luca Zaia come candidato alle elezioni regionali. Le sue richieste sembravano legittime: come segretario della Liga Veneta voleva dire la sua sulla composizione delle liste elettorali. La proposta di Matteo Salvini era semplice e chiunque avrebbe accettato. Il segretario e il consiglio nazionale della Liga Veneta, come recita l’articolo 39 dello Statuto della Lega Nord, si sarebbe occupato delle liste della Liga Veneta, e il candidato presidente Luca Zaia avrebbe presentato una sua lista senza includere tesserati della Lega Nord. Sembrava, quindi, esserci l’accordo. A Flavio Tosi si chiedeva esclusivamente di rinunciare a sostenere la Fondazione il Faro che si era presentata a diverse elezioni amministrative contro la Lega Nord. A quel punto, Flavio Tosi minacciava di presentarsi alle elezioni regionali come candidato presidente contro Luca Zaia, scompaginando nuovamente gli accordi. Dopo tanti incontri, tante proposte e la riunione del comitato di garanzia, nell’intervista di ieri sera Flavio Tosi è tornato a tirare la corda della provocazione che, alla fine, si è spezzata. Non è stato uno scontro diretto come sperava, però. E’ stata, invece, una presa d’atto della sua scelta di uscire dalla Lega Nord. La differenza, anche se sottile, è politicamente sostanziale. Flavio Tosi non è stato espulso: è andato via di sua volontà.

La mia opinione

Se poi vi interessa anche la mia opinione, come semplice leghista non veneta, posso dire solo che è difficile immaginarlo fuori dalla Lega Nord, che non riesco a capire come un uomo possa cambiare idea così radicalmente e che mi dispiace perchè devo a Flavio Tosi una delle serate più emozionanti della mia vita. Siete curiosi? Volete il pettegolezzo piccante? Beh, il piccante c’è, ma dal mio punto di vista. Tanto tempo fa grazie a lui ebbi l’onore di cenare a fianco a uno dei Serenissimi. Una grande emozione per una casalinga padana e un’ avventura che in futuro racconterò, con orgoglio, ai miei nipotini (quando li avrò), ma anche un ricordo che oggi non riesco a conciliare con l’immagine di Flavio Tosi vicino ad Angelino Alfano o ad altri centralisti italiani. Insomma, faccio come gli altri leghisti, veneti e non veneti: prendo atto della scelta di Flavio Tosi, senza capirla e con dispiacere, e continuo sulla mia via.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2250 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

3 Commenti

  1. io non c’entro… e a parte quello che c’è scritto nell’articolo, non ne so molto di più. Non è stato espulso. Se volevano espellerlo lo espellevano. cioè sui giornali possono apparire delle castonerie, ma quando vai in tv e dici delle cose da te… beh, l’era un bel po’ che volavano stracci….

Commenti chiusi.