Il cyberbullismo colpisce anche a Magenta

Il cyberbullismo serpeggia fra noiParlare di cyberbullismo non è facile. Generalmente il cyberbullismo è subdolo e nascosto, e gli effetti se ne vedono solo quando chi ne è vittima cede, oppure si ribella. Spesso non si riesce a capire come la comunicazione via internet possa avere un effetto sulla vita delle persone, si crede di essere soli davanti allo schermo. Non è vero. C’è un mondo enorme dietro il Video e nei gruppi facebook. Possiamo metterla così. Sul posto di lavoro, a scuola, capita spesso di incontrare qualcuno che appartiene alla categoria “stronzi o bulli”. Spesso però, specie se apparteniamo nostro malgrado alle categorie verso cui i bulli tendono a scaricare la loro bestialità, impariamo a difenderci, a evitarli, a cercare amici diversi. Lo facciamo con naturalezza, con un’alzata di spalle. Con il computer non è così facile. Specie se siamo delle donne, specie se le nostre idee politiche  non sono le stesse dei cyberbulli. Il cyberbullismo, infatti,  non discute mai di idee, non scherza e non è simpatico. Non si confronta.

Il cyberbullo cerca quello che potrebbe essere il punto debole della vittima prescelta, cerca la compagnia di altri bulli simili a lui o di persone deboli, che lo sostengano per paura di esserne le vittime e che ridano alle sue battute. Il cyberbullo lancia i suoi attacchi colpendo l’aspetto fisico, e ad ogni battuta che fa, per quanto idiota possa essere, ha sempre il gruppetto di personaggi che gli fa il verso.  Il cyberbullo  deride, denigra, mente e odia. Si sente un piccolo boss spalleggiato da altri come lui. Ci sono anche dei raggruppamenti che dicono di essere gruppi politici ma che in realtà sono solo dei raggruppamenti di cyberbulli.

Dopo la pubblicazione dell’articolo sulla nostra blogger e le idiosincrrasie della sinistra, ho ricevuto una lettera da parte di Sabrina Spirolazzi che, per il fatto di essere una donna e di avere delle idee, (diciamolo cavolo! mica è un delitto avere idee) di estrema destra, si è vista attaccare non sulle idee politiche che, come per tutti, occupano solo una parte della sua vita, ma sul suo aspetto, sui suoi affetti e sul suo lavoro. Io lo trovo intollerabile: una cosa da veri vigliacchi, da Cyberbulli.  Pubblico la lettera, con il permesso di Sabrina, perchè penso che il cyberbullo non cambierà atteggiamento,  ma i nanerottoli che gli corrono dietro e gli fanno la ruota, una volta scoperti non avranno più così tanta voglia di esporsi e non vorranno essere indicati e giudicati per il loro comportamento.

“Cara Ilaria penso di poter avere il famoso “diritto di replica”. Intanto ti ringrazio per l’attenzione e poi ancora una volta per avermi dato l’opportunità di esprimere sempre e liberamente i pensieri. Sono dispiaciuta per quello che leggo, sarebbe veramente stupido negare di non fare caso a quanto scrivono su di me. No, ci resto male, anzi a volte malissimo, tanto che in alcuni casi hanno condizionato il mio modo di vivere. Eh si, cara, non è piacevole uscire e sentirti dare della “puttana fascista” , della schifosa, e tutto quello che si legge sul “gruppo” (n.d.f. gruppo Facebook che non nominerò) che da luglio mi ha come si può dire “presa di mira”, non mi piace come termine ma è il più idoneo. Non starò a raccontarti di come mi muoverò, di chi interpellerò per porre fine a questi continui lamentii da parte di certe persone. Fra l’altro adesso capisco quando si parlava di cyberbullismo e del perchè accadeva che adolescenti poi si togliessero la vita.  Tranquilli, non è il mio caso, solo Dio può decidere per me, mi spiace per voi. Da sempre quando si vuole attaccare anche politicamente, alcuni gruppi prediligono il “singolo”. Il “singolo” è la persona fisica, questo intendo, che fa parte di un gruppo associazione di un partito. Chi fa questa cosa come lavoro vero sa perfettamente come muoversi, conosce le dinamiche, i modi di fare, di espressione, di comunicazione a tal punto da risultare inattaccabile, e devo dire che alcuni sono passati dall’ufficio dove lavoravo una decina di anni fa; persone di una cultura e con modi di fare tali che gli avresti anche detto se la sera prima avevi tradito il marito. Beh, qui non ci siamo, le regole non vengono rispettate. Viene tutto scritto pubblicamente da mesi. Viene oltretutto scritto anche su altre bacheche aperte e di conseguenza consultabili, di conseguenza si dà “l’autorizzazione” alla lettura al mondo e ovvio se vi sono gli elementi giusti, diventi perseguibile. Adesso mi chiedo: ma perchè? Ne valeva veramente la pena? Scusate io sono qui sarò qui a meno che Dio come scritto prima decida diversamente. Non è che attaccandomi avete cambiato la mia opinione, anzi è esattamente il contrario. Vuol dire che sino ad oggi ho fatto bene il mio percorso, ho instaurato un buon dialogo con l’Amministrazione (n.d. r: diMagenta), ho avuto parole di grande valore per chi ha riordinato la EX Novaceta, sono anche andata da loro per vedere il lavoro svolto e nessuno di questi signori si è permesso di insultarmi o di mandarmi via. Ma state scherzando? Quando si agisce per il bene del cittadino non si guarda in faccia a nessun partito. Mi spiace, mi spiace veramente di dover perdere del tempo in burocrazia oggi, mi spiace dover dedicare del tempo a dare spiegazione per agire, ma più che altro mi spiace per quei giovani ragazzi, presi da tanta foga, che si troveranno ad affrontare cose spiacevoli anzichè andare in giro a divertirsi. Poi esiste anche un altro aspetto: molti dei genitori di questi ragazzi non sono al corrente di quanto fanno davanti al PC. Ieri ho sentito uno di loro che non ha fatto niente altro che scusarsi e dare del cretino a suo figlio. Premetto che ho un’idea ben precisa di chi sia l’amministratore o gli amministratori del gruppo Facebook. Ne avrò la certezza solo dopo una serie di comunicazioni. Il problema è che stiamo parlando di giovani ragazzi che poi, magari messi alle strette di fronte a un giudice, non mentiranno, andare a processo non è bere un bicchiere d’acqua, provoca tensioni e pensieri: ci si deve difendere da cose non dette in questo caso, ma scritte di conseguenza palesi e verificabili. Dispiaciuta ma determinata oggi più che mai a proseguire quanto intrapreso. Cordialmente Sabrina.”

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2276 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.