Due versioni della Brusela, il tipico dolce del patrono

Due versioni della Brusela, il tipico dolce del patrono

Vi presento due ricette di questo dolce tipico delle campagne milanesi, la Brusela: una un po’ più complicata perché si parte dalla farina, l’altra più semplice perché l’ingrediente principale, la pasta da pane, si compera dal panettiere o al supermercato. Anche gli ingredienti sono leggermente diversi come diverse sono le ricette da famiglia a famiglia.

Due versioni della Brusela, il tipico dolce del patronoIngredienti per la Brusela: 500 gr. di farina manitoba, 1 cubetto di lievito di birra, acqua tiepida, 100 gr. di zucchero, 1 mela, 1 pera,5 fichi secchi, 3 cucchiai di uvetta sultanina, una noce di burro. Prepariamo l’impasto mettendo nella planetaria (o sul piano da lavoro se non si dispone di planetaria) tutta la farina, il cubetto di lievito sciolto nell’acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero.
Lavorare l’impasto finchè risulterà liscio. Formate una palla, incidetevi una croce e riponete l’impasto in una bacinella capiente perché lievitando dovrà raddoppiare di volume. Coprite il recipiente con la carta trasparente per alimenti e lasciate lievitare in un luogo tiepido per 2/3 ore (io lo metto nel forno spento). Nel frattempo preparate la teglia di una forma a vostra scelta, rivestitela con la carta forno. Preparate la frutta mettendo a bagno in un bicchiere d’acqua tiepida l’uvetta. Tagliare a piccoli pezzi i fichi secchi, la mela e la pera sbucciati. A lievitazione ultimata, occorrerà un po’ di pazienza ad amalgamare tutta la frutta (l’uvetta ammollata dovrà prima essere strizzata) a questo impasto che avrà la consistenza dell’impasto per la pizza… non demordete, ne vale la pena! Stendete l’impasto sulla teglia con la carta da forno, cospargetelo con lo zucchero e irroratelo con il burro fuso. Infornate a 220° per 15 minuti circa o comunque a doratura.

La Brusela versione di Casorezzo

Questa è la ricetta per il dolce tipico del mio piccolo paese, si mangia tutti i giorni ma soprattutto in occasione delle feste patronali, in aprile e ottobre. Ingredienti per la Brusela semplice: 500 gr. di pasta da pane, 100 gr. di zucchero, 1 mela, 1 pera, 4 fichi secchi, 4 cucchiaiate di uvetta sultanina o due manciate di acini dì uva fresca, meglio se bianca, farina bianca 00, burro. Preparare la frutta mettendo l’uvetta in una ciotola e coprendola con acqua tiepida oppure lavare, asciugare e tagliare in due gli acini d’uva levando i semini. Sbucciare pera e mela e tagliarle a dadini non troppo piccoli. Tagliare a piccoli pezzi anche i fichi secchi.
Mettere la pasta del pane in una ciotola e amalgamarvi tutto la frutta, scolare e asciugare l’uvetta e aggiungere anch’essa. Porre l’impasto in una tortiera, unta di burro e spolverizzata di farina, e far lievitare per circa un’ora o due in luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria. Trascorso questo tempo spolverizzare la superficie del dolce con lo zucchero e irroratelo con del burro fuso. Passare in forno già caldo a 200 gradi per circa 25/30 minuti (si consiglia la prova stecchino). Si serve tiepida o fredda. E’ un tipico dolce autunnale che si preparava con la frutta che si aveva a disposizione. Se si faceva a settembre si usavano i fichi freschi con la buccia, quelli piccoli che si trovavano negli orti e nelle campagne.

C’è chi ci aggiunge anche noci e nocciole. Una volta veniva preparata usando un misto di farine (bianca, di segale, di mais o altra a disposizione) visto che la farina bianca era usata soprattutto per il pane dei ricchi. Era tradizione preparare il dolce a casa e poi portarlo al forno del panificio a cuocere perché i forni casalinghi, della cucina a legna, non cuocevano ad alte temperature. Ogni massaia metteva un segno distintivo sulla propria torta così da non confonderla con quella delle altre.

Daniela Mari Griner
Daniela Mari Griner 57 Articoli
Daniela Mari Griner è nata a Milano ma vive da sempre a Casorezzo. Si è sempre interessata di cucina, milanese e lombarda in particolare, grazie alle nonne, al nonno materno e ai genitori, mamma cuoca sopraffina e papà ottimo assaggiatore. Finito il liceo classico e iniziata l’Università, abbandona questa per dedicarsi alla sua passione, la cucina appunto, e ha la grande fortuna di venire assunta come redattrice nella più prestigiosa rivista di cucina “La Cucina Italiana”, allora sotto la guida delle mitiche sorelle Gosetti. Qui partecipa alla stesura delle ricette, sia innovative sia tradizionali, alla ricerca delle radici delle stesse e sviluppa la sua conoscenza della cucina di Milano e del territorio circostante, conoscenza e ricerca che proseguono anche dopo aver lasciato la rivista e che continuano nel tempo sino ai giorni nostri

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