Casorezzo, comitato contro l’amianto

presidio alle cave si casorezzo

Casorezzo, contro l'amianto c'è il comitatoSi sono nuovamente riuniti, per essere pronti a ogni evenienza, i componenti del Comitato anti discarica di Casorezzo e Busto Garolfo.

La motivazione della nuova mobilitazione del comitato è quella dl rischio paventato e probabilmente piuttosto concreto che l’azienda che ha attualmente la gestione delle cave, ottenga il permesso di ampliare la gamma dei materiali con cui riempire i buchi aggiungendovi anche quelli contenenti amianto.

Alla luce delle regole e dei permessi che sono concessi attualmente alla cava, potrebbero essere conferiti solo materiali e terreni provenienti da siti adiacenti a siti contaminati, e la cava di Casorezzo non possiede i requisiti per poter essere riempita con materiali pericolosi, ma dato che l’azienda pare aver in mente di ottenere l’ampliamento della gamma, e dato che esiste già una domanda, i cittadini hanno preferito rimobilitarsi.

Le loro azioni sono iniziate con due prime iniziative: lo scorso 3 settembre il “Comitato Cittadini di Casorezzo” si è incontrato con il “Comitato Radici nel Cielo”, che ha come progetto l’ampliamento del parco Plis del Roccolo e la sua trasformazione in parco di Diritto Regionale, per una valutazione comune sulla notizie che riguardano la possibilità di portare l’amianto nelle Cave di Casorezzo e sulle azioni da mettere in campo per impedire la realizzazione di questa possibilità.

Il Comitato di Casorezzo ha anche ricostruito la casetta che serviva come Presidio di controllo, posta all’entrata delle cave, e che era andata distrutta in un incendio nel 2010, ai tempi dell’ultima mobilitazione del comitato. Quell’anno il Comitato di Casorezzo aveva fermato un tentativo di allungare ulteriormente i tempi della concessione estrattiva. La battaglia era stata poi vinta solo in parte. I tempi erano stati allungati, ma non erano stati modificati i tipi di materiali che era possibile usare per riempire la cava. Infine, la cava non era stata riempita proprio per la mancanza di materiale adatto.

(foto: screenshot dal gruppo Facebook comitato di Casorezzo e Busto Garolfo)

Ilaria Maria Preti
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Sono per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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