Magenta, il tormento del parcheggio dell’ospedale

Magenta, il tormento del parcheggio dell'ospedale Il parcheggio dell’ospedale di Magenta (Mi) è ancora frequentato da extracomunitari che si improvvisano posteggiatori abusivi, petulanti venditori  ambulanti abusivi per poi diventare, nel caso non funzioni ancora, degli accattoni che chiedono la carità , le monetine , il corrispondente di un caffè  o di un panino.

Non si fa in tempo ad entrare nel parcheggio e a cercare un buco in cui sistemare l’automobile che si assembrano in due davanti al muso e  si fanno avanti a indicarti il luogo in cui parcheggiare, rendendo anche abbastanza pericolose le manovre con l’automobile.

Non c’è speranza di essere più veloci di loro: appena spegni il motore e togli la cintura di sicurezza sono lì, attaccati al finestrino a chiedere la tariffa per l’aiuto al parcheggio. Come si scende e si dice di no, cambiano e si trasformano in venditori ambulanti di fazzoletti di carta o altre cose recuperate chissà dove. Ti chiedono di comprare qualcosa. Se cerchi di allontanarti velocemente, ti inseguono, in modo molto inquietante, trasformandosi in accattoni che chiedono l’elemosina.

Ti tolgono persino il piacere di essere gentile e politicamente corretto,  perchè considerano il “no, grazie” come un incoraggiamento a continuare. Non parliamo, poi, di quello che succede a chi pensa di liberarsi del fastidio concedendo loro qualche monetina: sono inseguiti quasi dentro all’ospedale.

Questo succede a Magenta  nonostante le ronde che la polizia locale fa di tanto in tanto, nel parcheggio. All’uscita dall’ospedale la situazione è uguale, ma inversa. Mentre ci si avvicina all’automobile, si è perseguitati dagli accattoni, che poi si trasformano in venditori ambulanti per poi ritornare ad essere parcheggiatori abusivi quando si lascia il parcheggio.

“Dammi qualcosa: ho fatto in modo che la tua macchina non la toccasse nemmeno una zanzara” è l’urlo scandalizzato che ti lanciano dietro mentre te ne vai dal parcheggio, senza aver dato loro nulla ma con la sensazione di essere  cattiva e di essere una di quelle persone che se ne vanno senza pagare il conto.

Considerando che all’ospedale di Magenta  si va quando si sta male, quando si devono fare esami medici o a ritirare referti di esami già fatti, o a trovare delle persone care che sono ammalate,  questa situazione, che va avanti fin da troppi anni, è esasperante.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2277 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.