Erika Pizzo, la mamma indipendentista, e la tartaruga ninja

Sapete cosa può succedere a possedere un costume da tartaruga ninja e un tablet Clementoni? Ve lo abbiamo spiegato questo sabato, finiti gli appuntamenti politici, sulle onde di Radio Padania libera.

Radio Padania Libera: la mamma indipendentista Erika Pizzo e le tartarughe ninjaOggi infatti è tornata Maramao, la rubrica delle mamme dei papà e dei bambini padani. Per celebrare al meglio il nostro ritorno io, Ilaria Maria Preti, e Susanna Alberti abbiamo deciso di fare qualcosa di assolutamente straordinario.
Abbiamo deciso di toglierci le nostri vesti da mamme moderate e abbiamo  intervistato una mamma unica nel suo genere, una mamma che è arrivata a livelli in cui nessun altra mamma era arrivata: Erika Pizzo.
Erika è la mamma di due bei maschiotti veneti, due piccoli leoni,  che possedevano un Tablet Clementoni, una pistola sparabombette e anche un costume taglia sette anni da tartaruga ninja, per la precisione Leonardo.
Erika Pizzo, però, è anche una dei 24 indipendentisti veneti che sono stati arrestati dai ROS  e dai Carabinieri per aver costruito un grandissimo tanko, lo scorso marzo:  con lei hanno arrestato suo marito, sua mamma e suo papà, che è stato l’ultimo ad essere rilasciato, dopo che sono stati tutti riconosciuti innocenti.

Erika, quindi, è la prima mamma tankizzata esistente al mondo, se si esclude la sua, ovviamente, che però gode già del titolo di prima nonna tankizzata.
Abbiamo voluto sdrammatizzare un po’  la brutta avventura dell’arresto di Erika e del blitz che, da persone assolutamente innocenti, lei e la sua famiglia hanno subito. Abbiamo anche voluto condividere con lei i rischi della situazione prendendo per i fondelli quegli esponenti delle forze militari italiane che hanno sequestrato i giocattoli dei sui figli con le scuse più improbabili. Infatti nelle mani dei magistrati e sotto rigido sequestro ci sono ancora:
a) un tablet Clementoni, che potrebbe contenere formule per costruire bombe chimiche
b) una pistola sparabombette perchè priva di bollino rosso e che potrebbe essere utilizzata per sparare sale grosso
d) un costume taglia sette anni  da tartaruga ninja, precisamente Leonardo, perchè potrebbe essere utilizzato per mascherarsi e non essere riconosciuti. Per la precisione la parte pericolosa è la bandana con i buchi per gli occhi.
Erika durante la trasmissione ci ha raccontato quella mattina alle 4, 30 , quando i carabinieri hanno accompagnato i reparti dei ROS a casa sua, del modo in cui si sono attaccati al campanello. Ha raccontato di come sono entrati in casa in 16, armati fino ai denti, mentre lei aveva aperto la porta in mutande e maglietta, credendo che fosse sua madre, che le riportava il figlio più grande che era andato a dormire dalla nonna.

Ci ha poi raccontato come abbia, mentre le perquisivano la casa mettendola sottosopra, cercato di far mente locale sulle possibili multe che poteva aver preso e di come poi abbia dato a suo marito la colpa di aver fatto qualcosa. Mai più, nei loro pensieri, c’era mai stata l’idea di poter essere arrestati per aver costruito il tanko.
Poi c’è stata la volta che si è sentita chiedere ” ah ma tu abiti nel paese di terroristi?” da una persona che non l’aveva riconosciuta e lei abbia risposto: “Si, sono io”.
Insomma noi tre insieme ci siamo divertite,  ma la cosa importate è un’altra: è ora di minacciare sul serio lo stato italiano. Che lo sappiano! Se non restituiranno immediatamente il tablet Clementoni , la pistola sparabombette, e soprattutto il costume da tartaruga Ninja taglia otto anni ai due piccoli leoncini veneti, noi Orsetti Padani li  tortureremo e li seppelliremo. Si! Li seppelliremo e li tortureremo rendendo palese la ridicolaggine in cui loro stessi, con le loro azioni,  si sono immersi sequestrando dei giocattoli per bambini.  (Fonte foto: screenshot Youtube)

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