Protezione civile: qualche mistero

Protezione civile: qualche mistero http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Protezione_Civile,_corso.jpgRicevo e condivido qualche giorno fa sulla mia pagina FB un articolo che ricorda che la protezione civile ha dei limiti di operato e che una circolare del 2009 del Capo della Protezione Civile ne chiarisce meglio i confini.

Chiaro che l’articolo meraviglia perché descrive come vietate funzioni che quotidianamente vediamo svolgere dai volontari in ogni paese. Poiché mi piace capire e verificare le fonti, cerco la circolare del 2009, cerco l’ art. 117 Cods secondo e terzo comma e, soprattutto, fisso un incontro con un’amica che lavora in regione in protezione civile/polizia locale e sicurezza, per chiedere chiarimenti.

Mi conferma che il volontario della protezione civile locale, (che per altro stipula accordi precisi con il comune riguardo al suo operato) non può sostituirsi ad esempio ai vigili o alla polizia stradale nella direzione del traffico o altri servizi di viabilità. Questo dipende dal fatto che la protezione civile non è annoverata tra gli organi di Polizia Stradale (art. 11 e 12 del vigente C.d.S ) L’unica funzione concessa attinente l’ordine pubblico mi viene descritta, in modo un po’ figurato ma illuminante, come è quella di “cartello parlante”.

In buona sostanza cosa succede? Succede che si assiste con una certa frequenza a quello che potrebbe arrivare ad essere definito come usurpazione di funzione pubblica. Quante volte abbiamo visto volontari in divisa con palette e stemmi dirigere il traffico ad esempio durante una festa locale o una corsa ciclistica?

Vi invito a leggere l’articolo del C.P. dove per questo genere di attività si prevedono pene fino a 2 anni di reclusione ( Art 347 del Codice Penale) Immagino che sia facile pensare che molti insorgeranno sostenendo che dobbiamo solo ringraziare i volontari e quello che fanno, a maggior ragione se va al di là dei loro abituali doveri.

Una riflessione però chiedo a tutti : è giusto che persone non “ abilitate” ad una certa funzione rischino comunque del loro, perché vengono caricate di responsabilità non spettanti da enti non in grado di fornire il personale idoneo? Questa è comunque la regola e le regole occorre conoscerle per poterle discuterle o contestarle o farle rispettare. Quello che si osserva spesso è la disinformazione. Le persone riportano dei sentito dire e ne fanno la loro verità. La regola sparisce e tutti si muovono in un allegro arrangiarsi che rischia solo di alleggerire dei propri doveri e responsabilità le istituzioni.

(Fonte foto: commons.wikimedia.org )

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