Ossona, viale Europa il photored colpisce ancora, ma non si sa chi

Ossona, viale Europa il photored colpisce ancora, ma non si sa chi

Ossona, viale Europa il photored colpisce ancora, ma non si sa chiL’impianto photored all’incrocio fra via Rimembranze e viale Europa a Ossona ha pescato un altro pesciolino e ha fotografato, per ben due volte (infatti l’impianto fa due foto), un’automobile che è passata con il rosso sulla ex strada provinciale.

La notizia arriva da oknotizia.com che ci dice anche che  la polizia locale di Ossona Casorezzo ha mandato la multa al proprietario dell’auto che è risultato essere residente a Venezia, non essere mai passato da Ossona e essere proprietario di un’auto con targa identica a quella del veicolo fotografato ma di modello diverso da quello della multa contestata. Quindi, sempre secondo la polizia locale, la targa dell’auto passata con il rosso a Ossona potrebbe essere stata contraffatta.

Chissà che sorpresa deve aver avuto il proprietario nel sapere da una salatissima multa del Comune di Ossona che gli avevano clonato la targa dell’automobile! Avrà dovuto fare un ricorso contro la multa e deve averlo vinto, per riuscire a aver giustizia. Chissà se il giudice ha compensato le spese o le ha accollate completamente al Comune di Ossona.

Non è la prima volta che ci sono dei problemi con l’impianto photored di viale Europa. Ci sono state parecchie lamentele sul fatto che non è segnalato adeguatamente e finisce quindi per essere  utilizzato per rimpinguare le casse comunali, come l’amo di una canna da pesca, invece di essere un dissuasore per un comportamento altamente pericoloso come quello di passare con il semaforo rosso.

Non è neppure la prima volta che il photored di Viale Europa è al centro di un ricorso da parte di un automobilista. In un altro caso il ricorso aveva parecchie ottime motivazioni, ma fu vinto dall’automobilista perchè la contravvenzione era stata inviata a termini ampiamente scaduti. Non si passa con il rosso ma le regole vanno rispettate da ambedue le parti.

Anche nella notizia data oggi c’è qualcosa che lascia sorpresi e perplessi su quel photored e sulle condizioni della sicurezza nei nostri Comuni:  per avere l’indirizzo della persona cui è intestata l’automobile risalendovi tramite la targa, bisogna consultare i registri del Pra che sono  disposizione della polizia locale. Anche noi semplici cittadini possiamo consultare il registro del Pra: lo facciamo ogni volta che paghiamo il bollo. Molte cose sulla mia auto le ho imparate così. Inoltre, una targa è collegata a un’auto specifica e non può legalmente essere su un’altra auto.

Quindi, come ha fatto la polizia locale a non accorgersi, quando ha ricavato l’indirizzo del proprietario dal registro del Pra loro riservato, che il modello dell’automobile era diverso da quello rappresentato nelle due fotografie del photored?

Se si fossero accorti subito avrebbero avuto molte più probabilità di rintracciare l’auto dalla targa contraffatta e inoltre non avrebbero mandato la multa al cittadino veneziano obbligandolo al ricorso e facendo perdere un altra causa al Comune di Ossona.

E’ molto preoccupante che vi sia chi clona le targhe delle automobili perché sicuramente non ha delle belle intenzioni. Certamente non si è fermato  a clonare una targa sola, dati gli impianti necessari alla costruzione delle targhe.

Da quello che raccontano le cronache, i ladri di auto usano un altro sistema: prendono due automobili diverse fra loro e scambiano le loro targhe in modo che, se sono fermati ai posti di blocco,  ci siano più probabilità che le forze dell’ordine non si accorgano immediatamente che l’auto è rubata. Se però fosse questo il caso il cittadino veneziano che ha fatto ricorso avrebbe un altro tipo di problema che non lo avrebbe sicuramente incentivato a presentare un ricorso per una multa. Non vi pare?

Forse però sono io che penso troppo ed è semplicemente il photored di viale Europa che non fa delle fotografie di buona qualità.

Ilaria Maria Preti
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Sono per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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