Incendio a Casorezzo: un intossicato

Incendio a Casorezzo: un intossicatoIl forte vento che ha colpito l’Altomilanese nella giornata del 15 aprile non ha mancato di causare un incendio e di fare altri danni.

Infatti a Casorezzo nella zona di via Papini, in un campo alcune rotoballe ancora da raccogliere e stivare sono andate a fuoco causando l’ incendio dell’intero campo agricolo. Una densa nuvola di fumo si è sprigionata e uno dei due agricoltori che hanno tentato di domare l’ incendio è rimasto leggermente intossicato.

Insieme ai pompieri di Inveruno è arrivata anche un’ambulanza dei volontari di Arluno che ha accompagnato, in codice verde, l’agricoltore all’ospedale Fornaroli di Magenta, dove è stato trattenuto qualche ora in osservazione. I pompieri che avevano portato con sè l’autopompa e un botte, hanno lavorato con gli idranti per oltre un’ora  prima di poter considerare spento l’ incendio.

Non si conoscono ancora le cause che hanno determinato lo sprigionarsi delle fiamme, ma quasi certamente si tratta di un fatto accidentale. Difatti, quando il vento è così forte può sollevare scintille o, per assurdo, anche mozziconi di sigaretta ancora accesi, e trasportarli per diverse centinaia di metri. In questi casi, se si vengono a trovare accidentalmente a contatto con materie secche e facilmente infiammabili come è la paglia, è facile trovarsi di fronte ad incendio disastroso.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2292 articoli

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l’ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it).
Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

6 Commenti

  1. Le rotoballe non erano in un campo, bensì attaccate alla stalla con dentro i cavalli…e mi pare giusto sottolineare che le persone che erano sul posto, si sono impegnati affinchè potessero mettere i cavalli in salvo…se dovete scrivere le cose parzialmente, allora non scrivete neanche nulla!!…o forse chi ha scritto l’articolo ha ben pensato, ma chissenefrega dei cavalli!?!?…sbagliato…sbagliato…c’erano anche loro e onore a chi (anche io ho i cavalli in quel maneggio) si sono impegnati allo stremo delle proprie forze, a metterli in salvo e a fare in modo che nessuno si facesse del male!!

    DOVETE DIRLE QUESTE COSE!!!

  2. non ti arrabbiare. Hai ragione Non sapevo dei cavalli, ho trovato il riferimento da nessuna parte.Se non trovo riferimenti preferisco restare sul generale. Mi mandi un mail che ti faccio alcune domande e scriviamo un articolo che raccnti l’esperienza dal punto di vista di chi ha dovuto affrontare il pericolo e ha salvato i cavalli? Credo che sia importantissimo raccontare e approfondire. Infatti nell’articolo è scritto che i due agricoltori hanno iniziato a spegnere l’incendio pria ancora dell’arrivo dei pompieri…

  3. Non me la sono presa con questo articolo in particolare o con lei che ha riportato queste righe, ho immaginato fosse preso da un’altra fonte, però questo è stato il solo sito dove ho potuto mettere un commento, da altre parti non riuscivo. Chiedo scusa per l’impulsività nella risposta, ma il pericolo è stato ben oltre le semplici 10 rotoballe di fieno in un campo!

    la mia mail è ale.sheva@tiscali.it

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