Ossona, la Tares ci ha ucciso il Natale

Ossona: la Tares ci ha ucciso il Natale

Quest’anno il Natale ad Ossona si è presentato con l ‘F24 e la Tares che ha preso il posto della tarsu però è per lo più raddoppiata. Ne avevamo già parlato  su cronaca Ossona con l’articolo Ossona, in distribuzione c’è la Tares, non l’imu. L’articolo era impostato in questo modo perchè molti residenti di Ossona, vedendo la cifra della dell’F24 della Tares ha pensato che includesse anche l’imu che sarà, invece, chiesta a gennaio.

Con la Tares di Ossona si copre ben più del 100% del servizio rifiuti: si arriverà almeno al 170%

presepe2013 Ossona, la Tares ci ha ucciso il Natale Economia e lavoro Prima Pagina   Vi confido che quando ho visto la mia cartella della Tares, mi sono stramaledetta, perché mi sono fidata e non ho controllato in anticipo cosa stava facendo l’amministrazione comunale. In consiglio comunale era stato detto che l’aumento statistico del passaggio dalla Tarsu alla Tares, pur aumentando l’aliquota percentuale,  non avrebbe superato il 20% medio a famiglia e ci ho creduto, perché ad occhio sembrava proprio così.
Ci ho creduto anche perchè, nonostante Ossona sia molto indietro con le politiche di contenimento dei costi di smaltimento dei rifiuti, con la tassa Tarsu si riusciva a coprire, fino a tutto il 2012, l’80% della spesa per lo smaltimento dei rifiuti. Insomma, bastava un piccolo sprint in più e saremmo arrivati velocemente  a coprire tutto il costo senza aumentare le tasse a nessuno.  La prima domanda che mi sono fatta, dopo essermi maledetta, è stata: come mai se la Tarsu copriva l’80%  dello smaltimento, ora la Tares che doveva coprire il 100% è aumentata del 200% invece che del 20% ? C’è qualcosa che non va.
I commenti di alcuni dei cittadini di Ossona sono stati che, adesso, si paga a persona e non solo a metro quadro e quindi è più giusto così. Però non è vero:  adesso il servizio di smaltimento rifiuti  si paga come prima a metro quadro e, in più, ci hanno aggiunto anche un tot a persona. Un tot che è risultato da un calcolo percentuale che non ha nulla a che fare nè con il reddito percepito nè con la capacità di fare la raccolta differenziata e quindi di far diminuire il costo del servizio. Inoltre, c’è anche un’ altra tassa patrimoniale aggiunta dallo Stato italiano che ha voluto ricaricarci 30 centesimi ogni metro quadro di casa che una persona possiede.

Organizzazione del servizio smaltimento rifiuti di Ossona e il furto della quota Tares dello Stato

Ora vi farò arrabbiare sul serio. Ad Ossona il Comune è socio dell’ASM, che ci fornisce il servizio di smaltimento rifiuti. ASm è un’azienda consortile di cui fanno parte solo Comuni. Si occupa della raccolta rifiuti, della gestione della piattaforma ecologica e di trasportare i  nostri rifiuti del “secco” al termovalorizzatore di Figino, (inceneritore) . Ossona paga all’A2A, gruppo proprietario del termovalorizzatore, un tot ogni chilo di rifiuto che è conferito. A2A è un gruppo aziendale e le sue azioni sono quotate in borsa, quindi la possiamo definire a gestione privatistica anche se fornisce un servizio pubblico. L’area di servizio del termovalorizzatore di Figino riguarda al massimo la provincia di Milano. Poi abbiamo ARPA, l’agenzia della Regione Lombardia che ci aiuta a controllare l’ambiente e i cui costi sono a carico della Regione Lombardia.

Per lo smaltimento dell’umido e del verde utilizziamo l’impianto del compost indicato da ASM, che è ancora nell’ambio del consorzio di Comuni. Asm si occupa anche di vendere la nostra plastica e il nostro vetro agli impianti privati che li riciclano. Questi impianti si trovano tutti in provincia di Milano.
Ora ditemi: vedete l’intervento dello Stato italiano nello smaltimento dei nostri rifiuti? No, giusto? E allora, perché diamine lo Stato italiano vuole da noi 30 centesimo ogni metro quadro di casa nostra?
Un motivo c’è: avete in mente le emergenze rifiuti di Napoli e della Sicilia degli anni scorsi? Ecco, con la quota statale della vostra Tares state pagando le ditte che sono intervenute nelle emergenze rifiuti e le cause giudiziarie di risarcimento di quelle terre.  Terra dei Fuochi: dopo 20 anni lo Stato riduce in monnezza tre miliardi di crediti.

Incostituzionalità della Tares

Ci sono parecchi Movimenti e gruppi che si stanno muovendo per ottenere la dichiarazione di incostituzionalità della Tares. I motivi sono parecchi. Ve ne elenco alcuni.
La parte dello Stato , quei famosi 30 centesimi a metro quadro,  di fatto è una tassa  patrimoniale oltrettutto doppia perchè va a tassare un bene che è già tassato tramite la parte statale dell’IMU. Quindi incade nel divieto di doppia tassazione sullo stesso bene che è un principio costituzionale. Poi, altra cosa gravissima, le tasse patrimoniali sono proibite dall’articolo 53 della costituzione italiana che dice che la tassazione è progressiva e basata sulla capacità contributiva dei cittadini.
Sempre facendo riferimento all’articolo 53 della Costituzione italiana e non essendo direttamente correlata al servizio di smaltimento rifiuti, anche se serve a coprirne ( le tasse sono fissate su operazioni ben determinate) i costi  non è una tassa. Non è nemmeno una tassa di scopo. E’ una imposta, e come tale dovrebbe essere progressiva e misurata alla reale capacità contributiva di ogni cittadino, cosa che invece non è stata tenuta in nessun conto. Anzi, adesso paga di più un poveraccio, magari disoccupato, che vive con la famiglia, i bambini, i genitori anziani in un piccolo appartamento, e che salterà il pranzo di Natale a causa della Tares,  piuttosto del cittadino benestante che ha una villa con piscina e per il quale 400 euro di Tares sono l’equivalente di un solo regalo di Natale.

Inoltre, la Tares che paghiamo adesso è quella relativa al 2013. Ci hanno imposto un’imposta retroattiva. Il principio del divieto della retroattività delle leggi fiscali è contenuto nel Codice del Contribuente,  legge 212/2000 art. 3 ma quanto pare non importa a molti, se è lo Stato stesso a non rispettare le leggi che ha fatto.
Non c’è da stupirsene: ha persino reso la sua stessa costituzione un pezzo di carta che non vale nulla se non il tempo perso quando la sventolano per dire che l’italia deve essere unita per forza. In quel caso lì,  la chiamano l’immodificabile carta dei padri fondatori della repubblica ecc. ecc., quando invece ci sono da rispettare quei pochi diritti dei cittadini che contiene, invece, viene fatta sparire velocemente, stracciata e buttata nel camino acceso e porcherie come la Tares diventano accettabili.

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 2675 Articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio RPL