L’imposta di bollo sui conti deposito forse è incostituzionale

L'imposta di bollo sui conti deposito forse è incostituzionaleIl decreto Salva-Italia contiene alcune norme fiscali sui conti deposito che potrebbero essere incostituzionali e violare l’articolo 53 della Costituzione italiana che recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Ad accorgersi del problema che riguarda l’imposta di bollo è stato Alberto Foà, presidente di AcomeA sgr, che ha poi sollevato la questione di incostituzionalità. In questa azione, Foà è stato appoggiato anche da Ugo Biggeri, che è presidente di Banca Etica. Biggeri ha chiesto che il parlamento intervenga per correggere l’errore.

Secondo il decreto Salva-Italia e i seguenti decreti attuativi, dal primo gennaio 2014, l’imposta di bollo sulle cosiddette Comunicazioni alla clientela dei Conti deposito e di altri tipi di investimenti vincolati destinati anche ai piccoli risparmiatori, salirà al 2 per mille, e sarà proporzionale al valore del prodotto finanziario.

La norma fiscale del decreto ha introdotto un nuovo concetto, quello dell’importo minimo dell’imposta di bollo che è stato stabilito in 34,20 euro.  Per comprendere il problema sollevato bisogna considerare anche che nel decreto Salva-Italia c’è anche un diverso trattamento fiscale fra conti deposito e altri tipi di investimento cui sarà applicata l‘imposta di bollo proporzionale con importo minimo e conti correnti bancari e buoni fruttiferi postali, che invece sono stati esentati dal pagamento dell’imposta di bollo fino ad un importo massimo di 5mila euro, mentre oltre questa cifra l’imposta di bollo sarà di 34,20 euro forfettarie.

Oltre a favorire il mercato dei depositi bancari e dei titoli postali a discapito dei conti deposito e degli altri tipi di fondo di investimento, questa situazione ha determinato che chi volesse versare 500 euro su un conto deposito vincolato pagherebbe l’imposta di bollo minima  che è, ricordiamo, di 34,02 euro  che rappresenta il 6,8% del capitale investito, mentre chi investe 17.100 euro pagherebbe sempre 34,20 euro, ma i base al 2 per mille proporzionale. Insomma chi può permettersi di investire solo piccole cifre subirebbe un vero salasso. Difatti, chi versa sul conto deposito solo 100 euro pagherebbe una imposta di bollo del 34,02% annuo a fronte del 2 per mille di chi versa da 17mila e100 euro o più.

(Fonte: Milanofinanza.it; )

Ilaria Maria Preti
Autore Ilaria Maria Preti2223 Articoli
Sono per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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