I cittadini di Magenta in protesta contro il Gay Pride

I cittadini di Magenta in protesta contro il Gay PrideRiceviamo e diamo spazio ai cittadini di Magenta indignati per la presenza del Gonfalone alla manifestazione del Gay Pride tenutasi a Milano nei giorni scorsi.
Riportiamo qui il testo integrale della lettera:
“Sabato scorso a Milano e in altre quattro città d’Italia si e’ svolta la manifestazione denominata “orgoglio gay”, arrivata alla decima edizione. Quest’anno, per la prima volta, ha avuto il patrocinio da parte della giunta “Invernizzi”, che ha fatto addirittura sfilare il “nostro” gonfalone al corteo del gay pride.
Questa scelta politica ha fatto sorgere in noi delle riflessioni che vorremmo condividere.  Siamo convinti che ogni creatura di questa terra meriti accoglienza e rispetto e che il riconoscimento della dignità inalienabile di ogni essere umano, rappresenti l’unica garanzia per superare tutte le forme di violenze e soprusi che ancora esistono nei confronti di persone che si ritrovano umiliate. Ma la lotta alla discriminazione degli omosessuali non si combatte volendo a tutti i costi rendere uguali situazioni diverse, perché la famiglia, ed il concetto intrinseco di essa, sta solo nell’unione tra uomo e donna.
La traduzione di Pride e’ orgoglio ed il significato di questo termine e’: stima nei propri meriti; che meriti ci sono nell’essere gay piuttosto che una persona etero? Il vero problema e’ l’ideologia che sta alla base di queste manifestazioni, che è quella del “gender”, basata essenzialmente sulla teoria del superamento del concetto di natura umana. Per capire meglio come si declini in concreto questa filosofia, basti pensare che in Francia dal prossimo anno scolastico si introdurrà nelle scuole un corso obbligatorio per insegnare ai bambini che non esistono maschi e femmine ma ci sono solo  “amici”.

Molti enti locali ( e purtroppo anche il nostro comune) hanno aderito alla RE.A.DY. ( rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere). Gli obiettivi delle rete contengono l’ambiguità di fondo della cultura gender, per cui viene considerata discriminatoria ogni posizione che faccia riferimento alla dimensione naturale della famiglia, confondendo ciò con la negazione di diritti individuali a gay, trans e lesbiche, ossia con la discriminazione. Sostenere quindi che una coppia gay non possa avere il riconoscimento di una coppia eterosessuale sposata assume le caratteristiche di un atto di intolleranza. Le attività della rete non si limitano alla diffusione di un sentimento civile di rispetto ma fanno riferimento ad una precisa cultura dell’indifferenza sessuale.

L’obiettivo è quello di distruggere la concezione di famiglia/procreazione, fatto passare per semplice educazione alla tolleranza. L’attività di queste associazioni, non si limita alla giornata del gay pride ma si struttura in maniera continuativa in raccordo con comuni e province, le quali assicurano il patrocinio e contributi con cui retribuire gli operatori; vengono create vere e proprie campagne per la formazione culturale e sessuale nelle scuole. Un problema ancora maggiore secondo noi sussiste quando a promuovere la cultura del gender non e’ un’associazione ma sono le istituzioni pubbliche.
Trasmettere questa ideologia significa che un pensiero unico viene trasmesso con i sistemi della propaganda. Le istituzioni non devono fare propaganda e non devono discriminare nemmeno quando vorrebbero lottare contro una presunta discriminazione. I diritti di ogni persona umana, etero o gay, vanno affrontati sul piano del diritto . E’ pura illusione pensare di poter controllare la natura umana con una decisione legislativa. Noi pensiamo che voler imporre con una legge e ad ogni costo, l’uguaglianza intesa come negazione di ogni differenza e’ qualcosa che va contro la realtà nei fatti. Il gonfalone e’ il simbolo della città e di una comunità intera, non e’ corretto usarlo a proprio piacimento per far valere la propria ideologia. Firmato: Consiglio Direttivo Associazione “ Amici di Santa Gianna Beretta Molla” di Magenta

Autore Giuseppe Lanzani69 Articoli
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6 Commenti

  1. Io sono un cittadino di Magenta, non sono assolutamente indignato, ma orgoglioso della partecipazione del mio Comune al Pride, ed ho tanti amici magentini che la pensano come me, quindi prego i giornalisti o pseudotali di modificare il titolo dell’articolo che è dolosamente fuorviante.
    Saluti

  2. saluti, non è fuorviante, questa è l’opinione dei cittadini di Magenta che si lamentano della partecipazione al pride. Non di tutti i cittadini di Magenta.

  3. E’ bello vedere l’omofobia travestita da carita’ cristiana!
    Caro Direttivo dell’associazione “Amici di Santa Molla”, leggendovi abbiam capito che voi siete i certificatori mondiali della tolleranza. A voi basta scrivere che non siete intolleranti per potervi pulire la coscienza e scrivere accuse spaventose contro altri esseri umani, come “l’obiettivo è quello di distruggere la concezione di famiglia/procreazione”.
    E questo dopo aver sparato il vostro falso principio morale: “essere convinti che ogni creatura di questa terra meriti accoglienza e rispetto”.
    Diremmo che di intolleranza omofoba ne avete dimostrata a badilate.
    Quello che fa sorridere e’ che TUTTO il vostro consiglio direttivo pensa IN BLOCCO una sola cosa sui gay, ma nel disprezzo per loro ACCUSATE GLI ALTRI di ideologia, cioe’ quello che avete appena mostrato di propagandare.
    Spero di cuore che cresciate. Perche’ e’ vergognoso e immorale vedere quel vostro tentativo squallido di usare il Gay Pride per attaccare qualcuno dentro all’amministrazione che si sta dando da fare per fermare le pratiche discriminatorie. Ma che gente laida avete nel vostro direttivo? Il Gay Pride era solo una scusa. infatti non ne parlate neanche per due righe. Subito a delirare su una presunta ideologia, che e’ il trucco di sempre per accusare gli altri di malafede, dopo averli “accolti e rispettati”, quella frasetta vuota e senza senso che avete scritto in apertura.
    Complimenti per la vostra buonafede, invece.

  4. Direi che è il caso di rettificare il titolo di questo articolo. Non sono i “cittadini di Magenta” a protestare! Magenta è una città molto più matura e progredita! Coloro che protestano sono un gruppetto di fondamentalisti dalla mentalità arretrata che si nascondono dietro una Santa per esprimere il loro odio, tutt’altro che cristiano, contro chi pensa e vive diversamente da loro. Sono uomini piccoli, timorosi, codardi, ipocriti. E non solo predicano disprezzo per ciò che la loro mente retrograda non comprende! Si spingono oltre e usano il nome di una Santa per fare politica, per attaccare l’Amministrazione Comunale di sinistra, dimenticando che non è stato un complotto o la zampa del diavolo a fargli perdere le elezioni ma semplicemente i cittadini di Magenta che probabilmente hanno punito le loro ideologie. Dopo aver letto ciò che scrivono, come dare torto ai magentini?!!! Consiglierei a questi sedicenti amici di Santa Gianna di limitare le loro esternazioni per non rendere così palesemente evidente ciò che sono e che è scritto chiaro nei Vangeli…
    Matteo 23,27-32
    In quel tempo, Gesù parlò dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a SEPOLCRI IMBIANCATI: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

  5. mmm un qualosa mi dice che se c’è un “nascodersi dietro alla politica” è anche nel commento che chiede di cambiare il titolo di un articolo.

    anche il chiedere di cambiare un titolo invece di commentar il contenuto è da sepolcri imbiancati , non trovi?

    inoltre, cittadini di Magenta sono gli uni e cittadini di Magenta sono gli altri e negarlo è da ipocriti di sinistra
    Si tratta di un titolo seo e parla della visione di persone che sono cittadine di magenta, ed è una posizione politica sciocca cercare di afferamare di parlare a nome di tutti pretendendo di definire le prerogative di Magenta e dei suoi cittadini. I cittadini di Magenta la pensano come vogliono e si esprimono come vogliono. Un po’ con una opinione e con un associazione e un po’ diversamente con altre opinioni e associazioni. Non è certo l’espressione di una opinione che li rende meno cittadini di Magenta.
    Diecimila volte meglio la bella e delicata lettera di risposta scritta da Gianni Geraci, capace di andare dritta al cuore, piuttosto di commenti incazzosi e che se la prendono con i titoli SEO. Vi consiglio di leggerla.

  6. Mattheo,
    al contrario, io son contento che questo direttivo omofobo abbia dichiarato la sua intolleranza in pubblico.
    L’ha fatto in modo squallido perche’ ha attaccato una manifestazione pacifica di minoranza. Ma almeno ha fatto il suo laido coming out.
    Ora sappiamo chi sono gli omofobi a Magenta! Perche’ l’omofobia come il razzismo, la misoginia e le altre intolleranze indegne di un mondo laico, rispettoso e civile vanno stanate per combattere questo morbo sociale.
    E loro, grazie alla loro letteruccia saccente, ci han fatto maldestramente sapere che in citta’ ci son persone che si nascondono dietro la sigla di un’associazione per spargere un po’ di odio.
    Finche’ non escono personalmente allo scoperto, sono sotanzialmente innocui. Chi vuole che sprechi tempo a considerare i foglietti di un gruppo di anonimi?
    In ogni caso ora lo sappiamo, i componenti di quella associazione sono TUTTI OMOFOBI. In psicologia sono considerati individui gravemente disturbati con problemi di sociopatia molto seri. Contenti gli altri componenti di essere associati a sta gente, che cosa ci possiamo fare?
    In ogni caso, buon gay pride a tutti.

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