Elogio dell’egoismo

L’egoismo è il peggiore fra i sentimenti. Serpeggia nella maggior parte degli esseri umani. Quelli che guardano il dito e non la Luna, perché non hanno uno sguardo lungo. Quelli che pensano che ogni azione svolta individualmente, per interessi egoistici, si ripercuota solo sul vicino, su un altro essere. Quelli a cui non importa minimamente se le sue azioni si ripercuotono sul resto della comunità.
Queste azioni non costruiscono, ma distruggono il futuro delle generazioni a venire, compreso quello dei loro stessi figli.
Esistono persone nobili, quelle che lottano giorno per giorno perché si possa intraprendere una strada che porti ad una svolta vera, seria, che tenga conto degli essere umani, che affermi i diritti fondamentali. Uno a uno. Quella svolta di pensiero costituita da azioni individuali e collettive capaci di rinnovare e dare un senso alla nostra vita terrena, che nell’intero universo, è davvero insignificante.
Aristotele ha definito la “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) amministrazione della città per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano ed è legata al termine “polis”, che in greco significa città, la comunità dei cittadini.
Per esemplificare, la politica possiamo paragonarla all’amministrazione di una famiglia di 4 persone. Se in una famiglia c’è solo uno dei componenti che lavora, il reddito serve per pagare l’affitto, fare la spesa, vestirsi e mantenere gli altri componenti per alimentarsi fisicamente e culturalmente, per istruirsi, per divertirsi. Se questo reddito si investe per istruire i figli, gli si dà la possibilità di prepararsi ad auto-amministrare il proprio futuro.
Questa famiglia vive su un territorio governato da altri individui, amministratori che, tramite la politica, organizzano (o dovrebbero organizzare) servizi ed erogano delle prestazioni al cittadino, individuo facente parte di una comunità e che da solo non potrebbe garantirsi. Questa famiglia, oltre ad alimentarsi, vestirsi, pagare l’affitto, istruirsi, divertirsi, destinerà una giusta percentuale del proprio reddito, in base all’entità delle proprie risorse, per contribuire all’amministrazione del territorio affinché questi servizi continuino ad essere garantiti.
Se in questa famiglia, tutti i quattro componenti lavorano, il reddito aumenta e gli agi della vita saranno maggiori. Se uno dei componenti non svolge alcuna attività produttiva di reddito, ma ha, per esempio, il vizio del gioco, o investe, senza limiti di spesa, per un suo qualsiasi oggetto di desiderio, spreca reddito per un interesse individuale ed impoverisce il resto della famiglia.
Chi utilizza la politica per fini diversi da quello naturale e nobile, come un mezzo per affermare il proprio potere su un popolo infelice, è un individuo becero e meschino. Soggetti beceri che agiscono con subdole azioni per intorpidire, appiattire e manipolare il cervello degli individui fino a convincerli che il potere deve essere esercitato per coltivare gli interessi di poche persone, costruiscono un ghetto.
Questa non è politica, è autodistruzione! Questo è l’egoismo!

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Il mio interesse è il mondo, ma non solo il mondo. Economia, stati e politica. Mettere a disposizione di tutti ciò che si è scoperto, è un dovere.

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