Elezioni 2013: la prima analisi da Ossona

Quando si fa una analisi politica sulle elezioni, la regola dice di non confrontare mai fra loro elezioni differenti. A questa regola non fanno eccezione neppure le elezioni 2013.

vcomevedetta Elezioni 2013: la prima analisi da Ossona Politica Prima Pagina   Si confrontano fra loro le elezioni di vari anni, Camera con Camera, Senato con Senato, e quelle delle regionali, a prescindere dalle date in cui sono state effettuate. Inoltre, bisogna ricordare che ogni Comune è un caso a sè. Ossona forse più di altri. Non si possono paragonare le elezioni politiche e regionali con le elezioni Comunali. La motivazione di queste regole sta nella sostanziale differenza del corpo elettorale. Cioè dell’insieme delle persone che votano, e del motivo per cui votano. Il comportamento dell’elettore in generale è diverso a seconda del tipo di elezione cui partecipa. In questa tornata questi concetti sono stati più chiari che mai.
A Ossona, quindi, dobbiamo prendere in esame tre elezioni diverse con tre corpi elettorali diversi, anche se si sono svolte nello stesso giorno e nello stesso Comune. Non possiamo confrontarle con le elezioni amministrative anche se sono le stesse persone a votare.

Risultati diversi

Il risultato delle tre elezioni è estremamente diversificato. Nello stesso giorno gli ossonesi hanno espresso una schiacciante preferenza per Roberto Maroni e per le tre liste Lega Nord, lista civica Maroni presidente e pdl. Hanno poi dato una fortissima preferenza al Movimento 5 stelle alla Camera, e quindi sono tornati a dare una forte preferenza al centrodestra e alla Lega Nord al Senato. Lo stesso schema si è svolto in molti altri Comuni. Fra tutte le elezioni degli ultimi anni questa è quella che ha dato il messaggio più chiaro. Gli Ossonesi avevano la chiarissima intenzioni di mettere in difficoltà il Parlamento italiano, imballando il Senato e mandando molti grillini alla Camera dei deputati. Poi hanno protetto dai guai la Lombardia votando in massa per Maroni.

Il pd

Il Pd è stato votato  dai “fedeli” del partito. Da quelli che non si sono accorti di ciò che stava succedendo. Il Pd è un partito che è rimasto al palo sulle sue posizioni, sia politiche sia di numeri, come ha fatto notare anche Massimo Cacciari. Si è trovato con il classico cerino in mano, quello di dover formare un governo italiano che la gente ha affossato prima ancora delle elezioni. Il popolo della Padania si è vendicato. Sinceramente, non avrei mai pensato che lo avrebbe fatto così bene, andando molto oltre quella V di Vendetta che è nel simbolo del Movimento 5 stelle.

Una scelta politica così chiara dimostra  la grande maturità politica che contraddistingue il popolo in questo periodo. Non ci sono più primi partiti, ma c’è il popolo che diventa stratega politico. Forse la mia è una analisi poco comune. Forse farà nascere alcune discussioni. Forse pochi hanno la mia stessa fiducia nel futuro. Se non vi ho convinto provate a dare voi lettori una interpretazione diversa del risultato delle elezioni del 2013; il posto per i commenti è qui sotto.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2365 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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