Beppe Grillo, il nuovo Napoleone e i tranelli della politica romana

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Beppe Grillo nelle vesti del nuovo Napoleone. Dopo la grande vittoria alle elezioni in cui il Movimento 5 stelle ha conquistato una parte considerevole del parlamento italiano, iniziano i piccoli problemi di gestione.

Molti lo aspettavano al varco, sapendo per esperienza come è difficile gestire tante persone, per quanto motivate siano, che arrivano da neofiti in quella che da tempi immemori si chiama la palude romana.

Ai tempi in cui capitò alla Lega Nord, Umberto Bossi proibì ai parlamentari di frequentare salotti e di mischiarsi con i parlamentari degli altri partiti. Aveva un ben chiaro sentore dei pericoli e delle insidie cui si è sottoposti in quegli ambienti dove il denaro scorre facilmente, dove è facile cadere preda della lusinga e dove tutti sono pronti a farti credere di essere il migliore.

Il sistema di controllo dei parlamentari inventato da Beppe Grillo non è molto diverso ma contiene alcune particolarità  che non si può fare a meno di rilevare, magari con una puntina di divertimento sotto i baffi.

Leggendo il codice di comportamento pubblicato su Beppegrillo.it, salta all’occhio il divieto di farsi chiamare onorevoli. L’idea è buona, sottolinea l’anima popolare del Movimento ed elimina un segno di riconoscimento della casta. La parte buffa è che il nome di onorevole è sostituito da quello di “cittadino” e “cittadina”. Ci sarebbe stato un senso se il codice di comportamento del Moviemento 5 stelle imponeva di usare, come tutti, il proprio nome e cognome. Andare a ripescare un segno di riconoscimento inventato durante la rivoluzione francese non è stata una grande furbata: così  si suggerisce che Beppe Grillo crede di essere Napoleone Bonaparte.

L’ altra particolarità di questo codice  riguarda lo stipendio dei “cittadini” e pone qualche dubbio sull’onestà comunicativa dei grillini. Il regolamento di cui vi pubblicheremo l’estratto, dice che i “cittadini” devono prendere, come stipendio, al massimo 5mila euro al mese, e possono tenersi la diaria.  Ma che bravo Grillo!  Lo stipendio attuale di un parlamentare è già di 5mila euro, netti. Anzi , in realtà è un po’ meno, come risulta dal sito della camera dei deputati.
Grillo invece, sul suo regolamento dice:

Trattamento economico:

  • L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

Ora la domanda é: ma si sono resi conto che basta che facciano un legge per ridurre lo stipendio dei parlamentari? I numeri in parlamento li hanno ed è, ora, una operazione semplicissima, basta fare un emendamento alla legge finanziaria  nel quale si scrive un numero più basso per gli stipendi dei parlamentari.

(Fonte e foto: beppegrillo.it, camera.it)

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2266 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.