Cuggiono: mafia, legalità raccontata dal Dott. Nobili

Alberto Nobili, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano
Alberto Nobili, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano

Torno oggi, come promesso, sulla conferenza su legalità, mafia e territorio svoltasi a Cuggiono e da noi già eviscerata:

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Cuggiono: mafia, legalità, politica e territorio

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Puntualizzazioni su Cuggiono, incontro su legalità, territorio e mafia.

Il mio intervento prcedente mi vedeva liquidare con pochi termini l’esposione dell’ Alberto Nobili, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, come incompleta e forse faziosa. Cercherò ora di motivare rispondendo quindi ai chiarimenti chiestomi.

Culture digitali

Il dott. Nobili comincia dicendoci come la mafia possa essera affrontata solo come colletività mentre il singolo, se isolato, non ha possibilità e,  che il problema principe in alta Italia  nasce da una mancanza di consapevolezza, dovuta a disinformazione. La mafia è invece presente e fortemente radicata da anni anche in Lombardia, che risulta essere la 3° regione italiana come beni confiscati, dopo Sicilia e Calabria. In Lombardia la mafia è presente tantè che attuale è il problema delle infiltrazioni mafiose all’EXPO.

Quindi il dott. Nobili ci fa un excursus sulla storia della mafia nel milanese, sicuramente presente a partire da metà anni 70, per esempio Luciano Liggio arrestato nel ’74 in via ripamonti a Milano, i sequestri di persona,  solo nel ’77 sequestrate 33 persone tra Milano e hinterland. Queste persone sono state portate in calabria, tenute segregate anche per anni in aspromonte, come il giovanissimo  Cesare Casella tenuto in catene per due anni, questi atti erano compiuti da professionisti del crimine, persone spietate che seguivano solo la logica del profitto considerando l’essere umano una merce. Vi fu anche per esempio l’omicidio Ambrosoli nel ’79 e tanto altro e anche qui.

Fu, sempre secondo Nobili, una mancanza di consapevolezza a fare il giuoco della mafia, impedendo il nascere di una cultura anti-mafia,  e oggi, con 40 anni di ritardo, ci ritroviamo con Zambetti che (forse inconsapevolmente N.d.GiuX) comprava voti dall’ ndrangheta in Lombardia.

La mafia, continua Nobili, acquisisce grossi guadagni grazie al traffico di droga, e questi saranno investiti in attività diversificate, edilizia, bar, ristoranti e altro. Il mafioso è un imprenditore, ma un imprenditore che non ha scrupoli, per il profitto è disposto  a comportamenti bestiali e non ha mai attività lecite.

In Italia la mafia è stata così forte che ha tentato all’inizio degli anni 90 (92/93 ) un attacco frontale contro lo stato, si pensi alle stragi di mafia per esempio, costringendo lo stato a scendere a patti (info anche per interesse :Il movente degli assassini di Carlo Alberto Dalla Chiesa e Pio La Torre).

Quest’aggressione mafiosa contro lo stato ha provocato la reazione della società civile, e la mafia ha iniziato una brutta stagione, solo tra il 93 e il 95 sono stati effettuati 2500 arresti tra milano e hinterland. Ma quando la mafia sembrava oramai sconfitta ha cambiato strategia, iniziando una strategia di basso profilo, con l’obiettivo di far calare l’attenzione. Secondo Nobili vi è anche una colpa dei partiti che hanno utilizzato a fine politco/demagogico il problema della sicurezza, focalizzando su rom, zingari ed extracomunitari. Un pubblico ministero che quindi tira le orecchie all’ex maggioranza di governo, ma mi permetto di osservare che incalzato dal comandante Falzone ammette che la legislazione è adeguata, anzi dall’estero giungono in Italia per apprendere come osteggiare la mafia. Allora mi chiedo io, che avrebbe dovuto fare il governo uscente oltre a quanto già fatto, se lo stesso Nobili  elogia la legislazione attuale.

Da blogger noto anche che Nobili non ha trattato il tema del domicilio coatto, forse non lo ritiene influente relativamente all’espansione della mafia nel territorio Lombardo.

In Lombardia l’uomo di Mafia si presenta oggi come un imprenditore che mira al consenso, si presenta come l’amico ricco che sorregge le aziende in difficoltà, che ti aiuta a vincere gli appalti e in cambio chiede solo la gestione dei subappalti, che fornisce con prezzi competitivi ed a regola d’arte.

Il dott. Nobili ci da quindi due chiavi per combattere la mafia, che ho già trattato nel mio precedente ma che ripeto qui, la mafia teme due cose:

1) i sequestri dei beni, infatti il mafioso fa tutto per il fine economico, è uomo d’affari.

2) una società permeata da una cultura di legalità

E conclude citandoci l’articolo 4 della costituzione: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Concludo quindi questa serie di articoli sull’incontro di Cuggiono relativo a mafia, criminalità e territorio. E’ chiaro ora perché sostenevo che Nobili fosse stato scontato, nulla ha detto che già non sapevamo e alcuni passaggi hanno lasciato intendere di essere a un incontro politicizzato e poco tecnico.

GiuX

 

 

 

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