Angelino Alfano e la bocciatura della “mediazione obbligatoria”.

Angelino Alfano e la bocciatura della “mediazione obbligatoria”.Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale del decreto Alfano, ecco un giornalista che deve avere peli dovunque tranne che sulla lingua quel tal Luigi Ferrarella se ha potuto scrivere sul Corriere della Sera che il provvedimento di Alfano era «un clamoroso errore culturale»!

angelino_alfano_segretario_N Angelino Alfano e la bocciatura della “mediazione obbligatoria”. Politica Prima Pagina   A primo impatto parrebbe che la parte più aggressiva del discorso debba ancora venire quando Ferrarella aggiunge due considerazioni allusive circa la volontà sottesa del politico: 1) “affidare a privati con scarsa formazione giuridica parte dell’amministrazione della giustizia”; 2) non essere riuscito a raggiungere quello che il giornalista (io ne sento l’ironia!) proclama “il principale obiettivo prefissato, ovvero quello di diminuire sensibilmente il numero dei procedimenti della giustizia ordinaria”. Ma la verità pesante, quella da cui deriva tutto il resto, sta tutta nel virgolettato “clamoroso errore culturale”. Intanto… questa fantomatica “mediazione obbligatoria”, cos’è? Mediazione è una pratica vecchia quanto l’uomo. Infatti appena egli ha cominciato a fare vita di clan, subito sono nate le liti e quando queste non concludevano con lo scannamento dell’avversario era perché qualcuno, di solito l’anziano, il capo tribù o lo stregone si poneva tra i due litiganti appunto a mediare cioè “stare in mezzo”. E quindi era cosa buona ed aveva la nobiltà dell’atto “politico”.

Atto politico, purtroppo, ormai desueto proprio presso quanti dicono di far politica e si dicono onorevoli. La mediazione era, dunque, un modo per mantenere la pace sociale e fare progredire: era insomma un atto di civiltà che qualcuno faceva “senza scopo di lucro” tranne quel po’ di “prestigio” che gli derivava dall’essere uomo di pace.
Uomo di pace di solito, così affiora dai miei ricordi di fanciullo, era il vecchio mafioso messo a riposo dagli anni: “don Giovanni” vecchissimo e sbavante era uomo di pace ed al suo giudizio si rimettevano i litiganti che alla fine baciavano la mano al vecchio mafioso. E lui andava fiero di quel gesto tant’è che mio padre m’aveva insegnato che a don Giovanni, quando, con quei suoi piedi gonfi fuori dalle scarpe che non sopportavano più legacci, lo si vedeva seduto davanti al portone a cacciare invano mosche col fazzolettone rosso inzuppato di bava, beh!… gli dovevo baciare la mano!

Chissà che Angelino non l’avesse ispirato, all’inizio, una visione analoga! Parlo dei primordi dell’angiolino imberbe, ancor giovinetto dallo sguardo limpido, chiamato a grandezze inaudite dalla rocca del paesello. Eh, no|! Angelino, fattosi torvo, ha pensato che la mediazione da volontaria e gratuita doveva diventare obbligatoria e retribuita. E così ha stabilito con il (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-04;28) Decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 che i litiganti irriducibili, prima di presentarsi davanti al magistrato, dovevano essere sottoposti a questa “invenzione cappio”: la mediazione obbligatoria costituisce quanto meno un aumento dei costi per l’utente e un allungamento dei tempi per la risoluzione dei casi»Carlo Rienzi insospettabile presidente del Codacons).

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Quindi del tutto vero quanto asserito all’inizio da Ferrarella: non sono diminuiti i tempi della giustizia civile (non sono diminuiti il numero dei procedimenti della giustizia ordinaria) ma si è creata “famelica burocrazia nuova”: a) una miriade di “organismi di mediazione” da iscriversi al registro del Ministero della giustizia (in atto (http://www.ipsoa.it/Diritto/stop_alla_mediazione_per_eccesso_di_delega_forse_non_tutto_il_male_id1099682_art.aspx) sono 948; b) “enti formatori accreditati” (in atto 365) che sfornano c) “mediatori abilitati” (circa 40 mila… in cerca di lavoro!). E siccome la legge prevede che possono essere abilitati (ovviamente dopo aver seguito e preventivamente pagato un corso di circa 50 ore e assistito a 20 mediazioni) quanti sono in possesso di una laurea triennale (in qualsiasi materia!) è presto detto come il “legislatore” abbia di fatto “insinuato” l’illusione della soluzione del problema occupazionale facile e lucroso. Basta andare a vedere il tariffario dei “Centri di mediazione” a cui si accede, ovviamente, mediante avvocato. Conclusione: resta vera la prima affermazione che poi è quella del Ferrarella: il problema è eminentemente culturale! Una cultura umana prima che politica latitante dai “palazzi”! I politici veri? Una razza ormai estinta! Giuseppe Castellese

1 Commento

  1. CHE MENTE di legislatore, che calcolatrice! “organismi di mediazione” preposti a “enti formatori accreditati” che sfornano centinaia di migliaia di “mediatori abilitati” purché forniti di uno straccio di laurea breve in discipline "prudentemente non giuridiche"!
    Si ha l'impressione che chi ha formulato la legge capisse molto di organizzazione di lavoro dei clientes: certamente si è richiamato alla divisione del lavoro nel medioevo: feudatario, vassallo, valvassore, valvassino e infine i servi dela gleba. Dunque nuovi servi per il politico lungimirante!

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