Ossona, Bertola: gli operai della cooperativa da 4 mesi senza stipendio

Questa volta scrivo da blogger puro e crudo; lascio la politica fuori dalla porta, o meglio fuori dal Post e mi metto al servizio della cronaca e delle osservazioni che si possono fare sugli avvenimenti tali e quali come avvengono.

Ossona, Bertola: gli operai della cooperativa da 4 mesi senza stipendio Questa mattina, verso le 11, sono passata davanti ai magazzini della Bertola Central Docks. Stavo tornando da Legnano, venivo da Casorezzo, e volevo andare a far benzina. Avvicinandomi al grande fabbricato di cemento, ricoperto di rosso, mi sono accorta che c’era un gruppetto di persone che vi stazionava davanti.
La mia attenzione è stata attratta dallo striscione che era appeso ai cancelli, fatto con un lenzuolone, e che, chiaramente, non era uno dei soliti striscioni pubblicitari.
Recitava: ” 4 MESI SENZA STIPENDIO”. Personalmente, sono al corrente di ciò che sta succedendo da Bertola, ma il mio interesse è sempre stato legato al fatto che vi sono state diverse pratiche amministrative pubbliche, relative agli oneri di urbanizzazione e ai diversi permessi di costruire o sportelli unici presentati dal Bertola al Comune,  e non sono mai entrata nella sfera privata della gestione dell’azienda. Non sono affari miei. Diventano, però, affari da blogger quando incontro uno striscione che recita “4 mesi senza stipendio”. Lo fotografo, vado alla rotonda dell’autostrada e ritorno indietro, fermandomi vicino al gruppetto di persone. Quasi tutte che indossano una giacca rossa che fa “pendant” con il colore preferito della Bertola Central Docks. Li chiamo e faccio loro un paio di domande:

“Scusate, ma siete dipendenti Bertola o siete della Cooperativa?”
Mi risponde un giovane uomo; l’accento straniero è leggerissimo, l’italiano ottimo, così come la cura di sé e l’ educazione.
“Siamo dipendenti della Cooperativa C.emme.A; non prendiamo lo stipendio da 4 mesi”
“Ogni tanto ci allungano un 100, 150 euro; ma non bastano per dar da mangiare ai bambini; come facciamo a vivere?” aggiunge un altro.
Vogliono sapere se sono una giornalista:  “No, non lo sono, ma sono un blogger”. Qualcuno spiega: ” Un blogger. Si, certo,vuol dire che scrive per internet”.
“Racconti di noi, allora, per favore; non sappiamo più cosa fare”.

“Certamente, racconterò di voi”. Mi allontano e li lascio con i giornalisti che vedo già avvicinarsi al gruppo. Non voglio che perdano occasioni di farsi ascoltare, e io ho già le risposte che cercavo. Colpisce infatti che i dipendenti di una cooperativa, che sono dei liberi soci di una società che vende le loro ore di lavoro, facciano uno sciopero simile e parlino di stipendio. A rigor di logica avrebbero dovuto riunirsi e dare mandato al loro avvocato di fare una ingiunzione di pagamento in quanto fornitori, cui non sono state saldate delle fatture. Colpisce molto perchè si capisce che loro si considerano dipendenti e non fornitori di Bertola, per cui fanno sciopero invece di fare un sequestro cautelativo dei beni dell’azienda, per garantire il saldo del loro credito. Colpisce anche il fatto che questi operai non facciano sciopero davanti alla sede della cooperativa, che poi di fatto dovrebbe appartenere a loro, ma lo facciano davanti ai magazzini Bertola, considerandoli il loro “posto di lavoro” e non uno dei loro vari posti di lavoro. Ma ritorniamo a quello striscione: “4 mesi senza stipendio”. Qualunque cooperativa condotta in modo serio, di fronte al mancato pagamento di una sola fattura da parte di un cliente che le da molto lavoro, o per il quale lavora in esclusiva, si sarebbe mossa immediatamente, specialmente evitando di fornire ore al cliente inadempiente. Il rischio è quello di non poter scontare le fatture in banca, perdere il fido, e quindi non aver più liquidità. Lo stesso vale per la società Bertola: ha il vantaggio di servirsi di una cooperativa e quindi di pagare le ore di lavoro solo e quando le servono, senza avere costi di personale nel caso in cui il lavoro non ci sia. Cosa può aver spinto Bertola ad utilizzare gli operai della cooperativa se non ne aveva bisogno? E se ne aveva bisogno, perchè mai il lavoro da lei effettuato per altri che pagano per lo stoccaggio dei loro beni, non ha reso abbastanza per pagare quanto dovuto alla cooperativa? Sono domande che danno per scontato che Bertola sia in debito con la cooperativa che le ha fornito ore lavoro, ma è una cosa che, in realtà, non sappiamo. Ciò che sappiamo è che c’è un gruppetto di persone, dipendenti di una cooperativa ma convinte di far sciopero sul posto di lavoro, che hanno esposto uno striscione con scritto ” 4 mesi senza stipendio”, davanti a Bertola. Ci sono abbastanza domande che meritano delle risposte. Domande che un blogger può porre, ma la cui risposta deve essere data da altri.

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2315 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

2 Commenti

  1. Carissima blogger, ho letto con attenzione il tuo articolo e devo dirti la verità, sono rimasto un po’ sconcertato dal fatto che nelle tue riflessioni ti sei concentrata soprattutto sul rapporto che c’è tra una cooperativa ed un azienda che ne fa uso, piuttosto che di tutte le persone che per quella azienda lavorano e che da più di 4 mesi non percepiscono lo stipendio.
    Conosco abbastanza bene le vincende di Bertola e ti posso dire che oltre al personale della cooperativa ci sono anche tutti i dipendenti dell’azienda Bertola che da più di 4 mesi non prendono lo stipendio e sono “presi in giro” da uno staff dirigenziale a mio avviso a dir poco ridicolo.
    Volevo dare però una possibile risposta a due tuoi interrogativi, ovvero: come mai la cooperativa non da mandato ad un legale per l’ingunzione di pagamento ? Viceversa come mai l’azienda Bertola usufruisce delle ore di lavoro della cooperativa quando, visto il calo di lavoro, potrebbe farne a meno ? Beh forse bisognerebbe capire realmente a chi fa capo questa cooperativa.
    So che la Lega Nord è sempre stata molto attenta ai diritti dei lavoratori e alle speculazioni delle aziende, quindi, quale segretario della sezione di Ossona, che ne dici di fare “buona” politica e dare una mano a tutte queste famiglie senza stipendio ?
    Ti ringrazio in anticipo per l’attenzione che darai al mio commento e ti auguro un buon lavoro sia a livello web che a livello politico.

  2. Carissimo Fireblade, so che può essere sconcertante il mio atteggiamento che si concentra così, ma vedi, come dico all’inizio, voglio lasciare la politica al di fuori da questo post, e occuparmi di questa parte della vicenda solo da blogger che pone domande, e non da politico.
    La motivazione è semplice, anche se capisco sia difficile vederla messa in pratica in un mondo come il nostro, in cui non si sa mai bene quali siano i confini della politica.
    E’ vero, come Lega nord ci si è sempre occupati dei diritti del lavoratori e si sono cercate delle soluzioni legislative che li proteggessero, specialmente quelli padani. Si è intervenuti nelle gravi crisi con provvedimenti oculati e diretti a proteggere sia le aziende sia i loro dipendenti.
    Però, se parlo a nome della Lega Nord di Ossona, nella mia qualifica di segretario politico della sezione, è corretto che io mi occupi della Bertola solo in relazione ai suoi rapporti con la comunità di Ossona; il che vuol dire controllare che le pratiche siano regolari, che paghi in modo giusto gli oneri di urbanizzazione e le tasse comunali, che non procuri danni al territorio e alla comunità ( magari tentando di aprire un centro commerciale che danneggerebbe gli interessi dei piccoli negozi di vicinato del nostro Comune) e che la sua proprietà non tenti di influenzare il normale e democratico svolgimento della vita politica del paese, ad esempio fondando una società con una persona che poi si è presentata come candidato sindaco, nonostante vi fossero delle vertenze in corso con il comune di Ossona.
    Queste sopra sono le cose che posso fare e dire come segretario politico.

    Come blogger, invece, che una delle occupazioni normali della mia vita di tutti i giorni, sono solo passata davanti ad un drappello di persone che si dicono dipendenti di una cooperativa, ma scioperano ( contro loro stessi, in realtà, anche se non ne sembravano coscienti) la cui storia mi ha colpito proprio per le incongruenze che presenta e che ho espresso.

    Come semplice persona, vorrei dare un mano a quelle famiglie ma ho una difficoltà: non so nulla di certo di quanto sta succedendo all’interno dell’azienda e non so proprio se ciò che sta succedendo ha una rilevanza politica.

    Certo, leggo i giornali e ho la documentazione che prova che una delle aziende di Bertola ha investito 6 milioni di euro in Senegal. Dei Post da blog su questo argomento sono già in programma, come è in programma una presa di posizione pubblica della sezione della Lega nord di Ossona sulla situazione degli oneri di urbanizzazione di Bertola, di altri costruttori e altre questioni che riguardano l’efficienza dell’amministrazione comunale di Ossona.

    Di certo posso dire che sono assolutamente contraria a dare aiuti di Stato ad aziende che invece di pagare gli stipendi dei dipendenti preferiscono investire all’estero, che ho informato della sofferenza dei dipendenti Bertola i miei vertici, ma che sono anche molto contraria a fare, come politico, delle promesse che poi non so se sarà possibile mantenere.

    Posso solo dare qualche suggerimento: se Bertola non paga gli stipendi dovuti ai dipendenti, qualcuno potrà chiedere il fallimento dell’azienda. In questo caso l’inps li garantirà per le liquidazioni e il liquidatore li garantirà per gli stipendi arretrati. Ditelo chiaramente all’amministratore delegato, ricordandogli però che è inutile che vada a chiedere accordi in Comune per pagare meno di oneri, perchè così danneggerebbe Ossona ( con intervento quindi della corte dei conti).
    L’azienda ha una sola possibilità: disinvesta in Senegal e paghi i suoi debiti qui: i dipendenti possono chiederlo.

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